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Identità

Ho parlato con i morti per sapere cosa succede quando muori

Dopo aver parlato con tantissimi defunti, ora ho un'idea piuttosto chiara di cosa succede dopo che lasciamo la nostra vita terrena.

di Jessica Lanyadoo; traduzione di Giulia Fornetti
20 dicembre 2018, 5:00am

Foto via Flickr / Society of Swedish Literature

Non posso dire con certezza cosa accadrà dopo la morte, ma ho in mente qualche ipotesi, visto che parlo con i morti praticamente ogni giorno.

Sono una medium, il che significa che posso sentire, vedere e percepire i morti. Non è una cosa che fa paura, vi assicuro. Assomiglia più a quello che accade a Whoopi Goldberg in Ghost, piuttosto che a quello che succede in Poltergeist. So che questo concetto vi sembrerà bizzarro, ma per me è un lavoro come un altro. Qualche tempo fa ho parlato con un defunto che è venuto a fare visita alla mia amica Sahar per darle qualche consiglio di stile. Lei avrebbe dovuto parlare alla cerimonia in suo onore, e per l'occasione aveva pensato di indossare delle scarpe molto eleganti ma tremendamente scomode. Lui, invece, le ha consigliato di indossare delle scarpe da tennis. (Oltre a questo ha detto anche tantissime altre scemenze, ma l'aneddoto delle scarpe è quello che l'ha colpita di più perché anche quando era in vita non faceva altro che parlare di quello).

A prescindere da quello che dicono tutti, c'è un solo modo per sapere con certezza cosa succederà dopo la morte: lasciarci le penne. Chiunque cerchi di convincervi a credere in qualcos'altro è senz'altro presuntuoso e soprattutto innegabilmente vivo. Non mi fraintendete, io ho convinzioni piuttosto profonde su quello che potrebbe accadere dopo ma non posso dire di saperlo con assoluta certezza. Quello che posso dire è che la morte non esiste. Certo, tutti moriamo. Il corpo si abbandona e smette di funzionare e il nostro spirito o anima—cioè la nostra vera essenza—non può più vivere al suo interno. Questo è tutto vero. Ma dal mio punto di vista, la nostra anima non risiede nel corpo. È il nostro corpo che abita la nostra anima. Quindi quando il corpo finisce di fare il suo dovere, la nostra anima continua a esistere.

Il mio ruolo di medium non è quello di rincorrere i morti per chiedere loro cosa cavolo fanno "lassù." Ma piuttosto cerco di parlare con loro, di aiutarli o di facilitare la comunicazione tra loro e i vivi. Spesso le anime dei defunti mi mostrano come si sentono, come sono morti, o com'erano nel momento più felice della loro vita. Parlare con i defunti è molto più banale di quanto crediate. A volte è una conversazione leggera, a volte più profonda. Non è altro che una chiacchierata con una persona senza corpo. Il modo migliore per spiegare quello che faccio è che io vedo e sento con tutta me stessa, non solo con occhi e orecchie.

Una volta, all'inizio della mia carriera di medium, una donna è venuta da me e mi ha detto che sentiva una presenza in casa sua e che era convinta che fosse sua nonna che cercava di entrare in contatto con lei. Così ho analizzato le energie in casa di Thelma (nome di fantasia per proteggere la sua privacy) ed effettivamente ho sentito che era proprio così, la nonna (chiamiamola Louise) era in quella casa.

Era molto insistente e voleva assolutamente mandare un messaggio alla nipote, ma quello che mi disse mi sconvolse: disse, "Prendi tutti i soldi di tuo marito. Prendi tutti i contanti. Fallo ora!" All'inizio non riuscivo a riportare a Thelma quello che avevo sentito, perché era evidente che lei amasse molto la nonna e si aspettasse un messaggio d'amore e di incoraggiamento dall'aldilà. Ma non sono il tipo che nasconde le cose o altera ciò che sente e così le ho riferito il messaggio della nonna. Thelma è subito scoppiata a ridere: i soldi erano sempre stati un'ossessione per la nonna, e verso la fine il nonno aveva sperperato tutti i loro risparmi al gioco d'azzardo. Louise non l'aveva mai accettato e ora era tornata dall'aldilà per mettere in guardia la nipote sulla questione. I nostri valori, le nostre passioni e le stupide convinzioni che abbiamo ci seguono, amici, ovunque andiamo.

