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Ciao, Miao - Bevo il tè con i gattini in Giappone perché sono un timidone

Cat café, dove gli amanti dei gatti possono sorseggiare bevande supercostose e fare le carezzine ad adorabili mucchietti pelosi.
26.2.12

I cat café buttano tantissimo in Giappone di questi tempi. Come suggerisce il nome, si tratta di caffetterie dove gli amanti dei gatti si recano per sorseggiare del latte macchiato supercostoso e fare le carezzine a degli adorabili mucchietti pelosi. Negli ultimi cinque anni, esattamente 79 locali del genere sono spuntati in ogni angolo del Giappone. Quello che è strano è che i gatti che popolano queste caffetterie non sono felini costosi con tanto di pedigree come dei persiani o quegli altri che hanno le orecchiette pieghevoli super tenere, sono invece dei normalissimi gatti casalinghi che potresti tranquillamente trovare nel retro del tuo supermercato, gatti come quelli che suonano il jazz ne Gli aristogatti. Contemporaneamente, negli ultimi cinque anni, c’è stata un’esplosione di libri e DVD sui gatti comuni. Se la gente è così attratta da quelli che essenzialmente altro non sono che dei gatti di strada addomesticati, perché non si portano a casa uno dei tanti randagi che popolano il Giappone? Ve lo dico io perché: I padroni di casa giapponesi sono delle teste di cazzo. Il trentottenne Norimasa Hanada, proprietario di Neko no mise (Negozio di gatti), il primo cat café di tutta Tokyo, ci spiega la questione: “Nella maggior parte degli appartamenti in affitto, è proibito tenere degli animali domestici. Gli unici che lo consentono sono dei condomini per famiglie. Questo significa che i lavoratori single di 20 e 30 anni non possono permettersi di avere alcun animale domestico, oltre al fatto che sono stressati e sempre in cerca di conforto e compagnia di qualsiasi genere.” Ha dunque senso il fatto che la maggior parte dei fan dei cat café sia relativamente giovane. Più di 30 clienti si sono accomodati da Neko no mise durante le quattro ore che ci ho passato recentemente, e oltre una signora sui 50, tutti gli altri clienti erano tra i 20 e i 30 anni (la maggior parte femmine, con solo tre ragazzi in totale). Un altro fatto che contribuisce al trend dei cat café è il fatto che i giapponesi sono cronicamente timidi, al punto che non riescono nemmeno a intavolare una conversazione decente sul tempo con un estraneo. La comunicazione priva di parole e prettamente tattile dei cuccioli di gatto è quindi grande fonte di conforto per questi cittadini antisociali e ipersensibili.

