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Motherboard

Addio Eugene Cernan, l'ultimo uomo che ha toccato la luna

"Gene" Cernan è morto ieri all'età di 82 anni. Resterà alla storia per la frase epica pronunciata mentre lasciava la superficie lunare.

di Becky Ferreira
17 gennaio 2017, 10:16am

Cernan sulla luna nel 1972. Immagine: NASA/Harrison Schmitt

Eugene Andrew Cernan, per gli amici "Gene", è passato alla storia per essere stato l'ultimo uomo a toccare il suolo lunare. Si è spento ieri, circondato dalla sua famiglia, a 82 anni. Le cause della morte non sono state rese note, ma la famiglia ha confermato che si trattava di una malattia già diagnosticata e non di una fatalità improvvisa.

Nato a Chicago nel 1934, Cernan è stato pilota e membro della crew di tre missioni storiche della NASA. Nel 1966, è uscito dall'atmosfera terrestre per la prima volta con il compagno pioniere Tom Stafford sul Gemini IX-A. Originariamente, la coppia era la crew di riserva, ma è stata mandata in missione dopo la tragica morte di due membri della crew originale. Durante questa missione, Cernan ha completato una passeggiata spaziale di più di due ore.

Nel maggio 1969 ha lavorato come pilota dell'Apollo 10, considerato la prova generale dell'Apollo 11, che sarebbe atterrato sulla luna due mesi dopo, il 20 luglio. Cernan era di nuovo in coppia con Stafford, e con il pilota comandante John Young. I due astronauti avevano testato le manovre cruciali di attracco, discesa e risalita per atterrare sulla luna.

Sono riusciti anche a scampare a una morte terribile per aver inserito i comandi sbagliati nel sistema operativo del modulo, causando una rotazione violenta. Senza il sangue freddo del team, Apollo 10 si sarebbe infranto contro la luna.

Cernan nel 1969. Immagine: NASA

La crew dell'Apollo 10 scherzava dicendo che erano stati privati appositamente del carburante necessario per un allunaggio, in caso avessero avuto voglia di contraddire gli ordini. Ma fortunatamente Cernan non ha dovuto aspettare molto prima di vedersi affidato il comando di una missione simile: Apollo 17, l'ultima in direzione della Luna (per ora).

L'11 dicembre 1972 è diventato l'undicesimo uomo a mettere piede sulla superficie lunare con un contatto ben riuscito nella valle della regione Taurus-Littrow. Ha trascorso un totale di 22 ore fuori dal modulo, girando con il rover lunare, raccogliendo elementi, conducendo dei test e prendedosi cura dei cinque topi che erano stati inviati insieme alla crew per testare gli effetti dei raggi cosmici.

Tre giorni più tardi, dopo che il suo compagno Harrison Schmitt era risalito sul modulo, Cernan si è preso un momento per apprezzare la posizione che avrebbe occupato nella storia.

"Bob, sono Gene," disse via radio al capo della missione Robert Parker. "Sono sulla superficie; e, mentre faccio l'ultimo passo qui, prima di tornare a casa—anche se non crediamo più nel futuro—voglio solo dire ciò che credo resterà alla storia: che la sfida vinta oggi dall'America cambierà il destino dell'uomo di domani. Quando lasceremo la Luna, ce ne andremo così come siamo arrivati e, se Dio vuole, torneremo con la pace e la speranza per tutta l'umanità. Buona fortuna alla crew dell'Apollo 17."

Le ultime parole di Cernan sulla luna. Video: yellowzip/YouTube

L'ultimo messaggio di un uomo sulla luna ha lo stesso peso delle famose prime parole di Neil Armstrong: fanno eco al sentimento di "grande passo" compiuto dal programma Apollo.

Cernan ha trascorso gli anni dopo la NASA lavorando come ingegnere per diverse aziende e da streguo sostenitore dell'esplorazione spaziale e della ricerca scientifica. Lavorava spesso e volentieri con ABC News, a Good Morning America, e a molti programmi divulgativi. Ha ricevuto diversi premi e onoreficenze inclusa una medaglia eccezionale della NASA, la Distinguished Flying Cross, e un'onoreficenza dell'Ordine slovacco della Doppia Croce Bianca. Il suo libro del 1999, Last Man on the Moon, scritto insieme a Don Davis, è alla base dell'omonimo documentario rilasciato nel 2014.

La sua più grande eredità è la sua personalità affabile, il suo senso delll'umorismo e il suo inguaribile ottimismo sull'esplorazione spaziale. Come conclude nel suo documentario del 2014: "Sogna l'impossibile—e poi realizzalo."

"Ho camminato sulla luna. cos'è che non puoi fare?"