Se muori stronzo, rimani stronzo. Se muori con un senso di colpa, il senso di colpa ti seguirà nella vita ultraterrena. Come tutte le esperienze di trasformazione profonda, la morte può portare con sé redenzione e cura, ma non è sempre detto che sia così. Pensa a tutte le volte che avresti potuto goderti pace, libertà o una semplice pausa, ma non l'hai fatto. Per cogliere l'occasione ci vuole un po' di impegno, e devi avere le palle per vivere la tua vita al meglio.

L'idea di paradiso e inferno come luoghi fisici con ricompense e punizioni sono costrutti d'invenzione e facili da concepire per l'uomo, ma a quanto ne so io, non esistono luoghi quando non esiste una forma fisica. Tecnicamente non andiamo da nessuna parte; e senza un dove, anche il quando diventa meno tangibile. Non è una cosa romantica, non è sempre bellissimo o terrificante, e non è facile da descrivere. Proprio come la vita. Perché dopotutto è vita, è solo un'esperienza di vita diversa. Parlare di queste cose è difficile perché, in qualità di esseri umani con un corpo, abbiamo solo la realtà che conosciamo, il nostro linguaggio e il contesto reale a cui fare riferimento. Il linguaggio stesso è qualcosa di materiale. Nel caso vi avessi perso, prendetela così: siamo molto di più dei nostri corpi.

Ho parlato con tantissimi defunti che avevano messo da parte le proprie vocazioni e talenti per compiacere gli altri, salvo poi pentirsene quanto ormai era troppo tardi. Da questo ho imparato che dovremmo smettere di cercare di essere qualcosa che non siamo, ma impegnarci a essere noi stessi.

Quando l'anima lascia il corpo, entriamo in quella che io definisco la "fase bozzolo," in cui ci isoliamo, siamo protetti e al sicuro. Questa fase ci serve per adattarci alla nuova vita e abbandonare l'universo materiale. Questo processo sembra venire molto più facile ai bambini, alle persone che avevano una relazione sana con la propria spiritualità e la morte, e a tutti coloro che si aspettavano di morire. Dato che il corpo non esiste, e il tempo non esiste, non c'è un modo per valutare quanto a lungo l'anima rimanga lì in quella fase, o meglio non è un'informazione rilevante.

Per cercare di comprendere questo concetto di non-tempo, pensa a cosa accade quando sogni: a volte dormi 15 minuti, ma quando ti svegli ti sembra siano passate ore, mentre altre volte dormi otto ore ma ti sembra di aver dormito solo pochi minuti. Quando non sei nel tuo corpo, il tempo ha una dimensione completamente diversa, perché il concetto di tempo è legato al concetto di materia. Pensa alla vita di una coccinella, o a quella di un cane. Loro vivono il tempo e la durata della propria vita in modo molto diverso da noi. Sulla base della mia esperienza, credo che i defunti nella fase bozzolo non siano aperti alle interazioni, ed è per questo che a volte le persone care rimaste in vita non riescono a sentire la loro presenza. Devi immaginarti questo momento come una spa con un bel cartello fuori dalla porta, "non disturbare". L'anima non è del tutto irraggiungibile e impossibile da contattare, ma insistere risulta scortese.

Quando l'anima porta a termine la fase bozzolo rimane se stessa, come quando era sulla terra. A volte le anime dei defunti scelgono di restare in contatto con i vivi per comunicare con coloro che amano, ma io non ho accesso ai loro spostamenti e alle loro esperienze. In quanto medium, io sono solo portatrice di un messaggio, come una radio. A un certo punto, poi, l'anima si sposta a un livello differente, al livello della completezza, si distacca dalla personalità terrena e si riempie della luce della propria essenza. Parlare con qualcuno che ha già completato questa trasformazione è straordinario; è come se fosse più lontano, ma anche più vicino allo stesso tempo. No, non vedo la luce come nei film, ma di certo l'energia in cui ognuno di noi si trasforma è quanto di più simile a un fascio di luce io possa immaginare. Sapere che la vita non finisce è meraviglioso; il percorso continua e cambia forma.

Questo articolo è comparso originariamente su Broadly.


A proposito, guarda la nostra intervista a una cartomante:

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