Da Neko no mise, sono sparsi in tutto il caffè divani, sedie e dei tavolini che emanano un’atmosfera rilassante e femminile, completata da una musica soft. Un muro è ricoperto di scaffali pieni di centinaia di volumi manga. A quanto pare, ci sono 14 gatti resident da Neko no mise, e siccome ora in Giappone è inverno, la maggior parte era nascosta sotto il kotatsu (tradizionale tavolino giapponese con una stufetta elettrica incorporata). Siccome i gatti erano ovviamente i re del café (e lo sanno), sembravano molto più arroganti di quanto mi sarei aspettato. Alcuni facevano i giocherelloni e saltavano in giro ogni volta che una persona entrava o usciva. Ho avuto l’impressione che, a meno che tu non sia disposto a diventare un cliente abituale, farsi amico un gatto da café sia più difficile di quanto sembri, soprattutto per una struttura che fa soldi sfruttando l’illusione di un po’ di amore felino. Ci sono diversi tipi di clienti di cat café. I novellini sono così colpiti dall’atmosfera distinta che non fanno altro che starsene seduti increduli. Sembra che non abbiano mai avuto o nemmeno toccato un gatto prima e facciano fatica a venire a patti con il comportamento imprevedibile dei gatti reali, che infrange tutte le loro fantasie di docili palle d’amore di pelo che fanno le fusa. Durante la prima ora, la maggior parte dei novellini riesce soltanto a toccare una volta e di sfuggita il gatto di passaggio. La maggior parte dei clienti è composta da tipi timidi, mansueti e silenziosi, in cerca di un abbraccio o due. Siccome questo genere di persone non avrà mai il coraggio di andare verso un gatto e giocarci da solo, non fanno altro che leggere un libro e bere caffè mentre sperano pazientemente che un gatto si avvicini di sua spontanea iniziativa. Mi hanno spezzato il cuore. Quelli in gruppo erano generalmente allegri e parlavano un sacco, utilizzando il café come un posto per fare chiacchiere tra amici. Il fattore presenza gatti per loro è un extra, e quindi prendevano in mano i giochini sul pavimento e riuscivano a far avvicinare i mici con discreto successo. Le coppie che ho visto erano fresche di relazione, oppure ancora nella fase “siamo amici”, e usavano i gatti come escamotage per spezzare la distanza imbarazzante tra di loro. Mentre bevevo il mio caffè in una stanza piena di gatti e groupie dei gatti, iniziavo lentamente a sentire l’effetto calmante della situazione impossessarsi di me. Prima che me ne rendessi conto, avevo iniziato a sorridere senza motivo ed ero così a mio agio che i miei occhi avevano iniziato a chiudersi in una sorta di stupore felice. Tutti gli altri dovevano sentirsi allo stesso modo perché ogni tanto la stanza cadeva in una sorta di silenzio mentre tutti i clienti fissavano ogni singolo movimento dei gatti. La maggior parte dei clienti è rimasta per almeno un’ora, ma apparentemente alcuni fanatici riescono a resistere per più di sei ore. Norimasa mi ha raccontato che “mentre la media è di un’ora e mezzo, alcuni clienti abituali si prendono un giorno di malattia al lavoro e lo passano qui. Dicono di essere quasi al collasso per via del carico di lavoro e di avere quindi bisogno di una pausa. Alcuni clienti abituali vengono quattro o cinque volte a settimana, mentre quelli che sono stati dissanguati dal lavoro e si sono presi un periodo di pausa più lungo passano anche tutti i giorni, in cerca di conforto e di una sorta di guarigione.” I cat café generalmente applicano una tariffa a tempo. Neko no mise ha una tariffa di 1 euro per dieci minuti (6 euro all’ora) e di 15 euro per tre ore. Sembra uno sproposito, ma mantenere un ambiente pulito e sognante pieno di gatti non è facile. L’unico modo per far sopravvivere un cat café è mantenere un grande ricambio di gente ed evitare gli scrocconi che passerebbero sei ore intere coccolandosi una sola tazza di caffè. Tristemente, questo significa anche che i clienti abituali che ci passano sei ore finiscono per pagare più di 30 euro solo per accarezzare delle pallette di pelo. C’è una leggenda giapponese che dice che i gatti diventano popolari ogni volta che si è in tempo di recessione, e dev’essere vero, perché di recente si è verificato un vero e proprio boom di tutto il mondo che gira intorno ai gatti. Deve avere qualcosa a che fare con quelle orecchie a punta e quelle piccole zampette che hanno un effetto calmante sul cervello umano. O forse è la cultura giapponese che costringe la gente a comportarsi come un gregge di pecore, giudicando attentamente l’atmosfera di ogni situazione (quello che i giapponesi chiamano letteralmente “leggere l’aria”) a rendere i gatti, con la loro indipendenza e amore per la libertà, dei perfetti target di ossessione. So che sembra tutto molto triste, ma come la maggior parte delle cose carine, è meglio non pensarci troppo. Limitatevi a guardare dentro le palle degli occhioni di questi meravigliosi gattini e lasciate che tutti i problemi scivolino via. Purrrrrr.

A sinistra: Emiko, 22, lavora nella moda
A destra: Yoko, 23, casalinga

VICE: Venite qui spesso?
Emiko: Per me è la prima volta.
Yoko: Per me la seconda. L’ho scoperto sei mesi fa. Perché siete venute oggi?
Yoko: Amo i gatti ma non ne posso tenere uno, quindi ho pensato di venire qui per passare un po’ di tempo con loro. Come siete venute a sapere di questo café?
Emiko: Io lo vedevo sempre dal binario della stazione qui di fronte. Cosa fate di preciso in un cat café?
Yoko: Io guardo i gatti. Mi rilassa. E se per caso mi passano vicino, è ancora meglio.

Kayoko, 32, insegnante d’asilo

VICE: Sei una cliente abituale?
Kayoko: Sono venuta per la prima volta tre settimane fa, e da allora passo una volta a settimana. Non posso farne a meno. Sembri una fan convinta. Come hai scoperto questo posto?
Prendo spesso la Yokohama line, e un giorno ho visto l’interno del café mentre ero di passaggio. Poi ho dato un’occhiata al blog e sembrava carino, così ho chiesto a un’amica di venire con me e abbiamo scoperto che è un posto molto alla mano. Ora ci vengo da sola, come tanti altri. Chiacchierare con altra gente è parte del divertimento. Mi è sembrato di vedere che il micio con cui stavi giocando prima sia stato rimproverato da qualcuno dello staff, cos’ha combinato?
L’ho visto afferrare un bastoncino di zucchero dal tavolo con la bocca e scappare, così l’ho detto a un cameriere. Ho sentito dire che non possono farlo. Così l’ha sgridato… A quanto pare era la terza volta che lo faceva, oggi. Altri gatti cercano di leccare il latte dalla ciotola che ti portano insieme al caffè. Forse è solo il loro modo per dirti che vogliono giocare con te. A sinistra: Masataka, 32, commesso
A destra: Satoko, 36, commessa

