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Game of Thrones è finito nel peggiore dei modi

Ne 'Il Trono di Spade,' l'episodio finale di Game of Thrones, qualunque decisione è quella sbagliata.

di Noel Ransome
21 maggio 2019, 6:30am

Immagini via HBO.

Attenzione, l'articolo è pieno zeppo di spoiler sull'episodio finale di GOT.

Sei sopravvissuto a otto lunghi anni di Game of Thrones, e in qualche modo ti aspettavi di più. Ma questa non è più la serie che ha decapitato il suo protagonista principale prima della seconda stagione. Non è più la serie che ha ucciso diversi personaggi centrali nelle Nozze Rosse. Piuttosto, la più grande sorpresa dell'episodio finale, Il Trono di Spade, è che qualunque prevedibile evento è accaduto nel peggiore dei modi.

Gli spettatori si aspettavo che uno Stark sarebbe finito sul trono, ma è stato Bran-che-non-ha-mai-fatto-un-fico-secco il fortunato vincitore. Certamente tutti erano più o meno d'accordo che Daenerys andasse fermata dopo il suo momento da regina pazza nel penultimo episodio, ma è davvero bastato un discorsetto di Tyrion a convincere Jon Snow a pugnalarla con la scusa di un bacetto?

Mentre abbiamo tutto il futuro davanti per dire come un fenomeno mondiale è stato mandato in vacca nelle sue due ultime stagioni, è dolorosamente facile individuare gli elementi ovvi che hanno reso il finale così frustrante. Eccoli.

Inspiegabilmente, Bran è il nuovo re

Dovremmo davvero credere che bastasse semplicemente un ben piazzato suggerimento di Tyrion, uomo di cui tutte le parti in causa diffidano, a indicare Bran come la persona giusta per il trono? Dovremmo davvero accettare che alla fine di una serie, basata su intere stagioni di intrighi politici e rivolte contro schiavisti, il nuovo regnate sia stato scelto da un consiglio ristretto?

Anche perdonando tutto questo, non c'è nulla di gratificante nella scelta di Bran. Per tutta la quinta stagione, è stato un personaggio pressoché invisibile. Nella sesta, mordicchiava la corteccia di un albero e ripeteva allo sfinimento di essere il corvo con tre occhi e di non desiderare nulla. E adesso che il Re della Notte è stato sconfitto, in questa ultima serie non è stato fatto nulla per gettare delle basi che giustificassero la scelta del nuovo leader.

Quindi, ricapitolando: quel Bran che conosceva chiaramente passato, presente e futuro, ha passato intere stagioni a fissare silenziosamente gli altri personaggi, con la consapevolezza che era destinato a diventare re. Dimenticate le migliaia di persone abbrustolite da un drago. Dimenticate gli innumerevoli innocenti che avrebbero potuto salvarsi grazie alla sua lungimiranza. Bran sapeva che sarebbe successo. Non lo trovo giusto.

Daenerys meritava di più

Dopo un'accesa discussione con Tyrion, un Jon Snow molto provato dibatte con la zia Daenerys sul perché abbia raso al suolo Approdo del Re. Una cosa tira l'altra, Jon abbraccia Dany, la proclama per sempre la sua regina prima di baciarla. Poi la uccide.

È tutto così freddo e fuori dal personaggio a cui siamo abituati—stupidamente leale e attento all'etichetta—da riuscire a metterle una lingua in gola prima di pugnalarla. Dany, un personaggio complesso—che aveva perso la famiglia, la casa, un figlio, due draghi nell'arco di otto stagione—è sparito così, in un attimo. In questa serie è stata data un'opportunità di redenzione a chiunque, ma a Daenerys no.

Drogon è diventato un esperto di simbolismo?

Qualcuno mi aiuti a capire Drogon. In un episodio non riesce a fronteggiare una flotta di navi guidate da un pirata fuori di testa. Nell’episodio successivo non solo incenerisce le suddette navi, ma dà una bella arrostita a tutta Approdo del Re. Quando poi trova il corpo senza vita di sua madre, uccisa da Jon Snow, reagisce distruggendo il Trono di Spade con una fiammata di disperazione.

