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A8N3: Propensione al bere

Il più solitario dei cowboy

Viaggio nelle profondità della Patagonia cilena insieme all'eremita ottantunenne Faustino Barrientos.
2.4.12

Foto di Peter Sutherland

Faustino Barrientos ha passato la maggior parte dei suoi 81 anni in completo isolamento. Dal 1965, infatti, è un gaucho—uno dei mandriani e pecorai che si spostano periodicamente attraverso le inospitali lande all’estremo sud di Cile e Argentina conosciute come Patagonia. Da tempo, gli unici contatti che Faustino ha con altri uomini avvengono circa ogni due anni, quando va a vendere il bestiame nella città più vicina. La vita del gaucho, fatta di caccia e allevamento itinerante, è rimasta praticamente immutata dall’epoca coloniale. Chiamarli uomini solitari sarebbe un eufemismo: non stiamo parlando di giovani idealisti che si trasferiscono in campagna e aprono un blog sulle varietà locali di carota selvatica. Ma Faustino non è sempre stato solo. È cresciuto sulle rive del Lago O’Higgins, in una località nota come Once Hermanos—nome derivato dalla sua numerosa famiglia di 11 fratelli e sorelle. Nel corso degli anni, i fratelli se sono andati uno dopo l’altro. In seguito alla morte dei genitori, le loro case sono state bruciate dai vicini in cerca di vendetta, e la terra è stata venduta. Così Faustino è partito per l’Argentina, dove ha viaggiato in lungo e in largo affinando le tecniche che gli avrebbero permesso di tornare sulle sponde del Lago O’Higgins e sopravvivere dei prodotti della terra per i successivi 46 anni. Mentre la Patagonia argentina è per lo più arida e quasi desertica, quella cilena è una terra aspra in senso classico. È punteggiata di montagne scoscese, foreste impraticabili, e isolate sacche di civiltà. Il Lago O’Higgins si trova nella regione di Aysén, una delle più impervie e isolate dell’intera Patagonia. È la zona meno densamente popolata dell’intero Cile, e, Antartide escluso, uno dei luoghi meno popolati del globo terrestre. La cosa che più si avvicina a un agglomerato urbano è Coyhaique, che ospita più della metà dei 10.000 abitanti della regione, mentre gli insediamenti minori contano meno di 500 anime. Tra questi c’è Villa O’Higgins, dove Faustino è solito vendere il suo bestiame. Come tutte le regioni in via di sviluppo, anche la terra di Faustino sta cambiando rapidamente. Tutto è iniziato a metà degli anni Settanta, quando Cile e Argentina si sono fronteggiate per il possesso delle isole Picton, Lennox e Nueva nel cosiddetto Conflitto del Beagle. Più tardi, è stata proprio questa disputa a fornire al Cile il pretesto per schierarsi dalla parte del Regno Unito nella Guerra delle Falkland—altro scontro dai labirintici sviluppi per il controllo di un arco insulare al largo della costa argentina, reclamato a lungo dagli inglesi. A quei tempi, il capoccia del Cile, l’azzimato generale e poi dittatore Augusto Pinochet, ha deciso che il Paese aveva bisogno di una superstrada per consentire ai militari un accesso più diretto alle sue immense e remote regioni. Così, nel 1976, la Divisione Ingegneristica dell’Esercito Cileno ha avviato la realizzazione della Carretera Austral, destinata a cambiare radicalmente la Patagonia. All’alba del 1986, una strada per lo più sterrata metteva in comunicazione comunità prima isolate, e finalmente le milizie cilene avevano il loro accesso all’estremo sud. Grazie alla Carretera, nell’area si è sviluppato un florido, seppur recente, turismo d’avventura, con basi a nord nella città di Coyhaique e a sud nelle città di Torres del Paine e Punta Arenas. Nonostante questi sviluppi, Villa O’Higgins è rimasta in un certo senso isolata, accessibile esclusivamente per via aerea fino al 2000. In quell’anno sono finalmente stati portati a termine gli ultimi 100 chilometri della superstrada (che ne misura in totale circa 1200) e il villaggio è oggi raggiungibile attraverso un’ora di traghetto fino a Puerto Yungay. Faustino vive a più di 30 chilometri da Villa O’Higgins—chilometri della Patagonia cilena, s’intende. Il viaggio che compie ogni due anni richiede giorni e giorni di cammino, durante i quali conduce il bestiame su per sentieri impervi e malsicuri, lungo il ciglio di dirupi, attraverso le rapide correnti dei torrenti di montagna, e, finalmente, in città. Faustino ha vissuto così, senza entrare in contatto con nessuno se non negli sporadici viaggi in città, per circa 35 anni. Poi, però, sono arrivate le barche. La prima a solcare le acque del lago è stata un’imbarcazione voluta dal governo, che, da allora, torna ogni settimana per ragioni ancora poco chiare. Poi è arrivata la nave turistica, che ogni 15 giorni attraversa il lago per mostrare ai turisti il Ghiacciaio O’Higgins, uno dei soggetti fotografici preferiti per chi voglia denunciare il riscaldamento globale. A 81 anni, Faustino è ancora arzillo e va in città solo di rado, ma si è in qualche modo adattato ai cambiamenti che lo circondano. Ora usufruisce della barca per farsi portare le scorte alimentari e ricava energia da un pannello solare. Recentemente, ha anche guadagnato un nuovo vicino. Il mondo lo sta andando a cercare, ma potete scommettere che, per tutto il tempo che gli resta, Faustino si terrà il più lontano possibile dalla civilizzazione. Guarda Far Out: Faustino, eremita in Patagonian,uno dei documentari più solitari che abbiamo mai realizzato, su VICE.com.

Vedi anche:

Faustino, eremita in Patagonia

Le foto di Faustino