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Anche gli uomini usano i sex toy, e alcuni non si vergognano di parlarne

"Mi hanno fatto capire che anche il pene ha più zone erogene e che non è poi un organo così banale come noi uomini per primi pensiamo."
02 maggio 2019, 8:58am
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Illustrazione di Juta.

Se sentire “uomini e sex toy” vi suggerisce l'immagine di un individuo in impermeabile che esce furtivamente da un sexy shop di periferia (quelli con le insegne luminose, i cartelloni con grafica pessima che sponsorizzano 3x2 imperdibili su DVD hard e i manichini con le corna da diavolo), è chiaro che dovete aggiornare un po’ il vostro immaginario.

Secondo i dati a nostra disposizione, reperiti tramite un'indagine condotta nel 2017, il 25 percento di chi acquista prodotti per il piacere personale è infatti di sesso maschile. Si tratta di una percentuale ancora bassa se paragonata a quella delle donne e delle coppie, ma altissima rispetto al sentire comune.

Spazio Uomo è un'associazione che si occupa di promuovere e diffondere una sessualità maschile consapevole e cosciente, e li abbiamo contattati per farci spiegare cosa pensano dei sex toy maschili e perché sarebbe interessante se più persone ne facessero la conoscenza.

"Gli uomini che usano sex toy esistono, e sono intorno a noi," spiega Paolo, uno dei soci di Spazio Uomo. "E ovviamente—ma forse è il caso di ribadirlo—non sono 'disperati' che non hanno alternative per accedere al piacere o maniaci del controllo in stile Mr Grey di 50 sfumature di grigio."

Se sono così pochi, quasi metà rispetto alle donne, secondo Paolo è innanzitutto una questione di "rigidità": "La reticenza dell’uomo risiede nella tendenza culturale e psicologica di dover apparire come 'non bisognoso', della serie: 'l’uomo che non deve chiedere mai.' Pertanto, non ha bisogno di ricorrere ad altri ausili, attrezzi o giocattoli."

Per molti, aggiunge, è anche una questione di ruoli e aspettative sulla sessualità maschile: "Alcuni sono consciamente e/o inconsciamente convinti di dover dimostrare di esser loro, con la propria 'dotazione', a soddisfare la partner." Per questo, ricorrere a sex toy o altro potrebbe essere percepito come uno sminuire la propria virilità.

Secondo Michele, altro socio di Spazio Uomo, la diffidenza può essere motivata dalla percezione che molti hanno ancora dei sex toy: “Da una parte il loro ego gli fa pensare che devono essere loro quelli che sanno dare piacere all'altra persona, è vero. Ma molti uomini sono intimoriti dai sex toy in generale, per quella specie di paura di esserne sostituiti."

Eppure, come chiarito da diverse indagini, usare sex toy può essere una buona idea proprio a partire dal rapporto di coppia. Per Andrea di Spazio Uomo, il primo contatto con un sex toy è avvenuto col vibratore della fidanzata, diventato in breve un alleato per scoprire cose nuove sul piacere e sull’anatomia femminile: “Non avendo un contatto diretto, sono riuscito a concentrarmi sul piacere provato dalla mia ragazza.”

Luca racconta: "Io per la mia 'prima volta' ho scelto un plug anale, incuriosito dall’idea di scoprire cosa ci fosse dietro, e ho poi continuato con gli strapon." Fatto che, a suo giudizio, solleva una delle questioni fondamentali che ruotano attorno al piacere maschile, e di conseguenza attorno all’utilizzo di sex toy per uomo (etero, in questo caso): "La paura di sperimentare, e ancor più, di trarre godimento da un tipo di stimolazione considerata appannaggio di uomini gay."

Andrea ha invece fatto di necessità virtù provando il vibratore WiFi—utilizzabile a lunghissime distanze—con la fidanzata, trasferitasi in Svizzera per lavoro. "Non si tratta semplicemente di far vibrare a distanza o di sostituire una presenza, ma di stabilire una nuova connessione, più intima e creativa, con il partner che è lontano", spiega. "A furia di usarlo ci sono venute in mente pratiche che altrimenti non avremmo mai fatto come il dirty talking e il whispering, che puntano sull'udito invece che sulla vista o sul tatto".

Spesso infatti i sex toys servono più a suggerire nuove fantasie che non a concretizzarle, invitando a percorrere nuove strade nell'esplorazione della propria sessualità. Carlo, ad esempio, si è accostato al suo primo masturbatore con scetticismo: "Cosa avrà poi di tanto diverso dalla mia mano?" si chiedeva prima di scoprire che "è proprio un'esperienza diversa. La sensazione al tatto, la struttura interna con rilievi e camere d'aria multiple, l'insistenza sul frenulo, mi hanno fatto capire che anche il pene ha più zone erogene e che non è poi un organo così banale come noi uomini per primi pensiamo".

Da lì è cominciato il suo interesse verso il mondo dei sex toy maschili: "Provare nuovi modi di masturbarmi mi ha permesso anche di avere maggior controllo: mi conosco meglio, decido io quando venire e se avere un orgasmo senza necessariamente eiaculare, cosa possibilissima". L'ultimo, nell'ordine, è stato il vibratore prostatico: "In passato ho avuto una piccola infezione alla prostata e sono dovuto andare da un andrologo. Lì ho scoperto che se avessi massaggiato la prostata una volta la settimana, avrei scongiurato il rischio di ricadute o altre malattie".

Come funziona? Basta lubrificare la punta di un plug anale e di un vibratore prostatico e iniziare a massaggiare il perineo—cioè la zona tra i testicoli e l'ano—dall'esterno, premendo o facendo dei movimenti circolari, finché non ci si sente pronti per inserire la punta nell'ano e salire un po'.

Esiste anche la variante senza mani da attaccare alla parete della doccia, cioè il dildo anale a ventosa, per stimolare dietro mentre le mani sono impegnate in altro. "Per la sua salute, ogni uomo dovrebbe masturbarsi almeno una volta ogni due giorni e massaggiare la zona anale una volta ogni due settimane. E con questo tipo di sex toy si possono fare entrambe le cose in un colpo solo" continua Carlo.

In sostanza, per certi aspetti il piacere maschile sembra essere ancora più “tabù” di quello femminile: la resistenza maschile sull’approccio alla sessualità è causata da una mentalità spesso ancora condizionata dalla “cultura virile del maschio italico.”

Le cose, però, stanno gradualmente cambiando. Secondo Michele e Stefano “gli uomini etero ora sono più attenti al piacere del partner e non solo al proprio” e “ai tempi e alle esigenze delle donne” rispetto alle generazioni precedenti. Questa attenzione è “la sfida nel sensibilizzare sempre più uomini ad una sessualità sacra”, smettendola di essere “troppo impegnati a fare i compitini e la gara a chi dà più colpi al secondo” come nei film pornografici.

Per Paolo, il primo passo è cominciare a “usarli come un gioco—del resto, sempre di toy si parla. Come un modo per alleggerire la routine sessuale.”

Marta è una delle voci di MySecretCase, shop online e blog di sessualità attivo in progetti volti a diffondere e promuovere una cultura del femminile libera, aperta e condivisa. Solo in Italia, per ora. Segui MySecretCase su Facebook e Instagram.