FYI.

This story is over 5 years old.

Il museo degli arcade sovietici

Questi arcade venivano costruiti in fabbriche specializzate in sistemi di controllo per missili balistici e artiglieria.
21.1.15
If the periscope looks realistic, that's because the cabinet was made a factory near Moscow that specialized in "control systems for naval intercontinental ballistic missile and artillery complexes."

Lo scorso autunno sono andato a Mosca e mentre ero lì ho deciso che non avrei mai più bevuto un goccio d'alcol. Come chiunque si trovi in una città storica con dell'inatteso tempo libero a disposizione, ho tirato fuori il telefono e su Yandex ho cercato "museo dei videogame Москва."

Era un salto nel buio, quindi sono rimasto piacevolmente sorpreso quando è apparso tra i risultati un posto chiamato Museo dei Videogiochi Arcade Sovietici. Nella descrizione c'era scritto che il museo raccoglie, restaura e permette di giocare con dozzine di videogiochi da sala giochi anni '70 e '80. Esattamente il tipo di cosa per cui potrei impazzire.

Pubblicità

Già piuttosto esaltato, ho cliccato il link e sono arrivato alla pagina principale del sito del museo, con una grande immagine di Morskoi Boi (Sea Battle) , il mio gioco preferito dell'infanzia.

Se devo essere sincero mi ero dimenticato dell'esistenza di questo gioco finché non l'ho visto nell'immagine del sito. Ma vedere immagini di questo e altri giochi della collezione del museo, come Freeway:

Sono un amichevole robot con due manubri al posto delle mani.

e Basketball:

I bottoni controllano i cesti sul campo da gioco, premendo un bottone a destra ci sono delle palle che volano nell'aria.

Mi ha provocato un lampo di felicità che mi ha riportato a ricordi allo stesso tempo vividi e sfuocati, come la sensazione che provi quando vedi un bambino con indosso gli stessi bizzarri pantaloni che erano i tuoi preferiti quando avevi nove anni. Dovevo necessariamente andarci.

Il giorno dopo ho preso la metropolitana fino alla fermata Baumanskaya, che prende il nome da Nikolai Bauman, famoso per essere stato il primo bolscevico ucciso per le sue idee.

Esco dalla metropolitana e mi ritrovo in un piccolo centro commerciale all'aperto della nuova Russia: dopo aver camminato per un paio di isolati, e aver attraversato il campus della prestigioso politecnico moscovita, mi sono imbattuto nei fondatori del museo in posa per un servizio fotografico di fronte all'entrata:

Ok, non è andata proprio così. I fondatori non erano davvero lì quando sono arrivato al museo, ma è una vera foto del 2012, l'età di mezzo della breve ma dinamica storia del museo.

Tutto comincia alla metà degli anni 2000, quando il gruppo di amici si accorse di condividere degli affezionatissimi ricordi d'infanzia su giochi come Morskoi Boi, e decisero di vedere se riuscivano a rintracciare e mettere a posto alcuni arcade. I loro primi sforzi ebbero risultati non esattamente incoraggianti; vennero fatti molti errori e alcuni macchinari vennero rovinati. Ma i tre si resero presto conto che era una grande opportunità, c'erano moltissimi di quei reperti in giro per il paese e nessuno sembrava volerli né comprenderne il vero valore.

Pubblicità

I giochi non sono sempre stati trascurati in questo modo: il boom degli arcade sovietici ha le sue radici in Occidente. Intorno al 1971, in Unione Sovietica, si tenne una mostra di videogame arcade stranieri al centro culturale Gorky, che ebbe così tanto successo che gli organizzatori decisero di comprare tutti i pezzi e riprodurli. Ricordate Morskoi Boi? Ecco una pubblicità anni '70 della Midway:

Ed ecco  Basketball della SEGA, del 1966:

Immagine:  ​Segabasketball1966.blogspot.com

Molti cittadini sovietici non avrebbero avuto problemi a sapere che stavano giocando a videogiochi giapponesi e occidentali: la versione sovietica dei videogame però divenne molto famosa, e divenne una delle attrazioni principali di campi estivi, padiglioni, centri di ricreazione e addirittura stazioni della metropolitana.

