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Le compositrici che lottano per la parità dei sessi a Hollywood

Abbiamo cercato di capire perché il mondo delle colonne sonore è così inaccessibile alle donne parlando con chi sta combattendo per ribaltare la situazione.

di Corinne Przybyslawski
28 febbraio 2017, 11:33am

Illustrazione di Ben Ruby.

Domenica notte, la compositrice, produttrice e cantautrice britannica Mica Levi ha perso l'Oscar per la miglior colonna sonora, superata da Justin Hurwitz con la colonna sonora di La La Land. Pochi allibratori avrebbero scommesso che la musica della prima, decisamente più sperimentale, che accompagna il film biografico su Jacqueline Kennedy Onassis Jackie. Ma soltanto la nomination è un evento, data la storia di questa categoria.

Negli 81 anni di storia della Academy, i compositori di genere femminile hanno ricevuto otto nomination per la miglior colonna sonora. Tre di queste sono andate a Rachel Portman per Emma (1997), The Cider House Rules (2000) e Chocolat (2001). L'ultima donna a vincere è stata Anne Dudley nel 1998 con The Full Monty. Degli ultimi 250 film americani del 2016 che hanno avuto più successo, soltanto il tre percento è stato musicato da donne, secondo uno studio condotto dal Centro di Studio sulle Donne nella Televisione e nel Cinema. I risultati del rapporto dello scorso anno—che esamina la presenza delle donne sullo schermo e dietro le quinte nell'industria cinematografica, comprese registe, autrici, produttrici, direttrici della fotografia e del montaggio—forniscono una fotografia piuttosto deprimente di una Hollywood dominata dagli uomini.

Se questi numeri sembrano suggerire che le donne non abbiano mai musicato un blockbuster, la storia prova il contrario. La compositrice americana e ideatrice di Switched on Bach Wendy Carlos è stata responsabile delle musiche di classici come Arancia MeccanicaShining di Stanley Kubrick, oltre che del film Disney Tron. Tutti e tre hanno sbancato i botteghini al tempo dell'uscita. Più recentemente, la compositrice, arrangiatrice di archi e produttrice Deborah Lurie, le cui opere comprendono Footloose del 2011 e Dear John del 2010. Quest'ultimo è noto per aver scalzato Avatar al box office nel suo primo weekend totalizzando 114 milioni di dollari di biglietti in tutto il mondo. Nonostante la colonna sonora composta dalla canadese Lesley Barber per Manchester By The Sea sia stata snobbata dalla commissione degli Oscar, il film ha venduto biglietti per 60 milioni di dollari. Considerati questi risultati, è chiaro che il problema non sia la mancanza di interesse o di attività nel settore.

Abbiamo parlato con alcune delle compositrici, supervisore e componenti esecutive della Academy of Motion Picture Arts and Sciences che stanno cercando di ripristinare la uguaglianza di genere nell'industria cinematografica, per scoprire a che cosa dobbiamo questo muro di celluloide e cosa possiamo fare per abbatterlo. 

"Siamo ancora l'eccezione e non la regola."

Dieci anni fa, la compositrice americana Suzanne Ciani ha avuto un incontro con un agente di Hollywood per parlare di possibilità lavorative, ma fu accolta con avance sessiste. A quel punto della sua carriera, la pianista si era già fatta un nome come pioniera del sintetizzatore modulare. Non era nemmeno estranea all'industria cinematografica, avendo già composto il jingle per la Columbia Records nel 1976 e la colonna sonora del film di fantascienza The Incredible Shrinking Woman nel 1981, tra le altre cose.

"Mi ha proprio detto che se fossi andata a letto con lui avrei avuto la possibilità di lavorare con lui a delle colonne sonore. Io ho riso e ho pensato 'Succedono ancora queste cose?'", ricorda. "I sottintesi sessuali mettono le donne in forte difficoltà, perché le delegittimizzano. Ti trasforma in una non-entità". 

La mancanza di donne in posizioni di potere a Hollywood è un altro importante ostacolo per le opportunità delle donne, non importa a quale stadio della carriera si trovino. 

"Quando lavori in uno studio, la persona che gestisce il dipartimento di musica per film non può darti una risposta definitiva. Come sappiamo, ci sono film ad alto rischio finanziario", dice Tracy McKnight, una supervisora musicale indipendente e ex direttrice del dipartimento colonne sonore della Lionsgate. "Quando lavori con produzioni grosse, ci sono molte persone che si occupano di queste decisioni; ci vorrebbero più donne in questi incarichi, di modo che possano dare ad altre donne le giuste opportunità". 

