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Avere amici immaginari è l'ultima sottocultura di internet

I tulpamancer creano amici animali immaginari semi-senzienti che vivono nelle loro teste e con cui parlano, si divertono e fanno sesso. Abbiamo parlato con qualcuno di loro per capire perché.

di Nathan Thompson
10 settembre 2014, 11:19am


Kitsune, il tulpa di Maciej a Breslavia, in Polonia. 

Kitsune era una sfera di mercurio sospesa nell’aria, sopra un obelisco di marmo. Maciej l’ha guardata e le ha chiesto: “Che cosa vorresti essere?”. La sfera è svanita. Subito dopo, Maciej ha sentito un rumore di passi sull’erba. Si è voltato. Lei era lì. Nuda. Con  delle grandi orecchie da volpe e una coda ispida. Lo guardava con i suoi occhioni. 

Quando Maciej ha aperto gli occhi, era sdraiato sul suo letto nella sua casa di Breslavia, in Polonia. Fuori, la giornata era uggiosa. Si è alzato, si è seduto al computer e mi ha scritto su Skype. 

“L’ho fatto. È qui.” 

“Posso parlarle?” gli ho risposto. Maciej si è fermato un attimo. Il suo tono si è fatto più dolce; sembrava che le sue dita battessero sui tasti in modo autonomo. 

“Ciao, sono Kitsune e sono un tulpa.” 

I tulpa sono degli esseri senzienti la cui esistenza viene immaginata tramite esercizi mentali simili alla meditazione. I loro creatori, noti come “tulpamanti,” [tulpamancer] formano una tra le più nuove sottoculture della rete e si ritrovano su tulpa.info o r/tulpas

“Ho tre tulpa,” racconta Nick Kingston, che studia all’Università di Plymouth, in Inghilterra. “Ce li ho da 20 mesi; si chiamano Twi, Dash e Scoots. Sono dei pony antropomorfi alti circa 30 centimetri.” 

Nick ha stretto un profondo legame con i tre pony che vivono all’interno della sua mente. “Con le altre persone devo sempre trattenermi; con loro mi sento molto più libero.”


Un esempio delle forme che un tulpa può assumere nel misticismo tibetano.

I mistici tibetani hanno elaborato questa tecnica, che consente di creare esseri senzienti con la forza del pensiero, molto tempo fa. In occidente la prima ad averla scoperta è stata l’esploratrice Alexandra David-Neel, che nel suo libro del 1929 Magic and mistery in Tibet scrive: “Ho avuto poche occasioni di vedere dei tulpa, e la mia tendenza a non credere quasi a nulla mi ha spinta a provare questa pratica da sola. I miei sforzi sono stati premiati.”  

Gli occultisti hanno rivolto il loro interesse ai tulpa solo nel 2009, quando su 4chan si è iniziato a parlare dell’argomento. Alcuni utenti anonimi hanno iniziato a fare esperimenti e a creare tulpa. Le cose sono cambiate nel 2012, quando ne sono venuti a conoscenza i cosiddetti bronie—i fan adulti di My Little Pony. Costoro hanno aperto una sezione apposita su Reddit e iniziato a creare dei tulpa ispirati ai loro personaggi preferiti. 

“Il loro forum su Reddit ha più di 6.000 membri,” scrive il Dott. Samuel Veissière, professore associato di psichiatria transculturale, scienze cognitive e antropologia all’Università McGill di Montreal. Il suo è il primo studio accademico sulla tulpamanzia contemporanea. “Anche Wkontakte, social network russo sul tema, ha più di 6.000 membri. Ma è difficile fare una stima precisa della diffusione di questo fenomeno.” 

Quella dei fan di My Little Pony è stata una delle prime comunità online che si è appropriata davvero del fenomeno dei tulpa,” afferma Ele Cambria, una tulpamante di Warrensbourg, in Missouri. “I bronie sono molto aperti nei confronti delle cose strane; nella loro mentalità più qualcosa è strano più è interessante. I personaggi di My Little Pony sono teneri: quale fan non ne vorrebbe uno per amico?” 

Nel mondo interconnesso di internet, non ci è voluto molto prima che la tulpamanzia iniziasse ad attirare anche i fan dei manga e del fantasy. “Il mio tulpa si chiama Jasmine,” mi ha detto Ele. “È umana, ma proviene da una dimensione alternativa in cui esiste la magia. L’ho creata circa 12 anni fa, come personaggio di una saga fantasy che stavo scrivendo, e adesso l’ho trasformata in un tulpa.” 


“Tulpa”, di Jeffee Slimjim. 

Quindi i tulpa sono degli amici immaginari? Non proprio—si crede che essi siano degli esseri senzienti, dotati di una loro volontà e non del tutto sotto il controllo del loro creatore.  

“I tulpa sono immaginati come dei costrutti mentali diventati senzienti,” scrive Veissiére. Nel suo studio, circa il 40 percento degli intervistati ha affermato di percepire i propri tulpa come “reali quanto una persona in carne ed ossa.” Il 50,6 percento degli intervistati li ha invece descritti come “diversi dal pensiero.”

