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La grande guida di Motherboard alle peggiori sperimentazioni sull'uomo

La medicina ha fatto dei grandi passi in avanti grazie alle crudeltà inflitte sulle cavie umane.
15.3.16
Immagine via YouTube

Uno dei miei insegnanti del liceo era solito paragonare la sperimentazione sugli esseri umani al sesso anale: una pratica dolorosa e dagli esiti incerti ma che allo stesso tempo possiede enormi potenzialità. Non sono convinto che l'analogia fosse del tutto pertinente, ma nessuno può negare che sia impossibile scindere lo sviluppo della medicina dallo sciagurato contributo di moltissime cavie umane. Già nel Neolitico, ad esempio, veniva praticata la trapanazione del cranio e immagino che i medici primitivi abbiano dovuto lasciarsi alle spalle almeno un bel paio di teste perforate malamente prima di sviluppare un metodo efficace. Più tardi, nella Persia pre-islamica, veniva promessa la grazia ai condannati a morte che accettavano di essere coinvolti in esperimenti medici di varia natura. Risalgono alla stessa epoca anche le prime testimonianze scritte che descrivono l'esecuzione di parti cesarei con tanto di anestesia—ottenuta tramite un preparato a base di alcool—oppure interventi neurochirurgici pionieristici per curare l'epilessia. Senza guardare troppo lontano, un esempio celebre di sperimentazione sugli esseri umani ce lo fornisce Pasteur, il quale, dopo aver testato il suo vaccino contro la rabbia sugli animali, ha dovuto verificarne gli effetti anche sui suoi pazienti.

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Naturalmente, non tutti gli scienziati hanno apportato benefici all'umanità paragonabili alle opere di Pasteur, anzi, alcuni di questi hanno sfruttato le loro cavie umane principalmente per scatenare le loro perverse fantasie da scienziati pazzi. Le torture mediche più sconcertanti sono state messe in atto ovviamente durante la Seconda guerra mondiale, con i medici nazisti e giapponesi che sembravano fare a gara per concepire le peggiori atrocità: trasfusioni a base di sangue equino, acqua di mare, amputazioni varie, oppure infettare le persone con i virus del tifo, della febbre gialla e del colera… Il campione della categoria è indubbiamente Josef Mengele, il medico di Auschwitz che ha praticato una grande quantità di esperimenti scientifici e pseudo-scientifici sui deportati, accanendosi particolarmente su gemelli, nani o persone nate con malformazioni. Tra le altre cose, ha tentato di creare artificialmente dei gemelli siamesi, cucendo insieme due persone… un'operazione di nessuna utilità dal punto di vista strettamente scientifico. Sul fronte giapponese, il Mengele locale rispondeva al nome di Shiro Ishii. Specializzato in armi biologiche, ha guidato l'Unità 731, il corpo militare di ricerca batteriologica attivo all'interno dell'esercito imperiale giapponese tra il 1932 e il 1945 che ha superato i limiti dell'immaginazione umana in fatto di orrore. Le testimonianze di cui disponiamo evocano scene che farebbero entusiasmare il più sadico dei torturatori.

Oggi vi parliamo di vivisezione, congelamento, inoculazione di micidiali malattie, fecondazione animale… Ecco una breve panoramica del meglio e del peggio nell'ambito della sperimentazione sugli esseri umani:

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Vivisezione

Le prime tracce storiche di vivisezione—ovvero la dissezione eseguita su esseri ancora in vita—risalgono all'antichità, quando Erofilo, che viene considerato il primo "anatomista" della storia, faceva a pezzi centinaia di prigionieri per osservarne da vicino il funzionamento degli organi interni. Nel corso dei secoli successivi, il metodo si è trasformato in una pratica puramente di guerra: sventrare un nemico e rimuoverne gli organi ancora caldi era un mezzo come un altro per terrorizzare le truppe avversarie durante i combattimenti. Nel Ventesimo secolo, la vivisezione si è riconciliata con le sue finalità mediche durante la Seconda guerra mondiale, grazie all'apporto dei padri della pratiche più disumane di sempre: l'Unità 731 stabilita in Cina dall'esercito giapponese e i campi di prigionia nazisti supervisionati dal Dottor Mengele. I "medici" giapponesi si sono sbizzarriti alle spese di migliaia di prigionieri cinesi, filippini e forse statunitensi, provando qualsiasi cosa gli passasse per la testa: asportare stomaco ed esofago senza anestesia, scambiare braccia destre con quelle sinistre oppure ricucire polmoni perforati come fossero palloni, giusto per fare esperienza.

