Cultura

Il report 2019 di Tinder è una fotografia perfetta della nostra generazione

Le città più attive e le emoji e le canzoni più usate: ecco come gli italiani hanno usato Tinder nel 2019.
10 dicembre 2019, 9:36am
tinder generazione z
Foto via Getty Images/PhotoAlto.

Nel 2016, tutti erano su Tinder. La tua coinquilina, il tuo vicino di casa, i tuoi colleghi, e forse pure la persona con cui stavi all’epoca. Poi il tempo è passato, e oggi un sacco di trentenni diranno che sull’app sono rimaste solo donne gattare e uomini che non si vogliono impegnare. Ma a differenza di quanto i diretti interessati tendano a pensare, non esistono solo i Millennial: il report annuale di Tinder riferisce infatti che il 2019 ha visto la Generazione Z impazzire per l’app di incontri.

Secondo un’altra analisi, quella della piattaforma marketing Leanplum, più del 50 percento degli utenti mondiali su Tinder ha tra i 18-25 anni, e la stessa Gen Z è un target a cui l’app ha cominciato massicciamente a puntare. Di recente è successo con la campagna “Single not Sorry” (arrivata anche in Italia con affissioni nella metropolitana di Milano e per la città), che con scatti del fotografo Ryan McGingley presenta ragazzi e ragazze alle prese con avventure quotidiane che sembrerebbero precluse a chi non è single (fare tardi la sera, tipo).

In pratica, Tinder ha scoperto il posizionamento giusto per non farci uscire dall’app—perché se trovi il partner della tua vita il gioco di swipe almeno per un po’ finisce, giusto?—e nel frattempo ha tirato fuori un report che offre un confronto generazionale piuttosto interessante.

Se i Millennial chattano principalmente in merito a “viaggi”, citandoli tre volte di più rispetto alle cause sociali, il cambiamento climatico—spiega il report Tinder sul 2019—è stato trending topic per la Gen Z. Del resto, come si legge in un'analisi di Google, “I millennial seguono l'approccio del ‘si vive una volta sola’ e quindi cercano di trarre il massimo dalle loro vite. Vogliono godersi il viaggio e sono pronti a correre dei rischi per fare delle esperienze significative.” I più giovani, al contrario, "non solo sogna[no] di creare un mondo nuovo," ma credono anche "di potercela fare. Il 60 percento dei centennial [_ovvero Generazione Z_] e solo il 39 dei millennial vogliono cambiare il mondo e renderlo un posto migliore.”

Come titola il Times associando i due termini per assonanza, tra “march” e “match” il passo è breve (e Greta Thunberg è stata tra le figure politiche in trend del 2019 su Tinder negli USA).

Un esempio interessante in questo senso è l’account Instagram libanese @thawracrushesofficial, che pubblica foto dalle proteste contro il governo inviate da persone alla disperata ricerca del/la manifestante di cui si sono invaghite. Il primo post del profilo recitava “dammi il tuo numero così posso venirti a svegliare domani per andare in piazza.” “Il mio obiettivo era rompere i muri tra le persone,” ha affermato Alaa Khattab, admin del profilo, che non si aspettava diventasse virale. “Lo scopo principale è la rivoluzione, ma questo non significa che dobbiamo smettere di divertirci.” Certo, ci sarebbe da chiedersi come la mettiamo con la condivisione dell’immagine di qualcuno senza autorizzazione, ma questo è un altro paio di maniche.

Tornando alla Gen Z e all’analisi di Tinder, un altro dei temi chiave è la fluidità. Sono fluidi i rapporti, che fluttuano continuamente tra online e offline, e sono fluide le identità e i confini geografici. Secondo una ricerca di Google, il 65 percento dei membri della Generazione Z afferma che le dating app permettono loro di conoscere persone al di fuori del posto dove vivono; per il 64 percento, attraverso questa app è anche più semplice esprimere la propria diversità. Parlando di diversity, nel report di Tinder si legge anche che giugno, mese del Pride, è stato il periodo in cui si sono registrati più match; inoltre l’uso dell’emoji dell’arcobaleno nelle bio è aumentato del 15 percento dal 2018 al 2019.

A seconda della generazione, cambiano anche le abitudini negli appuntamenti. Su Tinder, “Ci prendiamo un caffè”—come ho potuto osservare in questi anni da iscritta e admin di una community dedicata a Tinder—è la frase chiave per chiedere un appuntamento, ma i 18-25enni sembrano preferire cibi conviviali come la pizza e la birra.

Dov’è che gli utenti sono più attivi su Tinder in Italia? Domina Milano, seguita da Torino e da un terzo posto inaspettato che riguarda Acilia-Castel Fusano-Ostia Antica [_una versione precedente di questo articolo riportava erroneamente il dato di 1.623 abitanti e il collegamento con la sede del terzo polo Universitario d’Italia_]. La lista completa cita a seguire altre città universitarie come Padova, Bologna e Roma e centri come Prato, Monza, Modena e Trieste, mentre la classifica mondiale vede in testa Tokyo, Varsavia e Oslo.

Tra la musica più citata dagli italiani nelle loro bio, invece, c'è quella di Post Malone, Travis Scott, Pink Floyd e Billie Eilish–mentre nella seconda parte della classifica trovano spazio anche Machete e Gemitaiz.

Come dicevamo all’inizio del post, intanto, i Millennial sembrano disamorarsi progressivamente delle dating app che loro per primi avevano preso d’assalto. Il pattern di cui si lamentano è ricorrente: una valanga di match e chat con conversazioni che spesso naufragano o portano a contenuto indesiderato, a offese sessiste o razziste, o a profili fake e farfalle nello stomaco che non sopravvivono all’incontro dal vivo—o che svaniscono dopo una notte, complice il ghosting.

Esprime molto bene questo disagio l’emoji più utilizzata nelle bio di Tinder nel 2019 (il 41 percento di più rispetto all’anno scorso): il facepalm. A quanto pare “c’è un senso condiviso di ‘facepalming’ di fronte a ciò che accade nel mondo,” dichiara Tinder nel report. E come dargli torto? L’emoji della figura che si batte la mano sulla faccia esprime appieno sia come ci sentiamo quando leggiamo le notizie politiche, che i disagi che sperimentiamo continuamente sulle dating app. L’unica cosa che ci può rincuorare, alla fine di questa analisi, è il fatto che l’emoji più usata a livello mondiale nel 2019 sia stata la faccina coi cuoricini.

P.S.: Se qualcuno di voi ci legge da Acilia-Castel Fusano-Ostia Antica, batta un colpo: vogliamo sapere com'è la vita su Tinder lì, e in caso trasferirci.

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