A10N5: Il numero dei profili

Rol, il superuomo

Gustavo Rol è, a detta di molti, l'ultimo grande spiritista italiano, anche se a lui questa definizione non piaceva. Ne ho parlato con chi l'ha conosciuto, e ha contribuito ad alimentare l'alone mitologico intorno alla sua figura.

di Virginia W. Ricci
01 novembre 2014, 1:16pm


​Illustrazione di Arianna Vairo.

Come alla fine di un circolo, dopo il secolo dei Lumi e quello della morte violenta delle grandi ideologie, dal secondo dopoguerra nella società occidentale sono ricominciate ad affiorare attrazioni per fenomeni paranormali e ultraterreni. Da qui si sono aperte prospettive utopiche e distopiche, chi è partito per l'India, chi ha intrapreso viaggi lisergici, mentre altri hanno sfondato i muri tra il mondo materiale e quello dello Spirito.

Gustavo Rol è, a detta di molti, l'ultimo grande spiritista italiano, anche se a lui questa definizione non piaceva. Preferiva dirsi "la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto." Le sue incursioni nel paranormale o "possibilità," come lui le chiamava, avevano uno spettro di azione che andava da giochi prestigiosi-simili a quelli degli illusionisti-a quelli che in molti hanno definito miracoli. Ovviamente, mentre Rol era in vita, in molti hanno tentato di assistere a dimostrazioni delle sue possibilità, tra questi anche uomini di scienza come il fisico Tullio Regge o Piero Angela, che chiedevano la prova, se non scientifica, almeno tangibile della particolarità di Rol e, non ottenendola, hanno espresso opinioni scettiche nei suoi riguardi. Loro ed altri studiosi del CICAP (il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) sono tra i pochi ad aver esplicitamente messo in dubbio le capacità di Rol, mentre, soprattutto post-mortem, sono affiorate orde di persone che credono ciecamente in lui e, con le loro testimonianze, hanno contribuito ad alimentare l'alone mitologico intorno alla sua figura.

Proprio l'articolo di Angela, uscito sul numero 47 della pubblicazione del CICAP Scienza e Paranormale, descrive così Rol: "Si dice che riuscisse a leggere nei libri senza aprirli, a provocare 'apporti' misteriosi, a scrivere a distanza e che addirittura avesse il dono di sdoppiarsi." Queste leggende sul conto di Rol sono ciò che evidentemente ha portato sia me che Piero Angela al desiderio euristico di indagare più a fondo su quest'uomo.

Ho parlato con Franco Rol, il cugino di Gustavo, che funge da suo "agente" anche post-mortem, dal momento che detiene i diritti di ogni contenuto del suo archivio e del sito Internet dedicato a Gustavo, e me l'ha descritto così: "Non esistono, perlomeno nel Novecento, personalità paragonabili a quella di Gustavo Rol. Forse, alla lontana, solamente Sai Baba, perlomeno per quanto riguarda la fenomenologia e anche alcuni messaggi sull'amore. 

Se vogliamo andare indietro nel tempo, bisognerebbe scomodare Pitagora, o addirittura Gesù, volendo esagerare. Una volta lui e il pittore Renato Balsamo si trovavano a casa di Rol e Balsamo ha visto nella libreria di Rol alcuni volumi che parlavano dell'India e di Sai Baba. Senza che Balsamo avesse fatto commenti, Rol gli disse che quello che facevano alcuni guru indiani lo sapeva fare anche lui." Un guru, quindi, più che un sensitivo o un illusionista, almeno secondo le parole di chi gli è stato vicino.

Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno 1903 e vi morì nel settembre del 1994, a 91 anni. Era figlio del direttore della sede torinese della Banca Commerciale Italiana, dettaglio non da poco se si conta che il benessere economico in cui si è trovato Rol per tutta la vita è uno degli elementi su cui i suoi sostenitori fanno leva quando devono rispondere alle critiche. Rol non aveva bisogno di fare trucchi, perché era un uomo benestante.