All'interno quei cloni erano molto lontani dall'essere dei duplicati della loro controparte occidentale. Gli ingegneri che li progettarono e li assemblarono dovettero lavorare con componenti diverse e con vincoli tecnici e finanziari molto differenti. Questo portò al cambiamento della struttura dei circuiti e all'implementazione di modifiche che cambiarono direttamente il gameplay. In Morskoi Boi, ad esempio, il torpedo del giocatore può sparare soltanto in una delle otto direzioni.

La vista attraverso il periscopio di Morskoi Boi

È una struttura più sicura rispetto a quella dei controlli analogici in movimento usati da Midway, ma cambia quello che Steve Swink chiama il "game feel" e rende il gioco più difficile e meno prevedibile, dal momento che uno spostamento del periscopio a volte porta a un cambiamento sproporzionato della direzione voluta. Per uno sviluppatore di giochi d'azione come me, che passa molto tempo a pensare ai controlli, sembrava quasi di giocare a un gioco diverso, nonostante le grandi somiglianze nel concept, nel punteggio e nella struttura esterna.

Molti degli ottanta arcade costruiti dai sovietici, cloni o no, avevano l'intento di migliorare le abilità del giocatore e intrattenerlo, rendendo il governo sovietico il pioniere della merdosa tradizione dell'"imparare divertendosi." Ecco una pagina dal manuale tecnico della Freeway, con la dichiarazione di intenti.

"Gli arcade Freeway M e Freeway-IM intendono aiutare l'organizzazione della ricreazione attiva e lo sviluppo di quelle qualità e abitudini come l'attenzione, la velocità di reazione, la capacità di osservazione, il pensiero logico e la navigazione in situazioni complesse"

Ed ecco un gioco progettato per aumentare la familiarità dei giocatori con i segnali stradali:

Ho guardato questo segnale e ho deciso che la mia familiarità con i segnali stradali era già abbastanza elevata. Immagine: la pagina Facebook del museo

E qui uno progettato per migliorare la precisione del tiro dei compagni sovietici:

"Questo è molto più di un gioco, fratello."

Il mio gioco serio preferito, però, è Motorace:

Sembra un innocuo gioco di corse, vero?

Questo gioco continuava a punirmi stoppandosi improvvisamente e resettando la mia motocicletta. Era crudelmente imprevedibile e mi portava a correre in modo teso e allo stesso tempo cauto, snervante. Ho poi capito che quelli che apparivano sul lato dello schermo a intervalli casuali erano segnali stradali—segnali stradali a cui dovevo obbedire. Il mio errore era eccedere i limiti di velocità mentre cercavo di vincere la gara.

C'erano poi giochi semplicemente belli come Safari:

Un capolavoro: ruberò l'idea, ne farò una versione mobile e sfonderò.

C'erano anche un paio di giochi, come questo antenato di Dance Dance Revolution, che mi ha fatto sentire come se fossi vicino a un'antica entità sacra:

Lo scopo di questo gioco è di attraversare un labirinto entro 2 minuti: per muoversi nei corridoi il giocatore deve premere diverse combinazioni dei quattro pedali per muoversi nelle quattro direzioni. Ad esempio, devi saltare sui due bottoni davanti per muoverti in avanti

Pensate, un'intercultura è nata da queste radici! E probabilmente adesso siamo andati talmente avanti che questi arcade potrebbero ispirare qualcosa di nuovo.

Sfortunatamente, come probabilmente immaginerete, questi macchinari sono molto delicati, specialmente quelli elettromeccanici, il cui enorme numero di parti semoventi necessita di manutenzioni settimanali. Questa foto dell'interno di Morskoi Boi può darvi un'idea.