Originalità: 5/10. La vivisezione non è ovviamente la tortura medica più fantasiosa: qualsiasi popolo minimamente barbaro ha sperimentato questa pratica—persino i Greci! Volendo essere clementi nella votazione possiamo tenere conto degli enormi sforzi compiuti dai giapponesi per concepire trovate fuori dagli schemi.

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Spettacolarità: 6/10. Aprire una pancia o un cranio per guardarci dentro è ormai uno spettacolo persino meno coinvolgente dell'ultimo episodio di Star Wars, tuttavia l'operazione continua a suscitare un certo effetto sui novizi… Almeno la prima volta…

Apporto potenziale alla scienza: 0,5/10. Onestamente molto limitato. Asportare parti del corpo senza anestesia per "ricreare le condizioni che si presentano sui campi di battaglia"—per citare le motivazioni fornite dai giapponesi circa i loro studi—è un'idea molto sopravvalutata. D'altronde, le dissezioni sui cadaveri operate da Leonardo da Vinci ci hanno già insegnato tutto quello che dobbiamo sapere al riguardo.

Giudizio complessivo: originalità minima, spettacolo banale e dallo scarso interesse scientifico… A meno che non compaia all'orizzonte un nuovo esercito di sanguinari che la rinnovino radicalmente, la pratica della vivisezione è chiaramente sorpassata. Rimandata.

Il film "Philosophy of a Knife" di Erin Van Horn racconta la storia dell'Unità 731 anche attraverso filmati di repertorio.

Zanzare, pulci e altri animali sfruttati come mezzi di diffusione infettiva

Un documento reso pubblico dall'esercito degli Stati Uniti nel 1981 ha rilevato che, tra il 1954 e il 1957, sono stati condotti molti tentativi di contaminare la popolazione statunitense al fine di testarne la resistenza e per calcolare i costi potenziali per attacchi batteriologici di vari natura. A tal proposito, nel 1956, sulla zona di Savannah e Avon Park, sono state liberate da un elicottero migliaia di zanzare che trasmettono la febbre gialla, tramite bombe chimiche. Nel 1954, invece, sono state rilasciate sullo Utah altri generi di pulci—queste non portatrici di malattie—sempre sfruttando bombe chimiche, con l'obiettivo di testare la resistenza degli insetti al "volo in paracadute". L'apice si è raggiunto quando una bomba contenente 200,000 pulci ha rilasciato accidentalmente i suoi ospiti all'interno dell'aereo che la stava trasportando. Risultato: il pilota, il co-pilota e l'ufficiale responsabile dell'operazione sono stati attaccati dagli animali.

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Originalità: 9/10. Bombardare la propria popolazione con degli insetti, è un'idea che richiede uno sforzo di fantasia notevole degno delle menti più perverse. Menzione speciale da parte della giuria.

Spettacolarità: 4/10. Assistere a migliaia di pulci che cadono dal cielo è davvero spettacolare, ma lo spettacolo della popolazione attaccata da insetti così piccoli non è poi così coinvolgente. Sostituire le pulci con tarantole, uccelli predatori o scorpioni giganti avrebbe garantito un risultato più hollywoodiano. Da approfondire.

Apporto potenziale alla scienza: 5/10. Quattro punti perché la sperimentazione ha consentito all'esercito di capire come diffondere malattie attraverso gli insetti è una via praticabile e soprattutto molto economica. Un punto di bonus per il potenziale comico insito nella scena del bombardiere.

Giudizio complessivo: 5,5/10. Un'idea di base grandiosa applicata però senza troppa ambizione. Metodo da approfondire sostituendo gli insetti con animali più grandi e spaventosi.

