Attualità

Tutte le bufale sul coronavirus che girano su WhatsApp negli ultimi giorni

I brodini, la testimonianza "choc" dal Niguarda, la Germania che nasconde i contagi: girate questo articolo a chi vi tempesta di bufale su WhatsApp.
10 marzo 2020, 3:14pm
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Grafica VICE.

Nei gruppi WhatsApp in cui mi trovo—quelli di amici, familiari, ex compagni di università e altri—ormai seguo una regola ferrea: ogni volta che qualcuno mette un’immagine o un messaggio a tema coronavirus con la dicitura “inoltrato,” faccio partire la cazziata.

Il motivo è che nel 99,9 percento dei casi si tratta di un qualcosa che può essere fuorviante, alimentare il panico, oppure portare a comportamenti irresponsabili.

A fine gennaio mi ero già occupato di alcune teorie del complotto e notizie false sul coronavirus, quando la minaccia sembrava ancora lontana. Si trattava in effetti di narrazioni di grande respiro su “laboratori segreti” e piani occulti delle élite “globaliste,” o pretesti per sfogare la propria sinofobia.

Ora il tenore delle catene e degli audio che circolano in Italia è cambiato, e riflette lo stravolgimento della quotidianità che ognuno di noi sta vivendo. Quindi è pieno di affermazioni di presunti medici, anestesisti o imprecisati esperti che non fanno altro che confondere le idee (e fornire materiale alle procure).

Per questo, ecco una specie di prontuario e informazioni utili con cui controbattere ogni volta che qualcuno vi invia determinate cose.

BUFALA 1: IL RICERCATORE DI SHENZHEN E I 26/27 GRADI

Partiamo con quella circolata di più su WhatsApp. Il testo della catena parla di un fantomatico “ricercatore di Shenzhen” trasferitosi a Wuhan, e delle sue mirabolanti scoperte sul virus—scoperte che sono un mare di stupidaggini senza alcuna base scientifica.

La parte centrale è che “il virus non resiste al calore e muore se esposto a temperature di 26-27 gradi.” Ergo, secondo il “ricercatore,” per neutralizzare il Sars-CoV-2, bisogna consumare spesso “bevande calde” come tè, tisane, brodo o “semplicemente acqua calda.”

Sarebbe utile anche “fare gargarismi” con una “soluzione disinfettante” in modo da eliminare il virus “prima che scenda nella trachea e poi nei polmoni.” Si raccomanda anche di “esporsi al sole” (ma su questo torno dopo).

Ovviamente, queste raccomandazioni sono totalmente false. Il coronavirus resiste a temperature ben superiori a 26-27 gradi, e bere brodini o fare gargarismi con il collutorio non lo “neutralizza”. Magari fosse così facile.

BUFALA 2: GLI ESPERTI DI TAIWAN E LA TECNICA DEL RESPIRO PROFONDO

In quest’altra catena, il “ricercatore di Shenzen” si trasforma in “esperti di Taiwan.” I quali consigliano di fare un “respiro profondo” ogni mattina e trattenere il respiro per più di 10 secondi: questo rimedio, di fatto, andrebbe a sostituire il tampone (non serve nemmeno che dica che non è così, no).

Sempre nello stesso testo, compaiono fantomatici “medici giapponesi” secondo cui “bisogna bere qualche sorso d’acqua almeno ogni 15 minuti.” Perché? Perché “se il virus ti entra in bocca, l’acqua o altri liquidi lo spazzeranno via attraverso l’esofago e nello stomaco.” Arrivato qui, “l’acido gastrico dello stomaco ucciderà tutto il virus.”

Naturalmente non c’è alcuna prova che l’acido gastrico “uccida” il virus, né che se non si beve abbastanza acqua “più regolarmente” il virus entrerà “nelle tue trombe e nei polmoni.” Anche perché al coronavirus non fa differenza che tu bevi o meno un bicchiere d’acqua ogni 15 minuti.