È la prima volta che venite in un cat café?
Satoko: Sì, il mio fidanzato ha deciso di portarmici oggi.
Masataka: Ci ero già venuto un paio di volte. Come vi sembra il posto?
Satoko: È fantastico, ci sono più tipi di gatti di quanto immaginassi. Quanto pensate di rimanerci oggi?
Satoko: Probabilmente tre ore. Avete dei gatti?
Masataka: No.
Satoko: Ci sono un paio di randagi nel mio quartiere, ma è difficile toccarli perché sono molto diffidenti. Vi piacciono tanto i gatti?
Masataka: Sì, molto.
Satoko: I miei genitori hanno un cane, mi piacciono tutti gli animali in generale. Che cosa esattamente vi rende felici dei gatti?
Satoko: Quando ti si strofinano addosso o quando sono amichevoli in generale.
Masataka: Quando giocano. O meglio ancora, quando mi saltano in braccio.

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Botan (una femmina) tende a succhiare il pene di suo fratello minore, pensando che sia un capezzolo di sua madre. Ergo, suo fratello fa la pipì da tutte le parti.

I clienti possono comprare spuntini per i gatti per 300 yen, più o meno 2 euro.
Nishin (maschio) mentre si fa la manicure.

Megumi, 33, segretaria

ViCE: È la prima volta che vieni in un posto del genere?
Megumi: No, la seconda. Dove vivi?
Vengo da Hokkaido, è lontano, ma dovevo comunque venire a Tokyo, quindi ho pensato di fermarmi. Cerco sempre di passare di qui, quando sono a Tokyo. Wow, Hokkaido? È lontano da prendere l’aereo. Ci sono dei cat café a Hokkaido?
Sì, ci sono stata. Credo sia anche l’unico. Sono curioso, ogni café ha un’atmosfera diversa?
Sì. Ne ho visitato un altro a Tokyo, e dalla mia esperienza credo che i gatti qui non siano così spaventati come sono negli altri café, sono più giocherelloni. Forse perché il posto è più spazioso. Hai un gatto?
Ne ho avuti due, ma sono morti entrambi. Il secondo settimana scorsa, a dire il vero. Aveva 18 anni. Oh, mi dispiace… Cosa ti piace in particolare di questo café?
Controllo spesso il blog perché il proprietario scrive sempre di quello che ci succede. Che è parte del suo fascino. Quanto ci rimarrai oggi?
Probabilmente due o tre ore. Sono abbastanza sorpresa di quanto sia affollato oggi. Non me l’aspettavo. Cosa fai esattamente per così tante ore?
Per lo più osservo i gatti e ci gioco. Amo quando mi saltano in braccio. L’ultima volta uno dei mici mi si è accoccolato in braccio, ma oggi non sono stata altrettanto fortunata.

Nakatsuka, 39

VICE: Cosa fai quando vai in un cat café?
Nakatsuka: Più che altro scatto foto ai gatti. Sono le uniche foto che faccio, a dire il vero. Vengo qui e faccio tante foto, nient’altro. Non leggo nemmeno. Quindi mi stai dicendo che possiedi quella costosa macchina fotografica solo per scattare dei ritratti ai gatti?
Sì, l’ho comprata dopo che ho iniziato a venire qui molto spesso. Prima, non mi interessava il genere di macchina che usavo, né come venivano le foto, ma dopo averne scattati un po’ ho sentito il bisogno di una macchina migliore. Quanto spesso passi di qui?
Una volta alla settimana. E dove vivi?
A Saitama. Ci metto un’ora e 20 minuti ad arrivare qui. E quanto rimani di solito?
Più o meno sei ore, quindi ci perdo tutta una giornata. A volte mi prendo anche dei giorni di permesso al lavoro solo per stare qui. Quindi, compreso il viaggio, ogni tua visita dura circa nove ore! Ti sono sempre piaciuti i gatti?
Sì, ho sempre amato gli animali. Quando ero piccola avevamo un gatto domestico, ma ora vivo da sola e non posso permettermelo, ecco perché vengo qui. Solo stare a guardarli mi fa sentire a mio agio. C’è qualcosa in particolare che fanno i gatti che ti rende super felice?
Adoro farli giocare, soprattutto se capita che un gatto mi afferri il ginocchio con le sue zampette.

Pocky (femmina). Ma chi è questa gattina carina? Chi è? È Pocky. L’ho appena detto.

Shiratama (femmina). È molto timida, ma le piace farsi fare le carezzine e non scappa quasi mai.