I draghi erano considerati armi inarrestabili, ma nell’ultima stagione di Game of Thrones le loro abilità sono state altalenanti. Un’arma indistruttibile rappresenta un bel problema da un punto di vista narrativo, se poi non è abbastanza forte da poter uccidere un personaggio simil-divino come Jon Snow. Ma è difficile non chiedersi perché Drogon non abbia rivolto la sua rabbia contro di lui, che aveva appena accoltellato sua madre. Invece, il drago trasforma il trono in una pozza di lava, annientando un simbolo che aveva provocato distruzione a non finire a sua volta. Soddisfacente? Sì. Stucchevole? Molto.

Brienne ha sprecato gli ultimi momenti

Mentre Game of Thrones finiva di servirci la sua minestra speziata al nord, Brienne indossava la stessa armatura dorata di Jaime. Ora è a capo della Guardia Reale e deve compilare il Libro Bianco, che tiene conto delle azioni di ogni singolo membro. Negli ultimi minuti, Brienne non designa se stessa come la prima donna cavaliere nella storia di Westeros. Non inizia neanche una pagina tutta sua. Ciò che fa, invece, è aggiornare la pagina di Jaime—lo stesso Jaime che l’ha mollata al freddo senza tanti complimenti—dipingendolo come un eroe e un testardo romantico.

È già abbastanza grave che in questa stagione il suo personaggio passi da donna orgogliosamente indipendente a donna dal cuore spezzato per colpa di un amante incestuoso. Ma far sì che i suoi ultimi momenti siano dedicati a quello stesso uomo è il peggior finale possibile per il più puro dei personaggi di questa serie.

Arya Colombo

Arya è partita sulla sua personalissima nave alla Cristoforo Colombo. Per chi non se lo ricorda, nella sesta stagione aveva chiesto a Lady Crane cosa ci fosse a ovest di Westeros: i confini del mondo. Arya aveva sorriso e detto che le sarebbe piaciuto vederli.

L’evoluzione di Arya è quella più facile da perdonare, nonostante sia bastata mezza conversazione con il Mastino per farle gettare all’aria anni di allenamento per diventare un'assassina professionista. È sempre stata una Stark che si rifiuta di accasarsi e ha senso immaginare per lei un finale su una barca diretta chissà dove. Ma questo epilogo fa sembrare parecchio inutile gran parte del suo percorso fin qui.

Jon e quel finale

Per cui insomma, dopo aver ucciso Daenerys, la punizione stabilita per Jon Snow—nonostante abbia tolto tutti da un impiccio di considerevole portata—è stata rispedirlo alla barriera. Per qualche ragione un uomo, la cui morte e risurrezione gli hanno permesso di marciare a sud e riprendersi Winterfell, diventare Re del Nord, allearsi con Daenerys e sconfiggere il Re della Notte, finisce la sua storia con un addio da bastardo?

Nel frattempo, Tyrion—che non ha compiuto nemmeno la metà delle sue gesta per il reame—si aggiudica il beneficio di diventare primo cavaliere del neo-incoronato Bran. Immagino che Jon sia davvero degno dello spirito di suo zio Ned, e, alla fine, è il suo onore che l’ha rimesso esattamente dov'era. Almeno ci abbiamo guadagnato una rimpatriata con Ghost.

Tyrion è primo cavaliere di Bran…?

Ok, Bran ha bofonchiato qualcosa sul fatto che Tyrion deve fare ammenda per tutti i guai che ha causato. Ma non suona un po’ come una formalità? Di che tipo di consigli avrà mai bisogno un tizio che può vedere nel passato, presente e futuro?

L’hanno davvero intitolato 'A Song of Ice and Fire'...

A un certo punto Tyrion fa la domanda che il resto di noi non ha coraggio di fare, “Che cos’è?” A quanto pare, è la storia delle guerre di Westeros a partire dalla ribellione di Robert, scritta dall’arcimaestro Ebrose e Sam che, per dirla con le sue parole, ha “aiutato a trovare il titolo.”

Così, assistiamo a uno dei momenti più stucchevoli della storia della TV. Voglio dire, sant’iddio. Io capisco che Benioff e Weiss sono riconoscenti all’opera di George R.R. Martin, ma era davvero una buona idea intitolare un libro interno alla serie A Song of Ice and Fire? Com'è possibile che qualcuno abbia scritto questa cosa e pensato 'geniale'? La dice lunga su questa sfortunata stagione.

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