Europa Ladrona, la Lega non perdona

La Lega di ultima generazione è molto attiva sui social network, meno diffidente coi giornalisti e, soprattutto, ha capito che il Boss Finale del Nord non è più a Roma ma si annida perfido e imperscrutabile a Bruxelles.

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mag 21 2014, 3:00pm

In previsione delle Elezioni Europee del 25 maggio abbiamo creato una guida che prenderà in esame i principali partiti e candidati per l'Italia.


Foto di Marco Valli.
 

Dopo gli scandali del 2012, i diamanti in Tanzania, i rimborsi di Renzo Bossi, il declino irreversibile di Umberto Bossi e la definitiva conferma che Roma Ladrona ha corrotto l’animo puro dei barbari sognanti, la Lega Nord—il partito più vecchio della Seconda Repubblica—sta cercando di restaurare i fasti del passato e restare a galla in un panorama politico profondamente mutato.

L’Operazione Pulizia Celtica portata avanti a colpi di scopa durante l’interregno di Roberto Maroni (ora presidente della Regione Lombardia), si è trasformata con la nomina a segretario di Matteo Salvini in un’Operazione Rinnovamento a tutto tondo—se per rinnovamento si intende sparare a zero su migranti, rom, Elsa Fornero (anche quando non è più ministro), l’ex ministro Cecile Kyenge e, più in generale, su chiunque non sia nato e cresciuto in ridenti località come Alzano Lombardo o Zero Branco.

Insomma, Matteo Salvini sta mischiando lo spirito battagliero del primo Bossi e quello istituzionale dell’ultimo Maroni nel tentativo di costruire una terza via al leghismo. La Lega di ultima generazione è molto attiva sui social network, meno diffidente coi giornalisti, più vicina alla gente e, soprattutto, ha capito che il Boss Finale del Nord non è più a Roma ma si annida perfido e imperscrutabile a Bruxelles.                                                                    

COSA STANNO FACENDO IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE

In due parole: di tutto. Il mattatore della campagna leghista è il nuovo Segretario, che da mesi sta invadendo trasmissioni televisive, radio, marciapiedi, quotidiani e social network per DIFFONDERE il VERBO, rimarcando BENE i suoi concetti con abbondante uso di CAPS LOCK e producendo manifesti elettorali DENSI di espressioni facciali TRUCI ma DECISE.


Oltre agli strepiti contro l’euro e la necessità di “riappropriarsi della sovranità monetaria”, per queste elezioni europee la Lega ha puntato tutto sul marchio di fabbrica dell’azienda: la xenofobia. Una delle uscite più brillanti è stata quella di mettere davanti alla telecamera un pugno di immigrati, farli parlare nelle proprie lingue d’origine e invitare gli altri immigrati a starsene alla larga dall’Italia.

Un altro video di pregevole fattura è quello realizzato due giorni dopo l'ennesima tragedia tra le coste libiche e quelle di Lampedusa, in cui hanno perso la vita decine di migranti. Nello spot si scimmiotta il servizio “Viaggiare informati”, che diventa “Sbarcare informati, servizio informativo per l’immigrazione clandestina”. Il resto non lo spoilero.

Il vero capolavoro, però, l’ha compiuto ancora una volta l’immortale fuoriclasse della Lega, Mario Borghezio. Il politico di lungo corso, che è candidato nella circoscrizione Italia centrale, si è buttato di peso sull’esaltazione di Roma e dell’Orgoglio Italico e si è fatto riprendere mentre, visibilmente alticcio, grida “LAZIO NAZIONE / TUTTO IL RESTO È MERIDIONE.”


LA POSIZIONE SU EUROPA, EURO E UNIONE EUROPEA

La posizione della Lega Nord è molto semplice: l’attuale Europa delle Nazioni fa schifo, soffoca le identità locali e dev'essere rimpiazzata da un'Europa delle Regioni; l’Unione Europea è un’“Unione sovietica” o “un gulag” che minaccia l’esistenza dell’Heimat leghista; L’Euro, invece, è sia “un crimine contro l’umanità” che qualcosa di “morto, fallito.” Non c'è spazio per nessun compromesso, come si può vedere nello spot ufficiale della Lega per le europee.

Quello che Lega vuole fare è lavorare “al dopo, alla via d’uscita,” che naturalmente è rappresentata dall’uscita dell’Italia dall’euro. Per l’occasione Matteo Salvini ha inaugurato il “Basta Euro tour”, un giro di palazzetti e centri congressi realizzato insieme all’economista “alternativo” Claudio Borghi, instancabile apostolo della religione NO EURO e delle lavagne esplicative a La Gabbia, nonché candidato per la Lega Nord. L’obiettivo del tour è stato quello di catechizzare l’elettorato sui mali della moneta unica e sulla necessità impellente del ritorno alla lira.


La chiamata alle armi di Claudio Borghi, qui sopra nelle vesti di ologramma anti-europeista.

Se l’avversione della Lega per l’Unione Europea non fosse abbastanza chiara, qualche settimana fa il deputato Raffaele Buonanno—che già si era distinto in aula con performance notevoli, tra cui agitare un forcone di carta e sventolare una spigola contro Laura Boldrini—ha espresso un dissenso fisicostrappando in diretta tv la bandiera dell’UE e soffiandocisi sopra il naso.


CHE TIPO DI PERSONA VOTA LA LEGA NORD

A parte sporadici exploit, l’elettorato leghista è sempre stato piuttosto omogeneo. Eccettuando i leghisti duri e puri, quindi, questo giro voterà Lega Nord chi si ricorda quanto costava un ghiacciolo in lire, chi pensa che Angela Merkel sia Adolf Hitler senza i baffi, chi ritiene che Claudio Borghi sia il Thomas Piketty della Reazione, chi è stato colpito dalla crisi e pensa che sia tutta colpa dei negher, chi CONDIVIDE su Facebook gli status FICCANTI di MATTEO Salvini, chi non è riuscito a passare gli esami di Economia Politica e Diritto dell’Unione Europea in Albania, chi vuole provare il brivido di sbronzarsi a Roma con Mario Borghezio e infine chi viene “da Napoli con furore.”


QUANTE POSSIBILITÀ HANNO DI FARCELA?

Sicuramente la Lega Nord non prenderà il 14 percento dei voti, come afferma un sondaggio, ma è quasi sicuro che i Salvini Boys prenderanno più del quattro percento e sbarcheranno in Europa. Per il resto, queste elezioni sono un test importante sul nuovo corso impresso da MATTEO, che sta cercando di infilarsi nelle crepe dell’Eurozona per ridare linfa vitale a un partito che solo qualche tempo fa tutti davano per spacciato.

E così, dismessi una volta per tutte gli aneliti indipendentisti, i copricapi da vikinghi, gli spadoni e le suggestioni medievali, la Lega Nord sembra ormai pronta a rinunciare al Dio Po e a sposare convintamente la Lady Oscar del populismo europeo—un matrimonio combinato che permetterà a MATTEO di entrare a testa alta nella grande famiglia degli Estremisti Ripuliti.


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