Impiccagione

All'inizio del XIX secolo, lo scienziato e criminologo, Nicolae Minovici ha tentato di capire cosa prova un impiccato descrivendo nel dettaglio gli effetti di tale pratica sull'organismo al fine di ottimizzare la produzione dell'industria correlata al mondo delle impiccagioni (produttori di corde, cappi, eccetera…). Dopo vari esperimenti condotti su animali e cadaveri umani, Nico, frustrato dai risultati inconcludenti ottenuti fino ad allora, ha deciso di partecipare in prima persona al piccolo gioco del boia. Con l'aiuto di una dozzina di assistenti, ha iniziato dalle basi: per prima cosa, ha provato a farsi strangolare a mani nude. Poi ha cercato di impiccarsi restando con i piedi ben piantati a terra. In seguito ha tentato di essere sollevato leggermente. Per giungere infine, al grande salto con cappio al collo e ben due metri di vuoto sotto di sé. Meno di trenta secondi dopo, lo scienziato ha fatto cenno ai suoi assistenti di sospendere l'esperimento. Nicolae ha pubblicato i risultati delle sue ricerche in un libro che descrive gli effetti dell'impiccagione: occlusione del tratto respiratorio, acufene, contrazione delle palpebre ed effetti collaterali alle corde vocali.

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Originalità: 2/10. Quanta gente si impicca ogni giorno nel mondo? No, dico sul serio, è una pratica comune quanto bersi un caffè.

Spettacolarità: 3/10. Di tutti i possibili metodi di suicidio, l'impiccagione è chiaramente uno dei meno spettacolari. Dalla sua ha l'indubbio merito di non causare disagi alla circolazione dei mezzi pubblici o di non lasciare in giro parti di cervella che qualcun altro sarà costretto a ripulire, tuttavia, se l'obiettivo è raggiungere dei livelli di eccellenza, il lavoro da svolgere è ancora molto.

Apporto potenziale alla scienza: 7,5/10. Scherzi a parte, chi avrebbe mai immaginato che la preoccupazione principale di un impiccato sono le orecchie che fischiano?

Giudizio complessivo: 5/10. Si può fare di meglio. Esperienza semplice ma rigorosa che nasconde un potenziale ancora tutto da sfruttare.

Congelamento

Tra i diversi metodi di tortura sperimentale della famosa Unità 731, i più spettacolari sono probabilmente quelli che implicano il congelamento del corpo umano. Membra congelate asportate, o semplicemente spezzate, corpi congelati e poi riscaldati, apertura delle vene per misurare la solidificazione del sangue… La fantasia dei carnefici era degna di un vero film horror. Anche i nazisti hanno effettuato un bel numero di sperimentazioni sui prigionieri, misurando quanto tempo potessero sopravvivere nell'acqua ghiacciata—per la cronaca, tra i 50 e i 90 minuti—o cercando di rianimarli dopo il congelamento gettandoli nell'acqua bollente, una cosa tanto crudele quanto stupida.

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Originalità : 8/10. Non contenti di avere semplicemente concepito questo genere di tortura, i ragazzi hanno anche dato prova di grande immaginazione declinando il congelamento in diverse forme e combinandolo con altre pratiche (amputazione, ustione, ecc…) Chapeau.

Spettacolarità : 10/10. Congelare una mano, spezzarla e osservare l'acqua che scorre come se fosse un rubinetto. Difficile fare di meglio. Complimenti.

Apporto potenziale alla scienza : 2/10. Il fine di queste esperienze doveva essere quello di studiare delle soluzioni per i soldati perduti nel permafrost russo, ma fondamentalmente è diventato un modo come un altro per cazzeggiare

Giudizio generale : 8/10. Di sicuro manca un po' di serietà nel tutto. Ma chi non ha mai sognato di essere Sub-Zero scagli la prima pietra.

Le esperienze di sterilizzazione e di aborto

Anche se il modello è nato negli Stati Uniti all'inizio del Ventesimo secolo, il numero uno incontestabile della sterilizzazione forzata è la Germania Nazista, la cui campagna massiva "in nome della purezza della razza" ha coinvolto almeno 400.000 persone. Nei campi di concentramento, i dottori Mengele, Clauberg e Schumann si esercitavano a sterilizzare i deportati. Ablazione delle ovaie e iniezioni intrauterine per le donne, castrazione per gli uomini, raggi X sul ventre (donne) o sui testicoli (uomini)… Quanto alle donne già incinte, si uccideva il feto con una iniezione, e poi si legavano i suoi piedi per "estrarlo" dal corpo della madre. L'obiettivo dichiarato era quello di mettere a punto un metodo di sterilizzazione eugenetica che fosse il meno costoso possibile al fine di liberare il Reich dalle razze impure.