Dopo la laurea in legge, anche Gustavo, come il padre, inizia a lavorare in banca, gira l'Europa e vive in parecchie città, tra cui Marsiglia, dove, tra il 1925 e il 1926, incontra un misterioso uomo che gli mostra alcuni giochi di carte e che, a quanto pare, impressiona parecchio il giovane Rol, che, dopo poco, entra per tre mesi in ritiro spirituale. 

"Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!" Risale al 1927 questa frase abbastanza criptica scritta da Rol sulla sua agenda, che diventerà un leitmotiv delle successive evoluzioni dei suoi esperimenti. "La quinta musicale è assimilabile all'OM indù," mi spiega suo cugino Franco. Questa scoperta segna l'inizio della consapevolezza-vissuta inizialmente come un dramma-della sua sensibilità fuori dalla norma. Dopo qualche anno Rol esce dal ritiro spirituale, diviene comandante degli Alpini e, finita la guerra, inizia a ricevere a casa sua e dar prova ad amici e conoscenti della sua natura particolarissima. "Il caso Rol viene spesso citato come una prova vivente del paranormale, viene esaltato da giornali e riviste, libri di parapsicologia, come un fenomeno di fronte al quale anche la Scienza non trova spiegazioni," scrive Piero Angela. 

Le "possibilità" di Rol, mi spiega Franco, si possono dividere in quarantanove tipologie, alcune delle quali sono assimilabili all'illusionismo. "Gli illusionisti non fanno altro che tentare di copiare le azioni degli sciamani, di riprodurre il paranormale con tecniche normali, ma i punti di contatto tra l'illusionismo e le azioni di Rol sono solo apparenti." Mi dice, inoltre, che questa fenomenologia si può a sua volta suddividere in due macrocategorie: "Una, quella spontanea dei prodigi che avvenivano nelle situazioni più impensabili... Veri e propri miracoli. Una volta, per esempio, si trovava con i coniugi Giordano in macchina e ad un incrocio stava per esserci un incidente, un impatto inevitabile. Invece l'impatto non c'è stato-come se la macchina fosse passata attraverso l'altra. E subito dopo raggi di luce uscirono dalle mani di Rol." Ma ci sono anche altri casi di smaterializzazione: "Una professoressa universitaria della Sorbona era sulla macchina con Rol nel tragitto da Parigi a Lione, e, appena fuori da Parigi, Rol disse che voleva essere a Lione in un quarto d'ora. Ebbene, in un quarto d'ora riuscirono ad essere, non si sa come, alla periferia di Lione," racconta Franco. "Questi aneddoti presi singolarmente non significano nulla, ma messi uno vicino all'altro mostrano una fenomenologia i cui elementi ritornano in diverse situazioni, come, peresempio, l'alterazione dello spazio-tempo."

L'altra categoria delle possibilità sono gli esperimenti: "Questa era la parte più scientifica, per così dire, delle possibilità di Rol. Lui non andava in trance, era sempre perfettamente cosciente. Questi esperimenti spesso iniziavano con le carte, che venivano usate da Gustavo in maniera matematica, come fossero un pallottoliere. Lui operava una serie di combinazioni matematiche sulle carte, senza nemmeno toccarle. Era come un direttore d'orchestra che dirigeva i propri musicisti. Gli esperimenti con le carte erano quelli di livello più basso, come diceva lui, erano l'ABC, quelli che riservava alle persone che conosceva poco o ai giovani," spiega il cugino.


L'interno della casa di Gustavo Rol, con uno dei suoi quadri su cavalletto. Per gentile concessione di Franco Rol.

