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Col decreto sicurezza, Salvini vuole creare una nuova 'emergenza migranti'

Il Parlamento ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza e immigrazione, e gli effetti sono già visibili.

di Leonardo Bianchi
03 dicembre 2018, 10:33am

Migranti allontanati dal Cara di Isola Capo Rizzuto. Foto via Facebook.

Lo scorso mercoledì il Parlamento ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza e immigrazione, conosciuto anche come “decreto Salvini.” Del livello del testo hanno già scritto in molti, concentrandosi su parti possibilmente incostituzionali e sicuramente controproducenti come l’abolizione della protezione umanitaria e il restringimento del sistema d’accoglienza.

In particolare, esperti e analisti hanno fatto notare che il decreto getterà in una condizione di irregolarità decine di migliaia di migranti che si trovano in Italia: la protezione umanitaria, introdotta nel 1998 in aggiunta allo status di rifugiato politico e alla protezione sussidiaria, era la forma più concessa perché legata soprattutto a condizioni personali di vulnerabilità. Il decreto, inoltre, espellerà dai centri di prima e seconda accoglienza i richiedenti d’asilo che ancora aspettano l’esito della domanda, e che prima invece rientravano nel sistema.

Il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa, ad esempio, ha stimato che entro il 2020 ci saranno più di 60mila nuovi “irregolari,” i quali vanno ad aggiungersi ai 70mila già presenti in Italia. Mario Morcone, direttore del Consiglio italiano dei rifugiati, ha dichiarato che il provvedimento “creerà migliaia di irregolari che non potranno essere rimpatriati” e “determinerà nuove forme di marginalità, derive di esclusione sociale che inevitabilmente renderanno più fragili le persone che arriveranno in Italia enfatizzando il rischio di conflitti e rendendoli permeabili a percorsi di radicalizzazione.”

Durante questo fine settimana, è successo proprio questo: decine di persone sono state letteralmente sbattute fuori dai centri d’accoglienza e sono finite per strada. Varie prefetture locali, infatti, hanno inviato circolari a cooperative e associazioni stabilendo che “i titolari di protezione umanitaria” (che fino al “decreto Salvini” è stata la forma di protezione più concessa) dovranno “essere invitati a lasciare codeste strutture”—ossia i CAS (centri d’accoglienza straordinaria) e i CARA (centro d'accoglienza per richiedenti asilo).

I quotidiani, sempre in questi giorni, hanno raccontato alcune espulsioni. A Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, più di 20 persone sono state prelevate dal Cara e scaricate alla stazione ferroviaria di Crotone sotto la pioggia battente. Tutti sono titolari di un permesso di soggiorno umanitario e in attesa della risposta della commissione territoriale; tra questi, c’era anche una famiglia con una bambina di soli sei mesi.

Walter Cerruti della Comunità di Sant’Egidio di Catania ha segnalato che 50 persone con la protezione umanitaria sono state mandate via dal Cara di Mineo, e che “sono solo i primi.” Secondo Avvenire, situazioni analoghe si stanno verificando ad Aversa, dove “c’è la fila davanti allo sportello dell’ufficio immigrazione diocesano,” a Caserta, Rieti e Latina. Molti dei migranti allontanati dai centri, sostiene il giornale, “hanno raggiunto Roma dove, almeno per ora, la situazione appare meno drammatica.”

Altre città si stanno preparando a fare i conti con l’impatto del decreto Salvini. A Bologna e nell’hinterland, una commissione consiliare ha previsto che 514 “beneficiari dell’accoglienza nell’area metropolitana bolognese” su 844 resteranno fuori dai centri—la percentuale si aggira sul 60 percento.

Gli operatori di uno Sprar di Genova hanno spiegato al Fatto Quotidiano che ci sarà “una perdita di 15mila posti di lavoro per gli operatori dell’accoglienza italiani e tra i 40mila e i 100mila richiedenti asilo che verrano esclusi dal sistema d’accoglienza.”

Nel corso di varie ospitate televisive (l’ultima ieri sera, a Non è l’Arena) senza alcun tipo di contraddittorio, Salvini ha ovviamente “rassicurato” tutti: “il mio decreto difende i VERI profughi. Ma in Italia non c’è spazio per clandestini e delinquenti (italiani o stranieri).” Sempre da Giletti, il leader leghista ha detto che “se non mi conoscessi e leggessi i giornali avrei una pessima opinione di me. Io ho semplicemente fatto quello che mi chiedono gli italiani.”

Non risulta, tuttavia, che “gli italiani” gli abbiano chiesto di buttare gente per strada dall’oggi all’indomani. Perché, alla fine, il “decreto Salvini” porta esattamente a questo: da un lato alimenta il modello dei grandi centri (che sono il modo più deleterio di fare accoglienza, essendo facile preda della criminalità organizzata); e dall’altro punta a creare il caos, alimentando artificialmente “l’emergenza immigrazione” per tenere alta la tensione sul fenomeno.

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