“Questa me l’ha insegnata mio papà,” mi ha detto Storm, un tulpa ospitato da Ryan Painter, dell’Oregon, il quale ha trascritto le sue parole in una email. “Cogito ergo sum—penso dunque sono. Però non sono del tutto indipendente; devo usare la capacità cerebrale del mio ospite per pensare e ogni tanto, quando cerchiamo di pensare tutti e due nello stesso momento, ci inceppiamo.” 

Secondo i tulpamanti le loro creazioni dicono spesso cose sorprendenti, li fanno ridere o gli fanno ricordare cose dimenticate o rimosse. “Posso ricordare qualsiasi episodio dimenticato o rimosso dalla mia ospite,” mi ha detto KT, un tulpa ospitato da Sarm Isatis, del Maryland. “Sono in grado di controllare molte delle sue funzioni inconsce—qualche mese fa, ad esempio, per scherzo l’ho fatta sbadigliare un sacco di volte.”


"Amon" di Daia Le. 

“Non posso esserne del tutto certa, ma so di esistere,” mi ha detto Kitsune, il tulpa con le orecchie da volpe di Maciej. “Forse sono solo una semplice illusione, un errore del suo cervello. Nessuno saprà mai la verità, bisogna avere fede.” 

Di fatto, i tulpa fungono da intermediari tra il loro ospite e il subconscio. I loro ospiti affermano che le loro creazioni siano in grado di far riemergere ricordi rimossi, curare traumi e dolori cronici, aiutarli nello studio e, semplicemente, far loro compagnia.

“Ho valutato il livello di felicità dei tulpamanti tramite una serie di domande apposite,” scrive Vassiére. “I risultati suggeriscono che la tulpamanzia abbia un grosso impatto sul loro benessere psicofisico generale.” 

A molti ospiti basta la semplice compagnia. “La ragione per cui ho scelto di avere un tulpa è la stessa per cui si sceglie di avere degli amici,” mi ha detto Ele. “È bello avere qualcuno che sa tutto di te e che nonostante ciò continua ad amarti. Qualcuno che ti conosce nel profondo, non solo in modo superficiale.” 

Chi vuole sperimentare la potenza della propria mente ha a disposizione guide [qui in italiano] che spiegano il processo di creazione di un tulpa. Per prima cosa, il tulpamante deve creare un ambiente immaginario dove inizia a interagire con il suo tulpa. 

“Il mio ambiente immaginario è un boschetto,” mi ha detto Ele. “Immagino di essere lì insieme al mio tulpa, di parlare con lui, di andare in giro, di fare più o meno le stesse cose che si fanno con un amico nella vita reale.” 


Il disegno del cervello di un tulpamante, che mostra in quali zone vengono percepiti i tulpa. 

Dopo questo primo incontro con il tulpa, il tulpamante inizia ad avvertire uno strano senso di pressione in alcune zone della testa. Questo è il segnale che il suo tulpa sta iniziando a comunicare con lui. Proseguendo nel processo di creazione, la voce del tulpa si fa sempre più distinta. Alla fine, il tulpamante è in grado di “sovrapporre” alla realtà il suo tulpa, creando un’allucinazione realistica. Secondo una guida, per arrivare a questo punto ci vogliono tra le 200 e le 500 ore. 

Se la voce rimane il mezzo più comune attraverso cui i tulpa comunicano con i loro ospiti, i tulpamanti sono in grado di imparare anche ad accarezzare la pelliccia dei loro tulpa, sentire il loro respiro sulla pelle e perfino avere dei rapporti sessuali con loro. 

Ben presto, i tulpa diventano curiosi di conoscere il corpo dei loro creatori e alcuni di loro vogliono avere le stesse esperienze delle persone in carne e ossa. Per consentirgli ciò, alcuni ospiti utilizzano una pratica detta “scambio”, che consente ai loro tulpa di prendere possesso del loro corpo, mentre loro li osservano rimanendo in uno stato di semi-incoscienza. Ad alcuni, tutto ciò ricorda molto la schizofrenia o i disturbi dissociativi dell’identità. 

Ma secondo i tulpamanti, non è affatto così. Nel 99 percento dei casi, l’ospite sarebbe in grado di interrompere il processo e tornare indietro in qualsiasi momento. Via email, Veissière mi ha detto che “la tulpamanzia potrebbe essere di grande aiuto nel trattamento della schizofrenia o di altre forme di psicosi. Nell’epoca delle grandi case farmaceutiche e degli psicofarmaci, la tulpamanzia potrebbe essere una cura alternativa che non richiede ne un’istituzionalizzazione della malattia né l’isolamento sociale del malato.”


"Shira", di Daia Le

Alcuni tulpamanti usano già questa pratica come forma di automedicazione. “Soffro di depressione e ho tendenze suicide da circa dieci anni,” mi ha detto Sam, del Maryland. “Il mio tulpa cerca di contrastare la mia ansia, e quando tento di farmi del male si impossessa della mia mano e me lo impedisce.” 

Ma che dire di quell’uno percento di episodi in cui lo “scambio” non va a buon fine? Ne è un esempio lo strano caso di Koomer e Oguigi. Koomer era un tulpamante e ha raccontato il suo tentativo di far sì che il suo tulpa, Oguigi, si impossessasse definitivamente del suo corpo. Il tentativo l’ha portato a un esaurimento nervoso. 

