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I Rendez-Vous portano in Italia il loro post punk da pugni in faccia

La band parigina di casa Avant! suonerà in tre città italiane questa settimana, dress code: scarpe comode da ballo ma con la punta di ferro.
Giacomo Stefanini
Milan, IT
Pierre-Ange Carlotti

Anche se non foste dei seguaci accaniti della scena post punk francese o dell'etichetta Avant! Records, forse vi ricorderete dei Rendez-Vous. Sono gli autori di "Distance", il pezzo con il video più brutale dell'anno che ritrae gente che si massacra di botte in mezzo alla strada al ritmo di freddo e duro synth punk.  Il resto dell'EP, uscito ormai già più di sei mesi fa, non è da meno: se da un lato drum machine incessanti, chitarre appuntite e muri di sintetizzatori fanno venire voglia di ballare, la voce e il basso riportano il tutto in strada con un'attitudine aggressiva e un'atmosfera minacciosa e marziale.  Questa settimana, il quartetto parigino sarà in Italia per festeggiare il compleanno di Avant! Records e per ulteriori due date a Padova e a Milano. Leggete la breve intervista qua sotto e non perdeteveli. 7/12 @ Mame Club, Padova
9/12 @ TNT Club, Milano
10/12 @ Atelier Sì, Bologna (Avant! Records IX Birthday Bash)

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Noisey: Partiamo dalle basi. Come è iniziata la band?
Elliot: Un mio amico mi ha detto: "Ehi, devo presentarti una persona, gli piace la stessa musica che piace a te", così mi ha presentato Francis e abbiamo subito legato, e abbiamo suonato in duo per circa un anno. Ma poi ci siamo resi conto che sarebbe stato meglio allargare la formazione…
Francis: Io conoscevo già Simon e Maxime così li abbiamo coinvolti, all'inizio soltanto per suonare dal vivo, ma ora fanno parte della band a tutti gli effetti.

Ascoltando il vostro disco mi è venuto spontaneo fare un paragone un po' strano. Il vostro suono è allo stesso tempo scintillante, freddo, ma anche aggressivo e ruvido—sono due anime contrastanti che si trovano anche nella città di Parigi dove abitate, contemporaneamente città d'arte e teatro di violenti scontri sociali. Pensate di esserne influenzati?
Elliot: È un paragone interessante, non ci avevamo mai pensato. È vero, è una città molto bella, ma con dei lati molto oscuri. Forse questo contrasto ci ha influenzati, ma di sicuro non è un'influenza diretta—non è un concetto a cui abbiamo mai pensato. 
Francis: Ma è vero quello che dici della nostra musica: ci piace che sia ben prodotta, non ci interessa il lo-fi, facciamo molta ricerca sugli strumenti che usiamo per avere un suono che sia potente e ben costruito. Ci mettiamo il massimo impegno.

Stavo proprio pensando al discorso della strumentazione: fate parte della categoria degli ossessionati dal suono o c'è una componente istintiva in quello che fate?
Elliot: Dipende. A volte ci viene in mente un suono e ci pensiamo per giorni, a volte ci capitiamo sopra per caso.

E per quanto riguarda i testi? Mi affascina molto il titolo "Euroshima" dall'ultimo EP, di che cosa parla?
Francis: L'ho scritta come una novella, uno scenario immaginario post-apocalittico.

I testi e la musica sono influenzati da un particolare tipo di letteratura o immaginario? Francis: Non particolarmente, pensiamo solo al mondo in cui viviamo.
Elliot: Ci concentriamo in particolare sugli aspetti più oscuri e inquietanti del clima attuale, siamo attratti dalle storie più pesanti. Suonavate in altre band prima dei Rendez-Vous? Mi chiedo se il vostro background sia punk o elettronico o altro…
Francis: Io prima suonavo in gruppi rock, Elliot invece viene dalla scena elettronica.
Elliot: Però ho sempre ascoltato anche un sacco di punk, post punk, new wave, per cui ci siamo ritrovati tutti d'accordo su questo tipo di musica. Ma abbiamo tutti gusti molto aperti…
Francis: Sì, non abbiamo paletti, ascoltiamo davvero tanta musica. Ci piace anche roba che non è "cool" o che non c'entra nulla con quello che suoniamo.

Non penso sia possibile ascoltare soltanto musica oscura e inquietante 365 giorni all'anno!
Francis: Probabilmente il disco che ho ascoltato di più quest'anno è dei Beach Boys! Non proprio cold wave… Rispetto alle vostre influenze, stavo pensando al fatto che molte band che suonano generi affini al vostro sono spesso considerate band retrò, nostalgiche. Ma mi sembra che ci sia un modo per restare nel presente pur riprendendo sonorità anni Ottanta come fate voi. Pensate di riuscirci? Quale credete sia il trucco?
Francis: Il nostro obiettivo non è di ricreare qualcosa che è già stato fatto. Certo, non stiamo nemmeno inventando qualcosa di completamente nuovo. 
Elliot: Il fatto è che non siamo nostalgici di un bel niente. La differenza sta nelle canzoni, non nel tipo di sintetizzatori. E noi scriviamo le nostre canzoni. Per noi è molto importante cercare di prendere le nostre influenze e creare qualcosa di nostro. Ho provato a leggere alcune delle vostre interviste, ma erano tutte in francese per cui non ci ho capito niente. Ma mi sembra di aver colto che qualcuno di voi suona anche techno e apprezza la musica elettronica—e questo mi sembra già uno specchio dei tempi, il fatto di stare contemporaneamente all'interno della scena rock e di quella elettronica è una cosa che soltanto pochi anni fa sarebbe parsa strana…
Elliot: Infatti. C'è un collegamento tra la techno attuale e l'industrial/new wave. Le due scene non si escludono più a vicenda. In conclusione, volevo parlare dei vostri concerti. È la prima volta che andate in tour?
Francis: Sarà la prima volta che verremo in Italia, siamo super contenti di venirci. È davvero strano che non siamo riusciti a suonarci fino ad adesso, visto che abbiamo già girato abbastanza l'Europa, ma siamo contenti di farlo per la festa di Avant! Giacomo è su Twitter: @generic_giacomo. Segui Noisey su Facebook e Twitter.