BUFALA 3: LA GERMANIA È IL VERO FOCOLAIO EUROPEO, E L’HA NASCOSTO PER DANNEGGIARCI

Secondo gli articolo di diverse testate, il primo focolaio europeo di coronavirus si sarebbe sviluppato in Germania—che, nelle letture più esagitate e che si rifanno al mito del “cattivo tedesco” e del “bravo italiano,” avrebbe poi taciuto il tutto per danneggiare l’Italia.

La versione fa più o meno così: un uomo di 33 anni di Monaco di Baviera è stato il primo europeo ad aver contratto l’infezione, trasmettendola ad altre persone. Così infatti direbbe l’analisi dell’albero filogenetico fatta dal professore Trevor Bedford sul sito open source Nextstrain, che ricostruisce la genealogia dei virus e ne traccia in tempo reale l’evoluzione.

Secondo Bedford, quindi, il cluster bavarese “sembra essere l’antenato diretto di altre frazioni del virus che circolano oggi in Europa.” Le conclusioni, come ha ricostruito Valigia Blu, sono state però contestate su Twitter da diversi studiosi; e lo stesso Bedford è tornato sull’argomento. Il ricercatore Andrew Rambaut ha scritto che “è plausibile, anzi probabile, che l’antenato comune dei due virus fosse in Cina.”

Di fatto, allo stato attuale non ci sono abbastanza elementi per dire che l’epidemia in Italia è partita dalla Germania. Com’è andata davvero, lo capiremo solo tra un po’.

BUFALA 4: IL CORONAVIRUS SCOMPARIRÀ CON IL CALDO

Eccoci arrivati alla questione caldo. Secondo il noto virologo Donald Trump, la bella stagione si porterebbe via il coronavirus insieme ad altri malanni stagionali. E in fondo, un po’ ci speriamo tutti.

Tuttavia, giusto qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita una “falsa speranza.” Mike Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenza sanitaria dell’Oms, ha detto che “sarebbe una manna dal cielo; ma non possiamo fare questo presupposto. E non ci sono prove.”

Anche secondo Giancarlo Icardi—professore di igiene all’università di Genova—è vero che il nostro sistema immunitario funziona meno d’inverno, ma “il caldo da solo non basterebbe comunque.”

BUFALA 5: LA TESTIMONIANZA “CHOC” DI UN MEDICO DEL NIGUARDA

Chiudo questa piccola rassegna con uno dei tanti messaggi della serie “guarda quello che dicono i medici in prima linea, queste cose mica le dicono in televisione!” Le “cose” nascoste sarebbero i collassi sanitari in diversi ospedali italiani che ci vengono tenuta “nascosta”—nonostante le numerose interviste a infettivologi e primari in cui si parla apertamente di un sistema difficoltà.

Comunque, negli ultimi giorni è circolata la presunta testimonianza di un anestesista del Niguarda di Milano che racconta una situazione interna particolarmente drammatica. In particolare, si parla addirittura di una selezione dei pazienti da curare “in base all’età”; in soldoni i vecchi sarebbero spacciati, e i giovani ce la potrebbero fare.

Lo stesso ospedale, in un comunicato ufficiale ha fatto però sapere che “QUESTO NON CORRISPONDE ASSOLUTAMENTE AL VERO [_il caps lock è originale_]” e invitato “cittadini e i media [Il Giornale, _tra gli altri, aveva dato risalto all’audio_] a non contribuire alla diffusione di messaggi fake.”

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Non ci illudiamo: pensare di fermare le bufale di questo tipo è impossibile. Ma provare ad avviare una conversazione con chi ve le manda, e insegnare loro a essere diffidenti nei confronti di importanti verità trasmesse in catene Whatsapp, è un primo passaggio. L'unica altra cosa da fare è ricordare che le uniche regole valide contro il coronavirus sono quelle che autorità e organi sanitari ripetono ormai da settimane: limitare gli spostamenti e i luoghi affollati per contenere i contagi, lavarsi le mani, non toccarsi la faccia e, in caso di dubbi o manifestarsi di sintomi, contattare telefonicamente il proprio medico.

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