10 domande a...

10 domande che hai sempre voluto fare a un bagnino

"Il bagnino è un po' lo showman della spiaggia." Diego, 35 anni, da 16 fa il bagnino in Versilia.

di Cristiana Bedei
12 luglio 2018, 6:24am

Diego Moracchini. Foto per gentile concessione dell'intervistato. 

Anche quest’anno è arrivata l’estate e, per chi può, è tempo di vacanze: al lago, in montagna ma, in Italia, soprattutto al mare. E non c’è figura più emblematica della vita da spiaggia di quella del bagnino che tiene in riga i bagnanti e rastrella la spiaggia al tramonto. Secondo alcuni dati diffusi lo scorso anno da Cna Balneatori e cooperative del settore, nel 2017 erano circa 11mila i bagnini regolarmente assunti in Italia; di questi tanti—tre su quattro—under 40, e il 14 percento donne.

Quella del bagnino è una figura professionale a volte banalizzata e a volte mitizzata, ma quali sono gli aspetti meno noti di questo mestiere? E quanto c’è di vero, oggi, nello stereotipo del bagnino abbronzato e rubacuori? Per fare chiarezza ho fatto due chiacchiere con Diego Moracchini, 35 anni, con 16 anni di esperienza da bagnino alle spalle sulle spiagge della Versilia, e attualmente di stanza a Marina di Pietrasanta.

VICE: Iniziamo dalle cose serie: hai mai salvato la vita a qualcuno?
Diego Moracchini:
Eh be', sì. Ci sono stagioni in cui capita di più e altre meno, a volte anche mai. Se fai una buona prevenzione poi puoi fare pochi salvataggi, però ci sono estati in cui il mare è mosso, ci sono sempre onde e la gente si mette più spesso in pericolo. Il salvataggio più intenso che abbiamo fatto con i miei colleghi, in quattro, è stato quando ci siamo accorti di una ragazzina che non sapeva nuotare e aveva preso una bodyboard, una tavoletta. Si era portata a 150 metri dalla riva con un’amica, a due metri di fondale, ma ha perso questa tavoletta ed è andata giù. Per fortuna, in mezzo a tantissima gente, a mare completamente calmo, ce ne siamo accorti e siamo arrivati in tempo. È stata male, non è stato semplice, però ce l’abbiamo fatta.

A parte assicurarsi che nessuno si faccia male o anneghi, quali altre cose fa il bagnino?
Il bagnino entra alle 6.30. Apre gli ombrelloni, sistema le tende, pulisce lo sporco se è passata gente nella notte; la sera, ci sono due o tre ore di lavoro per rimettere a posto la spiaggia, rastrellare, pulire tutto, portare via la spazzatura. Magari ti ritrovi anche a tornare la notte, alle due o alle tre, perché c’è una libecciata [mareggiata causata da raffiche di libeccio] che sta portando via tutto e devi togliere gli ombrelloni, le sdraio. Se arrivano due metri d’onda con il libeccio forte non puoi stare a casa.

Se conti i minuti che stai seduto sulla sedia si parla di un’ora-un’ora e mezza sulle otto-nove di sorveglianza giornaliere. Poi vai col pattino a controllare le persone che stanno nuotando all'altezza delle boe o un windsurfer che è caduto sulla vela, entri in mare per chiamare i bambini, esci perché qualcuno vuole il pedalò, aiuti quello con la barca a vela a montare, dai una mano a quello che sta rientrando, eccetera. Praticamente, fermo sulla sedia non stai mai, infatti bisogna mettersi sempre una bella crema solare perché le tue sei-sette ore al sole te le fai.

Come è possibile che non prendi un colpo di calore, allora?
Bevi tre-quattro litri d’acqua soltanto nell’orario di lavoro. Poi magari aggiungi un po’ di sali, piuttosto che la vitamina C. Devi stare attento. Quando c’è un attimo di distensione devi sempre andare a cercare l’ombra, l’acqua, e sempre alimentarti. Il trucco del bagnino è spizzicare sempre, non devi mai mangiare tre piatti di lasagna a mezzogiorno, piuttosto un sacco di frutta e verdura. Se vai in crisi, è un attimo a prendere un colpo di calore. Anche un bel cappellino, non è vergogna metterselo, così ti salvi.

Bisogna davvero star fuori dall'acqua quando c'è bandiera rossa?
Nì. La bandiera rossa indica il divieto di balneazione. Poi ovvio che se dei ragazzini con i genitori lì e il bagnino che li assiste stanno a due-tre metri da riva nell’ondina di risacca, il problema non c’è. C’è un assistente bagnanti ogni 30 metri, la battigia è molto controllata. E comunque, anche con la bandiera rossa scappa sempre lo straniero o quello che non è di una zona di mare e non conosce i segnali e si tuffa prima che tu faccia in tempo a dirglielo—e lì parte il salvataggio che dicevamo prima.

