I nuovi vicini

Palermo, l'Italia e gli italiani: prime impressioni di un 17enne gambiano

Non mi aspetto di piacere a chiunque. Anche io ho le mie antipatie. Ma almeno prenditi il tempo di conoscermi prima di dire che non ti piaccio, no?

di Numu S.
29 maggio 2017, 7:01am

Foto di Francesco Faraci.

Questo articolo è parte della nostra serie I nuovi vicini, in cui giovani rifugiati stabilitisi in vari paesi d'Europa contribuiscono alla produzione editoriale di VICE attraverso le loro storie. Per saperne di più, leggi la lettera dell'editore.

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Numu ha 17 anni, viene dal Gambia e vive a Palermo, ospite dell'Associazione Asante.

Come raccontato a Giuseppe Francaviglia.

Essere in Italia per me è come una "rinascita". Nel senso che sto iniziando una nuova vita partendo da zero. Sono arrivato qui ad aprile del 2016 dal Gambia, un posto dove non ero al sicuro.

L'Italia la sto conoscendo un passo alla volta, anche perché sto ancora partecipando ai corsi per ottenere i documenti che mi permetteranno di girare liberamente. Fino ad oggi ho conosciuto solo Palermo.

Quello che ho subito capito è che è vero che gli italiani sono molto calorosi. In Gambia facevo recitazione, e arrivato qui ho avuto la fortuna di entrare a far parte di un gruppo di recitazione italiano. I ragazzi del gruppo mi hanno subito accolto, mi hanno fatto esibire con loro. Ma la cosa che più mi ha colpito è che hanno cominciato a presentarmi a loro volta i loro amici, e ogni nuova conoscenza ne portava delle altre—io poi sono uno che parla in continuazione. E così adesso posso dire di avere davvero tanti amici italiani.

C'è una cosa che mi sta aiutando a conoscere e comprendere meglio l'Italia. In associazione abbiamo una radio e io mi divertivo a fare lo speaker anche in Gambia. Qui hanno riconosciuto il mio talento—diciamo—e mi hanno dato la possibilità di utilizzare i loro microfoni. Sento che questa è la mia strada: fare la radio è il mio sogno, quello che voglio fare nella vita.

Così ogni giorno vengo qui e metto musica. Insieme con Silvia, che io chiamo "boss" e che mi aiuta un sacco soprattutto con l'italiano, abbiamo ideato un programma che si chiama What's happening nel quale parliamo delle cose che accadono per il mondo, e in particolare in Italia.

Anche grazie a questo ho capito che in realtà ci sono alcune similitudini con l'Africa. A Palermo, ma mi sembra di capire in tutta l'Italia, c'è un forte attaccamento alle tradizioni: ci sono feste che le celebrano e riti molto belli. Anche nel mio paese c'è una forte tradizione e credo che sia una cosa molto importante.

Come dicevo, per adesso ho vissuto solo qui a Palermo e la considero ormai la mia seconda casa. Anche perché—e questa è una cosa che mi ha sorpreso—questa è una città davvero multiculturale. Non so dire se tutta l'Italia sia così, ma credo di sì. Qui ci sono una marea di etnie che si mescolano: russi, indiani, giamaicani, africani. Anche i bengalesi! Io in Gambia non ne avevo mai visto uno, di bengalese! Da quando sono qui invece ne conosco un sacco e ogni giorno esco con loro.

Come si dice: "Anche per arrivare in paradiso devi camminare." E infatti qui non tutto è facile. Nonostante la multiculturalità, gli episodi di razzismo non mancano. Ci sono persone che per strada non ti guardano nemmeno se gli stai chiedendo un'indicazione, o ti prendono in giro—in particolar modo con persone di colore come me. So che non succede solo in Italia, e non mi aspetto di piacere a chiunque. Anche io ho le mie antipatie. Ma almeno prenditi il tempo di conoscermi prima di dire che non ti piaccio, no?

Ogni volta che ci penso non ne vengo a capo. Eppure, visto che tendo sempre a vedere il lato positivo delle cose, mi dico che prima o poi anche questo cambierà. Come? Attraverso i giovani, i ragazzi della mia età, i bambini. Per questo ne parlo sempre alla radio. Siamo noi ragazzi e ragazze ad avere la capacità di cambiare le cose.

Firma la petizione dell'UNHCR per chiedere ai governi di garantire un futuro solido a tutti i rifugiati.

E vai qui per fare una donazione ad Asante, una onlus che assiste i giovani stranieri non accompagnati in Sicilia.

Per vedere altre foto di Francesco Faraci, vai sul suo sito.

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