Le nuove reclute dello Stato Islamico non sanno praticamente nulla dell’Islam

Alcuni giovani sono stati adescati da un reclutatore che beve alcolici. Altri hanno ordinato su Amazon il libro 'Islam per principianti' prima di recarsi in Siria.

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16 agosto 2016, 8:12am

Le 24 juin 2016, un Européen de 32 ans qui avait rejoint l'EI en Syrie avant d'être accusé d'être un espion, contemple la nouvelle vie. (AP Photo/Paisley Dodds)

I combattenti reclutati dallo Stato Islamico in Siria hanno una scarsa conoscenza dell'Islam. A rivelarlo sono una serie di documenti recuperati in una roccaforte del gruppo e pubblicati dall'Associated Press.

La scoperta è frutto dell'analisi di alcuni moduli che gli aspiranti jihadisti hanno compilato al loro arrivo in Siria. Secondo AP, che ha ricevuto i documenti dal gruppo di opposizione Zaman al-Wasl, il 70 per cento delle nuove reclute avrebbe una conoscenza "basilare" della Shari'a, la legge coranica.

Solo il 5 per cento di essi può essere considerato 'conoscitore avanzato' dell'Islam.

Grazie ai documenti e a una serie di interviste, AP ha inoltre scoperto che diversi foreign fighter francesi sono stati adescati da un certo Mourad Fares, il quale era solito girare per bar per incontrarli—anche se l'islam vieta il consumo di alcolici.

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Altre reclute provenienti dalla Gran Bretagna avevano persino ordinato il libro "Islam for Dummies" (l'Islam per principianti) su Amazon prima di recarsi in Siria e unirsi allo Stato Islamico.

I reclutatori di IS, tuttavia, non considerano negativa la scarsa conoscenza dell'Islam da parte dei nuovi combattenti. La loro ignoranza, anzi, può essere vantaggiosa per il gruppo: i giovani con una scarsa familiarità con la religione sono più facili da indottrinare, e vengono infatti trasformati in guerriglieri spietati.

Tra i nomi che compaiono nei documenti c'è quello di Karim Mohammad-Aggad, un ragazzo approdato in Siria dopo essere stato persuaso dalle "parole dolci" di Fares.

Dopo aver raggiunto la Siria nel 2013, Aggad è stato arrestato al suo ritorno in Francia. Suo fratello Foued è stato uno degli artefici dell'attentato al Bataclan di Parigi del novembre 2015.

"La mia partenza non aveva niente a che vedere con il mio credo religioso," ha dichiarato Aggad durante il processo, al termine del quale è stato condannato a nove anni di carcere. "L'Islam è stato sfruttato per intrappolarmi come un lupo."

Una tesi con cui concorda Patrick Skinner, un ex agente della CIA intervistato da AP. Secondo lui, per molti di questi combattenti, "la religione è un pensiero secondario."

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