Pubblicità
Film

C'è qualcosa di tremendamente angosciante nel film su Ted Bundy


‘Ted Bundy – Fascino criminale’ è un film biografico su un brutale serial killer. Allora perché sembra romantico?

di Nicole Clark
20 maggio 2019, 10:06am

Still via Netflix.

Attenzione: il pezzo contiene dettagli sulla trama del film Ted Bundy – Fascino criminale. Se non l'hai ancora visto e hai una concezione particolarmente rigida degli spoiler, anche quando un film è tratto da fatti realmente accaduti, prosegui a tuo rischio e pericolo.

“Ti ricordi la notte che ci siamo incontrati?” chiede Elizabeth “Liz” Kloepfer a Ted Bundy nei primi secondi di Ted Bundy – Fascino criminale. Dal parlatorio di una prigione, la scena si sposta in uno squallido bar per universitari, dove Bundy fa l'occhiolino a Kloepfer. Si incontrano per la prima volta al jukebox. “Questi sono i miei ultimi spiccioli,” le dice sorridendo. "Meglio usarli bene.”

Questo incontro d’amore fortuito inquadra il film come un dramma romantico—ma non lo è, almeno non in teoria. È un film su uno dei più brutali e famigerati serial killer della storia moderna. Ted Bundy – Fascino criminale arriva pochi mesi dopo quella del documentario a puntate di Netflix Conversazioni con un killer: il caso Bundy; è stato realizzato persino dallo stesso regista, Joe Berlinger. Ma Fascino criminale offre una versione in qualche modo romanzata della relazione di Bundy con Kloepfer, la donna con cui è stato fidanzato a lungo nella vita reale, mentre lui affronta i processi per omicidio.

Il film adatta un mix di filmati tratti dai processi, che all'epoca erano trasmessi in TV (alcuni vengono mostrati durante i titoli di coda, a dimostrazione dell'aderenza del film al materiale originale), e l’autobiografia di Kloepfer, The Phantom Prince: My Life with Ted Bundy, che descrive i loro tumultuosi sei anni di relazione. Il titolo del film è un riferimento alle parole della vera condanna di Bundy, una caratterizzazione rilasciata dal giudice dopo che Bundy è stato condannato.

Efron è un ottimo Bundy. La sua performance sorprendentemente carismatica offre lo stesso impatto visivo—una dimostrazione di ciò con cui un uomo bianco attraente e sicuro potrebbe farla franca, anche quando sappiamo che la sua elegante allegria nasconde una mente contorta e tattica. (Efron ha detto che durante le riprese ha avuto difficoltà a "separarsi dal" serial killer che ha confessato più di 30 omicidi.)

Nonostante abbia voluto dare colore al punto di vista di Kloepfer, Fascino criminale si concentra soprattutto su Bundy—le sue emozioni, i suoi desideri, il suo isolamento e la sua perdita di libertà. Lo spettatore si imbatte in Efron con addosso il grembiule, che prepara la colazione per la figlia di Kloepfer; montaggi della loro fase di luna di miele nella casa di Kloepfer; cene romantiche. Tutto questo lavoro fa passare Bundy per la figura affascinante che era noto essere.

Ma c'è una cosa che non si vede: Bundy che uccide delle persone. C'è solo una drammatizzazione di un omicidio brutale—inserita come sua confessione nei momenti finali del film. Altrimenti, Fascino criminale descrive quei terribili crimini soltanto attraverso le aule di tribunale o i telegiornali, o lascia intendere che seguano le scene di lui che flirta con delle donne nei bar. L'omissione degli atti stessi rende la sua identità di serial killer amorfa, legata più alla conoscenza pubblica dei suoi crimini che alla loro rappresentazione all'interno dell'universo del film stesso. E quando non si mostra accondiscendente verso i momenti più umanistici di Bundy, Fascino criminale sembra un po’ un poliziesco.

Dopo la cattura, vediamo Bundy pianificare la fuga saltando più volte giù dal letto a castello nella sua cella. La fase preliminare del processo è infarcita di panoramiche dell’aula, che si stringono sulle finestre del secondo piano. Bundy chiede di poter fare una telefonata alla sua amata—un’ovvia messinscena per fuggire—e salta da una di quelle verso la libertà, come aveva già fatto negli esercizi in cella. Più tardi, Efron usa un coltello per fare un buco nel soffitto della sua cella e fuggire una seconda volta.

Questo è il problema di centrare un film su qualcuno di così riprovevole: è impossibile andarsene senza finire in qualche modo a fare il tifo per il protagonista, proprio come i veri processi di Bundy andati in onda lo avevano inevitabilmente reso popolare e affascinante agli occhi di molti spettatori. Dopo aver incluso così tanti dettagli che sembrano indebitamente romanticizzare la relazione, la cattura, la fuga e la condanna di Bundy, il film fa poco per fornire un contraltare emotivo a ricordarci: quest'uomo ha violentato, torturato e ucciso decine di donne.

Ciò non significa che non vi sia un senso di sollievo, e forse di rispetto, nell'evitare immagini gratuite delle vittime. È una scelta particolare, dato l’attuale dibattito sulla rappresentazione televisiva e cinematografica delle donne come elementi senza profondità di una storia, bersagli di abusi sessuali e violenza.

Si potrebbe pensare che Fascino criminale eviti queste raffigurazioni perché dedicato al punto di vista di Kloepfer—intendendo spiegare come Kloepfer abbia chiuso un occhio sul comportamento del fdanzato. Ma il film omette il fatto che Bundy abbia tentato di uccidere anche Kloepfer dando fuoco alla loro casa (una storia che è contenuta nel libro di Kloepfer)—per concentrarsi sulla colpevolezza di Kloepfer e sulla sua incapacità di lasciarsi alle spalle l'amore per Bundy.

Scopriamo, nell'atto finale del film, che è stata Kloepfer ad avvisare la polizia dei suoi sospetti, dopo aver notato la somiglianza con lo schizzo di un “ricercato” comparso su un giornale. All fine, Fascino Criminale fa di Bundy lo stesso archetipo dell'antieroe affascinante che è da sempre disponibile per uno specifico genere di protagonista (bianco) maschile. Dexter ne è un classico esempio, e più recentemente, il protagonista Joe Goldberg, interpretato da Penn Badgley in You, il thriller Netflix sullo stalker in fuga.

Il ritratto di Bundy da parte di Zac Efron si posiziona in quello stesso continuum. La tentazione di sospirare al suo sorriso o di fare il tifo per lui quando scappa di prigione è forte. Ma mentre il film lascia a bocca aperta, questa volta, la storia non è davvero finzione.

Segui Nicole Clark su Twitter.

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla newsletter di VICE per avere accesso a contenuti esclusivi, anteprime e ta