Swipebuster: il sito per scoprire chi usa Tinder

Per la modica cifra di quattro euro puoi stalkerare chi ti pare.
08 aprile 2016, 7:23am

"Per soli 4,99 dollari puoi scoprire chi usa Tinder", promette il nuovo sito Swipebuster.com. E infatti chi digita il nome e l'età della persona che cerca e la colloca su una cartina di Google Maps, dopo aver immesso i dati della sua carta di credito, ottiene un elenco completo di tutte le persone che corrispondono ai criteri di ricerca.

Per 4,34 euro, Swipebuster ti permette di cercare tre persone. Se invece ami stalkerare gli amici, i conoscenti o anche gli sconosciuti senza sosta, puoi ottenere 50 ricerche per la modica cifra di 29,99 dollari.

Foto: Screenshot Swipebuster

Anche se Swipebuster promuove il proprio servizio in modo inoffensivo, nei giorni scorsi molti media lo hanno accusato di fornire dati sensibili e di approfittare di sentimenti come la gelosia e la possessività, dando per scontato che chiunque usi Tinder lo faccia per tradire il suo partner.

In un'intervista con Vanity Fair l'anonimo fondatore del sito ha spiegato che lo scopo di Swipebuster è un altro. Da un lato vuole rendere consapevoli gli utilizzatori di app e servizi online che "inconsapevolmente diffondono troppi dati su se stessi" dall'altro vuole rimproverare le aziende "che non fanno abbastanza per tutelare gli utenti."

Ha scelto Tinder perché "è una app con molte implicazioni", ha spiegato il fondatore, che dice di lavorare nel campo del marketing. Quello che intendeva dire davvero è che una app con circa 50 milioni di utenti nel mondo (Stand 2014) che riguarda un tema personale e delicato come il dating, è l'esempio più giusto per portare all'attenzione dell'opinione pubblica la questione dei dati sensibili.

Diversamente dall'altro grande scandalo dell'anno scorso, quello di Ashley Madison, che aveva reso pubblici dei dati privati, Swipebuster si basa su dati open—ovviamente per chi ha un po' di dimestichezza con la programmazione.

Nomi, età e dati GPS degli utenti vengono salvati da Tinder in un database direttamente collegato con l'interfaccia di programmazione, la cosiddetta API (application programming interface). Queste API sono aperte a chiunque abbia le competenze tecniche per accedervi. Chi gestisce le app rende accessibile il sistema a chi offre altri servizi software o ai programmatori, di modo da creare, tramite queste connessioni, valore aggiunto per la app. La maggior parte degli utenti non è a conoscenza dell'esistenza dell'API, e questo è un problema che il creatore di Swipebuster vuole portare alla luce.

"Molti penseranno: 'COSA?' e diventeranno un po' più prudenti. Tinder dirà invece 'dobbiamo fare questo e quello per proteggere le nostre API', dichiara il fondatore. "Io credo che il risultato (di Swipebuster) sarà una maggiore tutela degli utenti."

Una portavoce di Tinder, però, ha negato chiaramente e ha ipotizzato che tutti i dati raccolti da Swipebuster corrispondano in realtà alle informazioni pubbliche sui profili degli utenti. Se Tinder ritenga necessario tutelare in qualche modo queste informazioni o lavorare sulle API, non è stato chiarito.

L'attenzione ricevuta da Swipebuster nei giorni scorsi dimostra però una cosa, che la maggior parte degli utenti di Tinder non sapeva che i loro dati potessero essere resi pubblici con qualche clic di un programmatore. Il fatto che il proprio account Tinder possa diventare di dominio pubblico preoccupa molti. I siti come Swipebuster sono legali, perché chi ha creato un account ha sottoscritto la policy del sito (anche se non l'ha letta). Che la creazione di un sito del genere sia corretta dal punto di vista etico, poi, è un altro discorso.

Resta comunque da capire se davvero tutti gli utenti di Tinder utilizzano il loro vero nome. In ogni caso, chi volesse sapere chi usa Tinder, ma vuole risparmiare i soldi che darebbe a Swipebuster, può sempre seguire uno dei tanti corsi online per imparare a programmare con Java.