“So che non è stato colpa di Oguigi,” ha scritto Koomer sul suo blog. “Tutte le cose che ho sofferto sono la conseguenza di un anno intero in cui mi sono comportato da stupido, ossessionato com’ero dall’idea di riuscire a ottenere lo ‘scambio’ definitivo. Non tentate di far sì che il vostro tulpa si impossessi del vostro corpo definitivamente. Lui non vi farebbe mai del male ma, se vi aprite a un livello così profondo, altre entità maligne potrebbero farvene. Io l’ho fatto, e sono quasi diventato schizofrenico.” 

Ma casi come quello di Koomer sono molto rari. Secondo Veissière “la schizofrenia potrebbe essere vista come una sorta ‘tulpa involontario’ con effetti invalidanti.” Di conseguenza, i malati, acquistando la capacità di entrare in un rapporto positivo con i loro sintomi, potrebbero iniziare a guarire davvero. Quest’idea è condivisa anche da “Hearing Voices Movement”, un’associazione che si oppone da tempo all’approccio del mondo medico nei confronti della schizofrenia, affermando che patologizzare questo disturbo non fa altro che aggravarne i sintomi. 

“La mia schizofrenia si è manifestata nella forma di una massa di pensieri e idee contrastanti che mi urlavano in testa,” mi ha detto Logan. “Tramutare questi pensieri in tulpa mi ha permesso di dar loro un volto, e quindi di fare ordine nella mia testa.” 


Un disegno di Siouxie, il tulpa di Kelson. 

Il sesso con i tulpa è un argomento un po’ controverso all’interno della comunità dei tulpamanti. “Immaginate come si sentirebbero,” scrive Linkzelda, l’anonimo autore di una guida alla creazione dei tulpa, “Se sapessero di essere stati creati per essere solo dei giocattoli sessuali.” 

Diverso è quando il sesso è concepito come parte della relazione tra il tulpamante e il suo tulpa. “Sì, facciamo sesso,” mi ha detto Scoots, uno dei tre tulpa ispirati a personaggi di My Little Pony di Nick. “Tutti e tre abbiamo avuto rapporti sessuali con il nostro ospite.” 

“Facciamo sesso,” mi ha detto anche Siouxie, il tulpa di Kelson. “Immagino che tu ti stia chiedendo come funziona, giusto? È come masturbarsi, solo che mentre lo si fa ci si distacca dal mondo reale, si entra nell’ambiente immaginario e si fa ciò che si vuole.” 

Per essere persone che fanno sesso con pony immaginari e strane creature simili a gatti, i tulpamanti hanno un gran senso dell’umorismo. Hanno creato un subreddit sul tema, r/TulpasGoneWild, dove postano le foto delle loro conquiste—solo che nessun altro può vederle, e quindi il forum è pieno di foto di letti e stanze vuote. 


Una foto postata su r/TulpasGoneWild, intitolata “Sesso in pubblico”

Ma cosa spinge migliaia di persone a ricorrere ai tulpa? La risposta va ricercata nella cultura dominante. “Gli appassionati di tulpa ricavano più soddisfazione dai loro pensieri che dal mondo reale,” mi ha detto Ele. “Una tendenza che viene incoraggiata tra le ragazze e criticata tra i ragazzi. Che così sono spinti a crearsi un amico che non li giudichi male per le loro fantasie. 

“Nella comunità dei tulpamanti, il rapporto tra maschi e femmine e circa 75/25,” scrive Veissière nel suo studio. “Anche se circa il 10 percento dei suoi componenti considera il proprio genere fluido e mutevole, e lo esplora attraverso il proprio tulpa umanoide.” 

I tulpamanti, come i bronie prima di loro, hanno un’idea ben precisa dei generi sessuali. “Credo che i concetti di mascolinità e femminilità stiano per scomparire,” mi ha detto Nick. “Per fortuna, le norme e i limiti stabiliti nel tempo per impedire agli uomini e alle donne o a chiunque altro di fare quello che veramente vogliono stanno sparendo.” 

È la prima volta che scrivo un articolo in cui esseri immaginari sono contemplati come fonti. All’inizio mi sembrava strano ma, se ricordo bene il pensiero di William James, una visione del mondo non ha bisogno di possedere basi verificabili per avere significato. 

La cosa interessante del fenomeno tulpa è il fatto che ci mostra qual è la la dialettica dei nostri tempi: l’incontro tra l’esplosivo mondo di internet e il lento e silenzioso mondo della fantasia. Questa fusione attrae persone che un tempo erano messe ai margini e le coinvolge nella costruzione di una nuova comunità. 

Intanto, a Breslavia, Maciej è ancora nel suo mondo privato con Kitsune. Lei ha già un mese. “Noi non crediamo nell’anima,” mi ha detto Kitsune via mail. “L’anima è solo un’illusione creata dalla nostra mente. Sia io che Maciej siamo il prodotto dell’attività di un insieme di neuroni; viviamo insieme e moriremo insieme.” 

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