Laura Karpman, compositrice ed ex-presidentessa della Alliance for Women Film Composers, ha lasciato la posizione per quella di governatrice del ramo musica della Academy. È la prima donna a ottenere questo titolo. Pur considerandolo un passo nella giusta direzione, fa presente che i film che vengono musicati da compositrici donne sono "probabilmente in categorie di budget dai 15 milioni in giù".

"Le possibilità per le donne sono così preziose e limitate che non possono essere individuate come tendenza", aggiunge Ciani. "Siamo ancora l'eccezione e non la regola".

"Se facessi un sondaggio, scopriresti che la maggior parte della gente associa le colonne sonore con gli uomini."

Quando si parla di compositori, gli uomini lavorano con budget di fascia alta più spesso delle donne. Dato che queste ultime non sono tradizionalmente associate a generi dai risultati economici straordinari come l'azione o l'horror, non vengono considerate nemmeno, e vengono trattate come un rischio invece che come una risorsa.

Deborah Lurie crede che la sfida più grande che devono affrontare oggi le compositrici è quella di entrare nell'arena dei film mainstream di fascia alta. "Per quanto le donne potrebbero essere nel grande gruppo di candidati per le colonne sonore di questi film nelle prime fasi del progetto, quando si arriva alla scelta della musica lo studio avrà già affrontato costi e problemi di tempi tali da scoraggiare ulteriori rischi", dice. "La scelta finale risulta sempre la più prudente". 

Se vogliamo entrare nel mondo degli stereotipi, è interessante vedere che le donne—spesso associate con l'emotività—vengono escluse da un ruolo che otterrebbe effettivamente un beneficio da quel tipo di intuito. 

"Se facessi un sondaggio, scopriresti che la maggior parte della gente associa le colonne sonore agli uomini. Gli uomini sono gli eroi, tendiamo a concepirli in termini mascolini, mentre associamo più spesso le donne a commedie, commedie romantiche, film drammatici, cose del genere", osserva McKnight. "Nessuno pensa alle donne nel campo dell'horror o dell'azione".

Ma Karpman ci ricorda come le donne possono offrire una prospettiva unica distinta da quella dei loro colleghi uomini. "È giusto assumere qualcuno che abbia un'apertura e un punto di vista diversi. Una delle cose che impariamo è come essere buone compositrici per una varietà di generi cinematografici".

Ciani fa notare che le donne spesso non ricevono attenzione per i loro risultati. "È sempre una sorpresa", dice. "C'è una lunga lista di conquiste fatte da donne, ma è un'anomalia, e non si è mai raggiunta una massa critica di coscienza in questo campo".

"Abbiamo fatto quadrato in un certo senso, perché quando si è unite si è più forti."

Nonostante la sconfitta di Levi lo scorso weekend e le cifre deprimenti riportate dagli studi, Hollywood sta lentamente facendo qualche passo avanti verso la varietà di genere. Nella lista dei 638 nuovi membri dell'Academy per il 2016, le femmine hanno raggiunto il record del 46 percento.

Oltre a questo, lo scorso anno—per la prima volta—c'è stata parità di genere nel Sundance Composers Lab, una associazione per giovani compositori che li associa a registi emergenti. Il programma comprende concerti, panel e altri eventi e offre un servizio di mentore da parte di consulenti creativi del calibro di McKnight, del veterano dei blockbuster George S. Clinton e designer provenienti dalla Skywalker Sound di George Lucas.

Tra i partecipanti nel 2016 troviamo la collaboratrice dei M83 Morgan Kirby (che usa il moniker White Sea), la direttrice delle musiche per la serie TV di FX Legion Amie Doherty, la polistrumentista canadese-indiana Amritha Vaz (che ha lavorato alle musiche di 500 Days Of Summer, Pomegranates and Myrrh Cooking With Stella, tra le altre cose), e altre.

Altrove, organizzazioni internazionali non-profit come la Alliance for Woman Female Composers e Women in Film & TV stanno facendo campagne per le donne di talento attive nell'industria alla ricerca di visibilità. In fondo, dice Ciani, conviene che le donne prendano in mano il proprio destino invece di cercare di entrare nel gruppo dei maschietti. 

"Dobbiamo soltanto mettere in piedi i nostri gruppi, dove abbiamo il potere e l'influenza per portare avanti i nostri progetti", dice. "Poi gli uomini ci guarderanno e si rapporteranno a noi con rispetto, ne sono sicura, perché saremo una forza all'altezza".

"Abbiamo fatto quadrato in un certo senso, perché quando si è unite si è più forti", aggiunge McKnight. "Collettivamente, più voci si uniscono al coro maggiore sarà la differenza che faremo". 

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