"A casa aveva un salotto degli esperimenti, in cui aveva un grosso tavolo ovale attorno al quale gli ospiti si sedevano. Una carta scelta da me, da un mazzo che io ho verificato, e che avevo messo sotto un coperchio, è stata sparata fuori automaticamente da un altro mazzo che io avevo verificato." L'esperimento a cui ha assistito Franco non è molto dissimile da quello cui ha assistito lo scettico Piero Angela, che afferma: "Si può obiettare che la possibilità che un certo esperimento possa essere fatto o replicato con un trucco non significa necessariamente che l'esperimento originale sia truccato. Giusto. Ma allora è necessario che ci sia un controllo. Altrimenti si tratta di cose che non hanno alcun valore."

Angela, insomma, accusava Rol di non voler replicare o far registrare i propri esperimenti perché questi potessero essere osservati da esperti e da prestigiatori professionisti. La stessa critica gli viene mossa dagli altri scettici.

Ho parlato con il Mago Alexander, uno dei pochi prestigiatori che hanno conosciuto di persona Rol (anche se non ha mai assistito a un suo esperimento vero e proprio), abbiamo conversato di come lui si sia avvicinato, solo dopo aver conosciuto Rol, alla fisica quantistica e di come abbia intuito a posteriori le profonde similitudini degli esperimenti di Rol con le teorie quantistiche.

Alexander è estremamente lucido nell'analizzare le sue sensazioni sull'attività di Rol, anche se è evidente che l'argomento lo emozioni. "Pur avendo una carriera da illusionista," mi dice, "sono convinto che il fatto che io possa produrre un fenomeno apparentemente inspiegabile usando una tecnica non significa che questo fenomeno non possa essere prodotto in un'altra maniera. E più vado avanti con l'età più mi rendo conto che lo studio della realtà si rivela sempre meno meccanicistico ed esaustivo." Mi racconta poi della volta in cui Rol descrisse esattamente, nel dettaglio, un iter processuale per cui Alexander era passato e di cui, a detta sua, nessuno sapeva niente, tantomeno Rol. "Io sono esperto di una tecnica che si chiama Cold Reading," mi spiega Alexander. "Lettura a freddo, che è quella che usano i veggenti che leggono i tarocchi. Quelli bravi, a volte, ci azzeccano. Alcuni descrivono addirittura la camera della persona che sta telefonando.

Questa tecnica consiste prima di tutto nel direzionare le risposte dell'interlocutore, poi nel cogliere, nelle risposte, le inflessioni, le pause ed altri dettagli che facciano capire se sei sullla strada giusta. La psiche umana poi fa sì che l'interlocutore si ricordi solo dei dettagli che il veggente ha colto e rimuova le inesattezze, per cui si convince che gli abbiano letto la mente. Ecco, Rol con me non ha assolutamente applicato questa tecnica, non gli ho dato nessun appiglio, nessuna direzione, sono stato ben attento."

Il fisico Tullio Regge, che fa parte della fazione scettica, ha sempre messo in dubbio la veridicità degli esperimenti di Gustavo, basandosi sulla teoria di Martin Garner delle "forzature," ovvero "scelte nascoste e non visibili che lasciano il controllo in mano al mago," come ha dichiarato a Porta a Porta, nella puntata dedicata a Rol. Queste forzature possono essere assimilate alle condizioni che il prestigiatore Massimo Manca ha analizzato, che, a suo parere, aiutavano Rol a predisporre chi aveva di fronte, a credere alla veridicità degli esperimenti: secondo l'articolo di Manca (sempre sul numero 47 di Scienza e Paranormale), la costruzione del personaggio, il rapporto col pubblico, l'ambiente, il genere artistico degli esperimenti e gli effetti psicologici che questi avevano sul pubblico erano le chiavi per scoperchiare la loro vena illusionistica. "A seconda dell'uditorio che si trovava di fronte, lui dava diverse spiegazioni: avendo avuto davanti molti gruppi diversi, di diversa provenienza e sensibilità spirituale. La maggioranza delle persone che hanno parlato di Gustavo Rol, ha riferito spiegazioni basiche.