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Originalità : 2/10. L'idea di base è davvero poco originale, anche se lo sforzo di fare le cose in grande è apprezzabile. Anche dal punto di vista tecnico non è niente di che: tagliare dei testicoli per impedire la riproduzione… Lo sa fare anche un veterinario.

Spettacolarità: 0,5/10. In questo caso è davvero no. Un mezzo punto giusto per non mettere zero.

Apporto potenziale alla scienza : 2/10. Molti sforzi per un bottino decisamente magro. Al limite l'unica cosa che abbiamo imparato è che l'iniezione di liquidi infiammabili nell'utero non è il contraccettivo ideale.

*Giudizio complessivo: 2,5/10.* Ci voleva un po' di fattore divertimento in più. Il film Nazis at the Center of the Earth, per esempio, immortala degli aborti eseguiti attraverso un aspirapolvere. Ecco, una cosa del genere potrebbe andare bene.

La centrifuga umana

Gli astronauti si esercitano nelle centrifughe umane per prepararsi all'incredibile accelerazione delle navicelle spaziali. L'ormai famosa unità 731 ha testato anche gli effetti della centrifuga umana sui suoi prigionieri—fino alla morte dei soggetti, evidentemente—ma il vero eroe delle sperimentazioni della forza dell'accelerazione sull'uomo è John Paul Stapp. Quest'uomo temerario, convinto che il corpo umano potesse incassare molto di più di quanto credesse la scienza, ha testato su se stesso—per pochissimo tempo—accelerazioni che andavano dai 25 ai 46 G. Malgrado qualche postumo, tra cui problemi vari alla vista, è sopravvissuto contribuendo di molto al miglioramento della sicurezza in campo aeronautico. Per la cronaca, John pilotava anche un aereo a reazione senza cabina di pilotaggio, superando i 900km/h senza fare una piega.

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Originalità : 6/10. Ogni bambino ha già pensato almeno una volta di mettere un gatto in lavatrice. Applicare lo stesso concetto su di un essere umano da adulti, invece, non ha nulla di straordinario. Tante volte, comunque, un'esperienza sobria e riuscita è molto meglio di un tentativo visionario ma inconcludente.

Spettacolarità : 9/10. Ok, sottoporsi a una forza di46 G è apprezzabile.

Apporto potenziale alla scienza : 7,5/10. Abbiamo già lodato lo spirito di sacrificio di John Paul Stapp. Se i giapponesi dell'Unità 731 centrifugavano dei poveri innocenti, Paul ha rischiato sulla sua pelle, senza dipendere dagli altri. E poi, il suo lavoro ha contribuito a migliorare la sicurezza degli altri, cosa molto rispettabile.

Giudizio generale : 7/10. John Paul è un allievo discreto ma che si impegna. Un lavoro sobrio ed efficace. Voto d'incoraggiamento.

Un anno a letto

La conquista dello spazio è stato uno dei più grandi motori scientifici del Ventesimo secolo. Nel 1986, 11 volontari russi hanno passato un anno stesi su un letto, senza il diritto di alzarsi né di sedersi. Queste persone hanno mangiato, si sono lavate, hanno letto e scritto nella stessa posizione supina per esattamente 370 giorni. Conseguenze: polso rallentato—il cuore non doveva controbilanciare gli effetti della gravità—tasso di globuli rossi nel sangue diminuito e muscoli atrofizzati a poco a poco. Tanto per farli delirare, i ragazzi sono stati messi a più riprese all'interno centrifughe, sempre in posizione distesa e quindi sottomessi a forze di accelerazione simili a quelle cui vengono sottoposti gli astronauti durante i viaggi spaziali.

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Originalità : 6/10. Sulla carta, l'idea di base non è niente di che. Ma la storia della centrifuga è geniale.

Spettacolarità : 6/10. Siamo nella sobrietà più totale, ma uno studio lungo e sofferto a volte vale di più di un'esperienza spettacolare ma breve.

Apporto potenziale alla scienza : 6/10. I ragazzi ci hanno insegnato che lo stare a letto per 370 giorni richiede una rieducazione dai tre ai sei mesi per imparare nuovamente a sedersi e a camminare. Ne valeva la pena.

Giudizio generale : 6/10. La scienza russa: idee un po' WTF e realizzazioni sempre sobrie.

