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Questo prete ha bruciato 500mila dollari destinati ai rifugiati con il gioco d'azzardo

Un prete cattolico di London, in Canada, è indagato per aver perso al gioco d'azzardo mezzo milione di dollari destinati ad aiutare i rifugiati.
30.3.16
Foto via Facebook

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Un prete cattolico di London, in Canada, è indagato per aver perso al gioco d'azzardo mezzo milione di dollari destinati ad aiutare i rifugiati.

A inizio marzo, i giornali locali avevano riportato che padre Amer Saka della Chiesa di San Giuseppe Caldeo era stato sospeso con l'accusa di aver utilizzato i fondi in modo improprio. Il Toronto Star riferisce che il denaro sperperato ammonta a 500mila dollari.

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Il vescovo Emanuel Shaleta ha raccontato a VICE News che per tre anni Saka ha raccolto offerte da membri della sua parrocchia che volevano far arrivare i propri parenti in Canada dall'Iraq come rifugiati. La chiesa caldea, che ha il suo centro a Baghdad, raccoglie i cattolici dell'Iraq e delle regioni vicine.

"La gente ha versato i propri soldi e si è fidata perché è un prete," ha detto Shaleta, il capo della Eparchia Caldea di Mar Addai, la quale è supervisionata dal Vaticano. "Molti di loro non avevano neanche preso la ricevuta."

"Qualunque cosa mi dica, io non posso crederci. Finché l'inchiesta non è completata non c'è niente di certo."

Saka era a capo di uno dei 30 gruppi che cooperano con la diocesi di Hamilton, la quale ha stretto un accordo di sponsorizzazione privata con il governo del Canada per accogliere i rifugiati iracheni.

Le chiese e i gruppi religiosi hanno un ruolo importante nelle politiche a favore dei profughi siriani e iracheni pensate dal primo ministro Justin Trudeau. I programmi di sponsorizzazione privata sono più economici per il governo federale rispetto ad altre iniziative di accoglienza.

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Shaleta, che è il superiore di Saka, ha detto di essere venuto a conoscenza del coinvolgimento del sacerdote nel programma solo quando una donna è arrivata nel suo ufficio per informarlo che avrebbe versato a Saka dei soldi per aiutare la sua famiglia.

Sorpreso che Saka non ne avesse mai parlato con lui, Shaleta ha avvisato la donna di non dare più soldi al prete finché non la situazione non fosse più chiara. Così, per tre settimane, Shaleta ha chiesto a Saka chiarimenti su come stesse utilizzando quei soldi, ma senza ricevere alcuna risposta.

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Alla fine, Shaleta ha raccontato a VICE News: "mi ha chiamato, piangendo e dicendo di avere un problema e di aver preso da questa gente dei soldi che adesso non aveva più." Il vescovo ha poi aggiunto che Saka ha accennato di aver perso i soldi giocando d'azzardo.

"Qualunque cosa mi dica, io non posso crederci," ha detto il vescovo. "Finché l'inchiesta non è completata non c'è niente di certo."

Shaleta ha aggiunto di aver immediatamente sospeso Saka dal servizio e di averlo portato con sé nel Southdown Institute di East Gwillimbury, un istituto per i membri del clero con disturbi mentali e problemi di dipendenza.

Shaleta ha detto che Saka ha restituito gli acconti ad alcuni rifugiati già sbarcati in Canada, ma che i soldi per i prossimi arrivi non ci sono più.

L'ufficio di polizia di London ha confermato a VICE News che sono in corso delle indagini su una presunta frode dopo aver ricevuto un reclamo dalla diocesi di Hamilton alla fine di febbraio.

"Sfortunatamente non posso aggiungere altro, visto che si tratta di un'indagine aperta," ha detto l'agente Melissa Duncan, aggiungendo che non sono ancora state formulate accuse a carico del prete e che potrebbe essere necessario ottenere un mandato di perquisizione.

Il monsignor Murray Kroetsch ha riferito al Toronto Star che la diocesi di Hamilton ha presentato 20 richieste sponsorizzate da Saka. Kroestch ha spiegato che dieci di queste persone risiedono già in Ontario, aggiungendo che la diocesi si prenderà carico delle conseguenze subite dai rifugiati a causa del mancato invio del denaro.


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