In generale lui spiegava le sue possibilità con la legge che aveva scoperto a 23 anni. La 'Coscienza Sublime,' come lui chiamava la sua condizione, è in grado di superare le barriere dello spazio, del tempo, della materia, di andare oltre tutto quello che conosciamo di umano. Lui si definiva la grondaia che convoglia l'acqua che viene dal tetto, e scrisse che non è la grondaia che dev'essere analizzata, ma l'acqua stessa e soprattutto la sorgente di quest'acqua," mi dice Franco Rol. "Si potrebbe facilmente rispondere che il prestigio (e il potere) che si ottiene convincendo gli altri di avere certe facoltà è forse ancora maggiore di quello che si può avere col denaro," afferma Piero Angela sempre nell'articolo su Scienza e Paranormale. Sempre sullo stesso numero, Tullio Regge descrive Rol come "Una personalità eccezionale e inimitabile, veri o falsi che fosseroi suoi esperimenti."

"'Ma il personaggio di gran lunga più interessante,' racconta Fellini 'che sta a sé, completamente fuori di questa galleria di fenomeni più o meno patologici, il personaggio portentoso è il dottor Gustavo Rol, di Torino. Anche lei certo ne ha già sentito parlare. Non si tratta di un 'mago' più dotato degli altri. È un signore civilissimo, colto, spiritualmente raffinato, che ha fatto l'università, dipinge, si è dedicato per anni all'antiquariato. Ma dispone di tali poteri che non si capisce come non sia famoso in tutto il mondo. Chissà, forse non è ancora venuto il suo momento. Quello che Rol sa fare è pauroso. Chi assiste prova la sensazione di un uomo che sprofonda in un abisso marino senza scafandro. È la testimonianza fascinosa e provocatoria di una trascendenza.'"

Questo è quanto scrive Dino Buzzati nel libro I misteri d'Italia, del 1978, in cui racconta anche degli incontri tra Rol e Fellini. "Rol ha conosciuto Fellini tramite un amico scrittore," mi dice suo cugino. "A quel tempo Fellini era in giro per l'Italia a cercare testimonianze, stava girando Giulietta degli Spiriti, e da quando incontrò Gustavo nacque una stima, un'amicizia, fino al punto che Fellini non faceva praticamente più nulla senza prima consultarlo."


Gustavo Rol durante uno dei suoi incontri nella casa di Torino. Per gentile concessione di Franco Rol.

Gli altri personaggi noti che Rol incontrò nella sua vita furono Einstein, Fermi, De Gaulle, D'Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dalì, Agnelli, Einaudi, Kennedy, per dirne alcuni. Si racconta che il suo incontro con Mussolini del 1942 non andò particolarmente bene, dato che fu mandato via in malo modo dopo aver predetto al Duce che gli italiani lo avrebbero allontanato nella primavera del 1945.

"Ho avuto la fortuna di contattare Albert Einstein, il quale [...] mi disse che la luce è l'ombra di Dio, perché tutto ciò che è materia proietta un'ombra scura, mentre Dio, quando si materializza, diviene luce." Giuditta Dembech, una giornalista e amica di Gustavo, ha raccontato di come Einstein sia rimasto impressionato da un esperimento che Rol fece al suo cospetto. Guarda caso lei e altri testimoni sono stati invitati al programma televisivo Porta a Porta per discutere del caso Rol, il che è esemplificativo della risonanza mediatica che questo fenomeno ha continuato ad avere anche a distanza di decenni dalla sua morte.

Giuditta in quella sede ha tentato di spiegare la frase riguardante la "Tremenda legge" scoperta da Rol in questo modo: "le leggi che noi conosciamo della maniera interagiscono con una forza nuova che nasce dall'unione di tre forze diverse, e cioè la vibrazione musicale, la vibrazione del colore e una vibrazione di temperatura che sorge dall'interazione tra queste due forze. Quando Rol soltanto mentalmente richiamava a sé questo stato, sapeva che da quel momento poteva interagire con le leggi della materia così come noi le conosciamo. Allora, dobbiamo accettare l'idea che noi della materia conosciamo soltanto una minima parte..."

