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Attualità

Un avvocato esperto di privacy digitale ci ha spiegato le nuove condizioni d'uso di Facebook

Dal 1 gennaio 2015, tutti gli utenti di Facebook dovranno accettare nuove condizioni e normative. Abbiamo chiesto a un avvocato di spiegarci cosa significa il fatto che Facebook sappia sempre dove ci troviamo e chi frequentiamo.
2.12.14

(Foto via ​Flickr)

NOTA: Questo articolo non si concentra esclusivamente sulle nuove condizioni d'uso, ma sulla normativa in tutta la sua completezza, inclusi alcuni punti rimasti invariati al momento della pubblicazione del pezzo. Tra le nuove funzionalità di Facebook c'è la possibilità di tenere traccia della localizzazione degli utenti. Questa funzionalità è subordinata al consenso dell'utente.

Facebook ha circa 1,3 miliardi di utenti. Negli anni ha lentamente modificato le sue condizioni d'uso e normative, e ora la compagnia ha fatto sapere che dal primo gennaio 2015 tutti gli utenti dovranno acc​ettare le nuove normative o non potranno usare il sito.

Ma cosa sono esattamente queste condizioni e normative? Dobbiamo preoccuparcene? Ho parlato con Maninder Gill, un avvocato che si occupa di proprietà intellettuale e leggi sulla privacy per lo studio legale Simons Muirhead & Burton, per sapere cosa dicono esattamente e che effetti avranno sulla nostra vita online.

VICE: Tutte le aziende hanno queste normative lunghe e complicate. Sono fatte apposta, giusto?
Maninder Gill: A dir la verità Facebook si è accorto che sono in pochi a leggere le normative se sono così lunghe e complesse, e ha iniziato a semplificarle. Tuttavia, a prescindere dalla lunghezza, la maggior parte delle persone non le leggerà comunque—preferiscono fare i conti con le conseguenze dell'averle accettati alla cieca piuttosto che leggerle con attenzione. La maggior parte degli utenti preferisce cedere parte della privacy piuttosto che non essere su Facebook. Facebook questo lo sa bene, perciò continua a estendere il campo delle sue possibilità in termini di utilizzo dei nostri dati e delle nostre informazioni personali.​

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Secondo lei, nelle nuove normative di Facebook c'è qualcosa di cui dovremmo preoccuparci?
Facebook ha comunicato di aver introdotto la sezione "Privacy Basics" [una guida interattiva che risponde alle domande più frequenti su come controllare le proprie informazioni su Facebook] nel tentativo di fare chiarezza sull'utilizzo dei nostri dati personali. Sostiene di voler dare maggior controllo ai suoi utenti, fornire ai nostri amici informazioni su dove ci troviamo e migliorare il consumo di batteria e la potenza del segnale nei dispositivi mobili.

Sembrano buone intenzioni. C'è qualcos'altro sotto?
Come sempre quando si parla di aziende, è ovvio che l'obiettivo è incrementare i profitti: vendere più pubblicità. In questa prospettiva, ogni piccola informazione personale è un dato molto prezioso che la compagnia può sfruttare, e Facebook raccoglie le informazioni di tutti gli utenti in modo da poter vendere più inserzioni e a prezzi più alti. Perciò c'è da credergli quando sostiene di aver migliorato la personalizzazione delle inserzioni.

Nello specifico, cosa comportano queste normative a livello di personalizzazione delle inserzioni?
Gli utenti avranno la possibilità di consentire ai loro amici di essere informati sui loro spostamenti. Così facendo c'è il rischio che, senza farlo apposta, accettino anche di rinunciare al loro diritto alla privacy.

La nuova normativa sui dati relativi alla posizione spiega che Facebook potrà utilizzare il GPS, il Bluetooth e il segnale Wi-Fi per conoscere la posizione di ogni utente. Dovremmo accettare una cosa del genere? Cosa c'è sotto?
Lo scopo è conoscere la posizione degli utenti e inserire pubblicità localizzate, così da convincere ancora più aziende a investire su Facebook. L'app permetterà agli utenti di sapere quando gli amici sono nelle vicinanze e li avviserà. Questa funzione è certamente intrusiva, ma Facebook lo fa per localizzare gli utenti allo scopo di guadagnarci.

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[Le condizioni sopra citate saranno applicate solo agli utenti che permetteranno a Facebook di conoscere la propria posizione.]

E può farlo?
Facebook ha il nostro permesso, poiché nelle condizioni d'uso c'è scritto che l'azienda può usare i dati sulla posizione per "poterti informare dell'eventuale presenza di amici nelle vicinanze" o "allo scopo di migliorare il funzionamento delle nostre applicazioni." La compagnia ha dichiarato anche che potrà raccogliere dati per "mostrare inserzioni migliorate". Anche se fa un po' Grande Fratello, gli utenti hanno già accettato tutto questo quando hanno accettato di usare Facebook. Il fatto è che la gente preferisce permettere che Facebook utilizzi le sue informazioni piuttosto che passare a un altro social network.

In generale, quanto saranno influenzate le nostre vite dalle nuove normative di Facebook?
Adesso che Facebook e i suoi clienti sanno dove mangi, dove vai in vacanza, dove fai la spesa e chi frequenti, hanno una una panoramica abbastanza dettagliata di tutti gli aspetti della vita degli utenti.

Inoltre, ora che l'idea è quella di creare delle inserzioni in base alla personalità dell'utente—con l'obiettivo di cambiare il modo in cui spendiamo i nostri soldi e le cose che compriamo—potremmo venire manipolati psicologicamente, e in modo molto sottile, dai grandi marchi senza che ce ne rendiamo neanche conto. In ogni caso, alla maggioranza degli utenti non importerà, non lasceranno Facebook e non si preoccuperanno nemmeno di modificare le impostazioni della privacy. E Facebook diventerà sempre più ricco e potente.

Lei conosce molto bene tutte le insidie che si celano nelle condizioni d'uso e le normative di vario tipo. Com'è Facebook da questo punto di vista, rispetto alle aziende di cui si occupa di solito?
Di tutte le condizioni e normative con cui ho avuto a che fare in 20 anni, quelle di Facebook sono le più invadenti. Riservarsi il diritto di conoscere gli spostamenti di una persona, gli amici con cui esce e avere la possibilità di sfruttare a fini commerciali tutte le immagini postate su Facebook senza permesso è una cosa sconvolgente.

Gli utenti devono prendersi la responsabilità delle informazioni che condividono. Facebook può sfruttare le nostre informazioni personali solo se noi glielo permettiamo. Sta a noi renderci conto dell'importanza della nostra privacy.

Ma modificare le impostazioni sulla privacy può difenderci contro l'invadenza di queste normative?
Puoi modificare le impostazioni per decidere chi può vedere le cose che pubblichi. Pubblico—che vuol dire che può vederle chiunque—Amici, Amici di amici, Solo io. La maggior parte delle persone sceglie "Amici", ma molti lasciano "Pubblico." Tuttavia, al di là di cosa si sceglie, queste impostazioni riguardano solo la condivisione con gli altri utenti. Non riguarda il modo in cui Facebook utilizza le tue informazioni—quello è regolato dalle normative che devi accettare se vuoi usare Facebook.

[AGGIORNAMENTO: l'utilizzo delle tue informazioni da parte di Facebook dipende dalle tue impostazioni. Tuttavia, se una terza persona che non ha modificato le impostazioni carica un'immagine o ti tagga in un post, Facebook potrà utilizzare quelle informazioni in base alle normative accettate da chi ha caricato il contenuto.]

Segui Michael Grothaus su Twitter: ​@Michaelgrothaus