Più in generale, quante regole vi inventate voi bagnini solo per non farvi rompere le scatole?
Il bagnino è un po’ lo showman della spiaggia, perché deve gestire tante persone. A volte reinterpretare una regola è anche un po’ parte dell’arte di fare il bagnino. Il bagnante si fida di te, se ti chiede: “Bagnino, ma pioverà?” e magari è un po’ nuvoloso, siamo già settembre e sono già le quattro del pomeriggio, dici che sì, farà due gocce. Magari ti crede e se ne va—anche se te lo sei inventato e non pioverà. Oppure [ai bambini] a volte dico che giocare a pallone a riva è vietato; e se vedo che vanno in acqua e sono troppo molesti, allora dico che è vietato anche lì. Ingigantire un po’ la legge è un classico, ti risparmi un sacco di guai.

Quanto ti pagano?
Un bagnino è pagato bene, molto bene, però di solito è il tuo uomo di fiducia in spiaggia, lo paghi bene perché sai che alle tre di notte, se c’è bisogno, sarà lì, perché al minimo problema ci metterà la faccia e sai che fa tante ore e non si tira indietro. Il rapporto qualità/prezzo è vantaggioso per tutti. [In Versilia] un bagnino con un’esperienza media prende 2000-2500 euro al mese, netti.

E come si diventa un bagnino?
A 16 anni puoi fare il corso, diventare assistente bagnanti, fare l’aiuto bagnino per due anni e, a 18 anni puoi iniziare ad esercitare. Secondo me però è presto, un altro paio d’anni d’esperienza fanno bene. Comunque chi fa il bagnino è sempre un surfista, un amante della pesca o della barca a vela, qualcuno che il mare ce l’ha un po’ dentro. Per convenienza lo fanno in pochi, magari due anni o tre, ma poi se rimani bagnino, è perché il mare lo ami da prima.

Anche perché quando inizi non sai che non è semplice, che dovrai stare al pezzo cinque mesi consecutivi, al sole, a 40 gradi, al vento. A 19-20 anni non ci pensi, ti senti invincibile. A 35, con l’esperienza, riesci a organizzarti meglio, per gestirle, ma una volta non ci badavi affatto.

Ti fa cuccare di più essere bagnino?
Eh be', sì. Ora ho 35 anni e un altro concetto della situazione, ma quando ne hai venti, hai anche un altro spirito. Se sei libero, il mare ti propone mille situazioni, davvero tante. E si creano da sole, dalla ragazza che passeggia sulla battigia da sola, a quella che dice: “Oh! Forse mi ha preso una raganella," o altri classici della vita del bagnino, come la turista che si ferma a cena alla quale offri l’aperitivo.

Qual è il tipo di bagnante più odioso? Nel mio immaginario, sono gli anziani che passano la giornata a venirti a chiedere cose.
Gli anziani non li odio, sono sempre molto carini ed educati; anzi li aiuto sempre. Però la fascia degli adolescenti, diciamo dai 10 ai 13 anni, è difficile da gestire. Non voglio dire che sia la più odiosa, pero è quella che dà più problemi, e a cui devi stare più attento. Se c’è un salvataggio due volte su tre sono loro, perché quello che dici gli entra da una parte ed esce dall’altra. Li capisco, non ci pensano. Sono anche quelli che rompono le cose, di solito.

Comunque una delle cose più odiose che succedono in spiaggia è quando le persone non mettono il guinzaglio al cane e non hanno il sacchettino, e questo fa la pipì e i suoi bisogni accanto al pattino. La sera il bagnino arriva per mettere a posto e rimane… contaminato. A volte tocca litigare a giornate intere per convincere le persone che “Il cane lo devi guardare, non è un umano, non sa cosa si può fare e cosa no.”

Cosa ne pensi dei colleghi della costa Adriatica, con i quali storicamente c'è una grande competizione?
Intanto sfaterei un luogo comune: ogni tanto qui si fa la battuta, "Eh, [quelli della costa Adriatica] sono assistenti di salvataggio da lago" perché c'è l'idea che il mare sia sempre calmo e poco profondo, di là. Sì, magari le dinamiche in acqua possono essere diverse, ma questo non vuol dire che siano meno bravi, anzi. Organizzano tante più cose: aperitivi, cene in spiaggia. Noi magari saremmo in difficoltà a doverle gestire. Ognuno ha i suoi meriti. Quando parli con i bagnini che hanno 40 anni d’esperienza forse si sente questa rivalità, ma una volta era diverso, ormai non ci sono più queste cose.

Segui Cristiana su Twitter.