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crisi dei migranti

Hanno sgomberato di nuovo il Baobab a Roma senza farlo passare per uno sgombero

Da settimane centinaia di migranti hanno trovato un precario rifugio davanti al centro Baobab a Roma, sgomberato lo scorso dicembre. Oggi le istituzioni sono intervenute di nuovo, con identificazioni forzate e "pulizie straordinarie".

di Leonardo Bianchi
07 giugno 2016, 4:10pm

[Un migrante portato via dalla polizia in via Cupa. Foto via Facebook - Baobab Experience]

Intorno alle 8 di questa mattina numerosi agenti di polizia si sono ripresentati in via Cupa, dove da diverse settimane centinaia di migranti "transitanti" dormono nelle tende – in condizioni estremamente precarie – di fronte alla struttura chiusa del centro d'accoglienza Baobab, sgomberato definitivamente nel dicembre 2015.

Dopo aver bloccato la strada da entrambi i lati, secondo il resoconto dei volontari di Baobab Experience, i poliziotti "hanno iniziato a trasportare sui blindati i nostri ospiti, a gruppi di 30, per procedere alla loro identificazione forzata. Sono stati portati a via Patini [sede dell'ufficio immigrazione della Questura di Roma]. Non abbiamo ancora dettagli sull'esito e gli sviluppi dell'identificazione."

Alla vista delle divise – come racconta un volontario che parla di "censimento forzato" – molti migranti si sono impauriti e hanno tentato la fuga. Un ragazzo ha anche cercato di tagliarsi le vene dei polsi con delle forbici.

La questura ha fatto poi sapere che con l'operazione – decisa dal questore d'Angelo in concerto con l'Asl e le "strutture di accoglienza del comune di Roma" – si sono identificati circa "70 cittadini provienienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa," e se ne sono fotosegnalati 30. L'intevento, prosegue il comunicato, "s'inquadra in un più ampio progetto 'di sistema', che mira a migliorare le condizioni di ordine pubblico, di sanità e di decoro, dei siti romani interessati alla presenza di immigrati."

Nel primo pomeriggio, mentre in teoria si attendeva il ritorno dei migranti prelevati in mattinata, le forze dell'ordine e gli operatori dell'Ama hanno fatto di nuovo capolino in via Cupa. "C'è aria di sgombero," ha postato Baobab Experience sulla propria pagina Facebook, "chiediamo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini di venire qui a portare solidarietà ai migranti e a ripetere alle istituzioni che questo non è un problema di sicurezza, ma una questione umanitaria e sociale."

Con il passare dei minuti, quella che doveva essere una "pulizia straordinaria" è iniziata ad assomigliare sempre di più ad uno strano sgombero. Dopo aver prelevato i materassi, AMA e polizia hanno infatti chiesto che fossero rimosse anche le tende – e questo nonostante Andrea Costa, un attivista di Baobab Experience, avesse detto poco prima che "le tende restano fino a quando [i migranti] non avranno un tetto."

Lo stesso Costa, parlando dell'interlocuzione avuta con il Comune commissariato di Roma, ha ribadito la pressoché totale mancanza di dialogo con le istituzioni. Dopo il primo sgombero di dicembre, dichiara il volontario, "ci è stato detto che nella primavera-estate, quando sarebbe riscoppiata l'emergenza ci sarebbe stato un luogo alternativo per l'accoglienza dei migranti in transito. Così non è stato: dormono in strada, in una tenda, nell'assenza di servizi igienici adatti, e senza l'accoglienza degna di una città che dovrebbe e potrebbe dare."

Da più di un mese, in effetti, la situazione in via Cupa si è fatta oltremodo critica.

Lo scorso 16 aprile, gli attivisti di Baobab Experience hanno provato a occupare l'ex istituto Ittiogenico, davanti alla stazione Tiburtina. Ma nell'arco di due ore, la polizia è intervenuta e ha sgomberato. Contestualmente, però, l'afflusso di migranti di fronte alla vecchia struttura non è mai cessato del tutto; per sopperire, i volontari hanno allestito delle tende sull'asfalto e si sono appellati nuovamente alla solidarietà della cittadinanza, garantendo un minimo di accoglienza e postando regolarmente su Facebook la "lista delle urgenze" richieste di giorno in giorno.

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Durante tutto il mese di maggio, tra il passaparola e l'assenza di valide alternative, la presenza di migranti (anche minorenni) è aumentata sensibilmente – anche con punte di 150-200 persone a giornata – rendendo necessaria l'installazione di bagni chimici e altre tende di fronte ad un lato del cimitero del Verano, su via Tiburtina.

Sempre a maggio, MEDU (Medici per i diritti umani) ha riattivato la propria clinica mobile per fornire assistenza sanitaria ai migranti, ma "nella misura in cui è possibile farlo in condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie disastrose."

L'associazione ha definito quanto stava succedendo in via Cupa una "grave situazione umanitaria," denunciando come la città si sia trovata "anche quest'anno [...] impreparata ad accogliere il crescente numero di migranti più vulnerabili che vi transitano," lasciando così "l'onere di dare un minimo di assistenza dignitosa" a cittadini e organizzazioni umanitarie.

All'inizio di giugno, gli attivisti di Baobab Experience hanno scritto di essere "stanchi di vivere in perenne emergenza" e "dell'indifferenza delle istituzioni, alle quali ci sostituiamo da più di un anno."

Per strada, continua lo sfogo su Facebook, "manca tutto, anche la dignità. Manca del cibo cucinato, al quale ogni santo giorno provvediamo noi, autotassandoci o chiedendo l'aiuto (per l'ennesima volta e con tanta vergogna e rabbia) a una cittadinanza che per fortuna risponde. Manca un riparo sicuro dalle intemperie, dai trafficanti [...], dalle violenze, dal disagio sociale."

Nonostate i svariati appelli e l'aggravarsi dell'emergenza, la campagna elettorale per le amministrative è rimasta piuttosto tiepida su quello che stava accadendo in via Cupa – se si eccettuano alcune dichiarazioni di Stefano Fassina (Sinistra italiana), Virginia Raggi (M5S) e Roberto Giachetti (PD). Le istituzioni cittadine attualmente in carica, dal canto loro, non hanno trovato alcuna "soluzione" – almeno fino ad oggi.

Solo che anche questa volta, com'era successo a dicembre del 2015, la risposta è arrivata sotto la forma di blindati delle forze dell'ordine e di uno "sgombero mascherato," come lo descrivono gli attivisti.

"Polizia e Ama non hanno girato le carte in tavola," si legge in un aggiornamento postato sulla pagina di Baobab Experience. "Ancora si parla di pulizia ma non si danno rassicurazioni su dove dormiranno stanotte i migranti che sono qui, e dove andranno i nuovi che - come ogni sera - stanno per arrivare."

Per ora, riporta Redattore Sociale, i volontari hanno smontato le tende nel piazzale antistante il cimitero del Verano; dovrebbe invece essere mantenuto il presidio in via Cupa, dove però stasera non dormiranno i migranti. "Sappiamo che i centri a Roma sono pieni," ha concluso Andrea Costa. "Ci chiediamo ora dove dormiranno gli altri migranti che continuano ad arrivare nella Capitale.

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Foto via Pagina Facebook di Baobab Experience