Pubblicità

La parte esterna non ha parti che devono muoversi, ma l'interno è costituito da un insieme di circuiti molto complessi. Ecco lo schema dei circuiti dal manuale tecnico del semplice gioco di gare Autorally-M:

Nel manuale ci sono ancora una dozzina di pagine del genere.

Secondo il museo, i macchinari sono stati progettati e costruiti in fabbriche che producevano cose come componenti per missili balistici intercontinentali e sensori per test nucleari. Qui il paradosso: le industrie avevano le parti giuste e ci lavoravano ingegneri con le competenze adatte. Ma significava anche che il manuale di manutenzione di un videogioco poteva essere considerato un documento governativo, e che le parti sostitutive e le tecniche per la manutenzione divennero irreperibili dopo il crollo dell'URSS.

L'esistenza del museo è la prova che questi problemi non furono insormontabili, ma trovare materialmente i macchinari e riportarli in vita è stata un'operazione molto complessa. Nel rush caotico degli anni '90, con così tanti beni statali da depredare, c'era molto poco interesse per i ricordi iconici dell'era sovietica: arrivarono inoltre molti nuovi giochi per il computer da piratare e da giocare, e non pareva valesse la pena riparare e mantenere degli obsoleti arcade, o aggiornarli. Molti vennero abbandonati e dimenticati.

Rimasero ad arrugginire nei magazzini dei campi estivi e nelle cantine, finché i fondatori del museo non iniziarono a cercarli, e, anche se alcuni erano stati smontati da radioentusiasti in cerca di componenti rare, molti erano ancora integri ed erano a disposizione di chiunque volesse prenderli. Dato che nessuno si era preso la briga di raccoglierli e restaurarli, i ragazzi si trovarono all'improvviso tra le mani la responsabilità della loro conservazione e allo stesso tempo un'opportunità di business.

Pubblicità

I fondatori iniziarono a girare il paese alla ricerca di questi videogiochi, e dopo averne restaurati più di una trentina facendoli funzionare di nuovo, aprirono la prima branca del museo nel 2007 in un ex rifugio antiatomico presso l'università che frequentavano:

Il museo non poteva neanche permettersi i colori all'inizio Immagine: la pagina Facebook del museo.

Si diffuse presto la voce del nuovo museo tra gli studenti, e l'impresa attrasse presto molti giovani:

Immagine:  Facebook

Nel 2010 il museo ha festeggiato il suo terzo anniversario trasferendosi nell'attuale sede, più grande. Da allora hanno aperto altre due branche, una a San Pietroburgo e l'altra a Kazan.

La sede di Mosca sembra passarsela bene, nelle mie due visite le macchine erano quasi tutte funzionanti e c'era una gran folla di bambini con i genitori, turisti e coppie di adolescenti imbarazzati che giocavano e compravano oggetti al negozio di souvenir.

Tuttavia il destino del museo è incerto: cosa accadrà quando le parti di ricambio finiranno? In molti casi quell'evenienza non è così lontana. Il museo stima ad esempio di avere l'89 percento dello stock rimanente di una determinata lampadina utilizzata per uno dei giochi. Il museo riuscirà sicuramente a trovare le parti sostitutive, ma cosa accadrà se per farlo il prezzo diventerà troppo alto? Ci sono già preoccupazioni sulla sostenibilità della sede di Kazan, poiché le persone nella città hanno un reddito disponibile più basso.

Senza il supporto delle istituzioni, l'unico modo in cui il museo può conservare e restaurare la collezione è attraverso lo sfruttamento degli oggetti che tenta di conservare, il che significa che si consumeranno più in fretta. Non è certo che sia possibile preservare per sempre un gioco arcade, ma è chiaro che il modello operativo del museo non avrà vita eterna. Forse un giorno un ricco filantropo farà propria la causa e riuscirà a creare un vero e proprio museo, ma intanto fiondatevi a Mosca, finché i giochi sono ancora funzionanti.

E se un viaggio a Mosca non è tra i vostri piani in un futuro prossimo, potete provare le versioni Flash gratuite di alcuni giochi dalla collezione del museo qui, qui, qui, qui, e qui.