Alexander si dichiara agnostico, ma mi dice che quando parlava con Rol molto spesso i loro discorsi andavano a confluire sul tema dello Spirito Intelligente, che alla fine è Dio, è la Provvidenza in senso manzoniano, quella immanente, dice.

"Rol vedeva nella realtà un disegno, e vedeva anche il disegnatore... Lui si riteneva un mezzo, un collettore di questo Spirito Intelligente, colui che raccoglieva dal varco aperto tra la realtà e lo Spirito."

Mi spiega che, dal punto di vista della meccanica quantistica, il fenomeno è assimilabile a quello dell'entanglement e che Brian Greene, uno dei fisici sostenitori della teoria delle stringhe, dice che, prima del Big Bang, tutto l'Universo era concentrato in un elettrone-qualcosa di più piccolo di un atomo, pura energia-e poi si è espanso. Nulla si crea e nulla si distrugge, insomma. "L'entanglement è qualcosa di intrecciato, che condivide la stessa natura. C'è stato un legame tra tutte le cose dell'Universo, e quel misterioso legame è stato in qualche modo mantenuto. Allora, senza scomodare Dio, anche una visione come quella di Rol, capacità speciali che gli permettessero di inserirsi nelle maglie di questi collegamenti, è in qualche modo concepibile anche da questo punto di vista." Franco Rol mi spiega che ci sono due ambiti utili per fare analogie, per inquadrare il ruolo che ha avuto Gustavo: l'ambito scientifico e quello umano.

"Lui è il Copernico del Novecento: come Copernico ha ribaltato la concezione geocentrica, allo stesso modo Gustavo Rol ha creato un nuovo paradigma, per cui la scienza e la religione si incontreranno di nuovo, com'era nell'antichità più remota, con i pitagorici, nell'età dell'Oro.

Ecco, lui ha presentito un'età dell'oro in cui non ci fosse più una separazione delle conoscenze. In secondo luogo, Rol entrava in comunione con l'intelligenza divina creatrice, con quella che lui chiamava Coscienza Sublime, e quando vi entrava in contatto passava in una condizione molto diversa da quella della coscienza normale. Diceva che da quel punto di vista le cose si vedevano come dalla cima di una montagna, che la morte non esiste, il caso non esiste, e che quando gli esseri umani si sarebbero resi conto di queste cose, avrebbero iniziato a comportarsi in maniera completamente diversa, avrebbero avuto realmente coscienza delle proprie azioni, del fatto che ogni singola azione ha una ripercussione sul Cosmo," afferma.

"Che poi, si tratta di amore... Rol diceva 'Ogni giorno di più, mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità.'"

E conclude: "Lui rappresenta uno dei primi esponenti di un nuovo ciclo, che in altri ambiti è già iniziato, di una nuova visione: l'uomo può essere molto di più di quello che è... Non dico che Rol sia stato un superuomo, perché lì rientra Nietzsche ed è un'altra cosa, ma insomma... diciamo che se fino ad oggi l'uomo è stato homo sapiens sapiens, Rol è stato sapiens al cubo." Nonostante l'ammontare delle testimonianze e degli elogi da parte di importanti personaggi del jet set del secolo scorso, Rol negli ultimi anni è rientrato nella penombra. Sembra che i media si siano dimenticati di lui e che quindi la sua figura, al contrario di quella di Sai Baba o di altri santoni già diventati iconici, rischi di rimanere confinata nel suo tempo. Per quanto mi riguarda, faccio ancora fatica a credere nei miracoli e il potere della suggestione su di me dura all'incirca quanto una puntata di Voyager. Rimane il fatto che le persone con cui ho dialogato mi sono sembrate veramente incantate da Gustavo Rol, e questo incanto, questa magia che la sua persona confluiva in chi gli stava accanto, è seriamente percepibile anche a posteriori. Come dice Tumblr, la magia è dappertutto, basta saperla guardare.