Gli ibridi uomo-scimmia

Le leggende di uomini nati da una relazione tra una donna e un uomo-scimmia sono numerose, ma purtroppo tutte infondate. Nonostante ciò, un uomo, Ilia Ivanov, ha tentato di realizzare il sogno di tutti i fan del Pianeta delle Scimmie: fecondare una femmina di scimpanzè con dello sperma umano, per inseminazione artificiale. Non superdivertente ma megaefficace. In teoria. Ma essendo le due specie diverse, la cosa non è andata in porto. Senza scoraggiarsi, il biologo russo ha voluto tentare il contrario: fecondare delle femmine umane con dello sperma di orango, ancora una volta con una triste inseminazione artificiale. Stranamente, Ivanov non ha avuto alcun problema a trovare delle volontarie nella popolazione femminile di Abkhazie, la provincia russa dove faceva i suoi esperimenti. Sfortunatamente per i fanatici della fantascienza, la sola scimmia maschio a disposizione è morta per una emorragia interna prima che il suo sperma potesse essere raccolto. Proprio quando stavano per arrivare altre scimmie, lo scienziato fu arrestato e condannato all'esilio. Morì 5 anni dopo.

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Originalità : 10/10. Gli ibridi tra uomini e animali fanno parte dell'immaginario umano dalla notte dei tempi, ma mettere in pratica l'esperienza non è da tutti. Incredibile, davvero. Chapeau, Ivanov.

Spettacolarità : 5/10. Allora, un esperimento che non porta a niente non può meritare la sufficienza, ma bisogna premiare l'innovazione e il rischio. Se Ivanov fosse riuscito nel suo intento, avrebbe creato un vero e proprio mondo di fantascienza.

Apporto potenziale alla scienza : 7/10. Tecnicamente, creare un esercito di scimmie non ha alcun interesse scientifico. Ma immaginate se ci fosse riuscito: avrebbe avuto un'armata rossa fatta di scimmie da contrapporre ai nazisti.
Giudizio generale : 8/10. L'idea è eccellente, la metodologia è scientifica, e i frutti potenziali sono hollywoodiani. Complimenti, Possibilità di miglioramento dell'esperienza: provarci con squali, iene e animali un po' più spassosi delle scimmie.

Qualcuno dice di aver già visto una creatura terribile, un incrocio tra un uomo, un orso e un maiale.

Sifilide, malaria, tubercolosi e febbre gialla

Se avete la tendenza a lamentarvi all'infinito al primo giro di influenza o di gastoenterite, vi capisco benissimo. Eppure cedetemi: di fronte alle cavie umane di malaria o tuberculosi siete fortunatissimi. Sul podio delle malattie più terribili, la sifilide si piazza molto bene. Fate un giro su google immagini, non sarete delusi. Diciamo che fino agli anni Settanta si lasciava che alcuni pazienti, con la sfortuna di essere afroamericani, soffrissero senza alcuna cura, unicamente per interesse scientifico. Una cosa del tutto illegale, ma essere neri nella campagna dell'Alabama alla metà del Ventesimo secolo non era il massimo della fortuna. Ecco la storiella: nel 1932, convinti che la diffusione della malattia si basasse su criteri razziali, i medici decisero di smettere di sottoporre alle cure una parte dei contadini afroamericani nella cittadina di Tuskegee. Anche se le prime cure efficaci sono state scoperte negli anni Quaranta, l'esperienza è stata prolungata fino al 1972, quando lo scandalo è giunto all'attenzione dei media.

Originalità : 4/10. Non curare una malattia per osservare la sua evoluzione… Una pratica che esiste dalla notte dei tempi. Detto questo, gli americani se non altro hanno alzato il livello da un certo punto di vista: 399 soggetti arruolati, e le scuse di Bill Clinton arrivate nel 1997.

Spettacolarità : 9/10. Notevolissima. Provate con Google Immagini.

Apporto potenziale alla scienza : 10/10. Ok, ci sarà voluto qualche centinaio di vittime, ma la conclusione non si discute: gli scienziati americani sono stronzi fino al midollo.

Giudizio generale : 7/10. .L'aspetto spettacolare della malattia assicura un buon voto all'esperimento. Anche il fatto di prolungarlo così tanto è rispettabile. E poi c'è l'aspetto più ironico di tutta la storia: Tuskegee è la città natale di Rosa Parks.

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