Come la mafia italiana in America sta cercando di sopravvivere al proprio declino

L'età dell'oro di Al Capone, Lucky Luciano e John Gotti è lontana: la mafia italo-americana sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia. Per i clan statunitensi, però, la vita continua—tra operazioni nostalgiche e nuovi business.

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03 novembre 2016, 10:30am

[Illustrazione: Vincenzo Marino/VICE News]

"Scopri dove vive Anastasia. Recupera un po' di bombe a mano, e lanciagliele nella finestra di casa."

A metà degli anni Novanta, George Anastasia era un dead man walking. Giornalista per il Philadelphia Inquirer, era già uno dei massimi esperti di mafia italo-americana. Dopo avere scritto una serie di articoli sul boss locale dell'epoca, Giovanni "John" Stanfa, quest'ultimo diede mandato di farlo uccidere nell'abitazione dove viveva, insieme alla famiglia.

"Stanfa aveva lasciato l'Italia per gli Stati Uniti in età adulta," spiega oggi Anastasia, 69 anni, a VICE News. "Aveva portato con sé la mentalità siciliana per cui giudici e giornalisti dovevano essere ammazzati. La mentalità del 'o sei con noi, o sei contro di noi'." L'attentato tuttavia alla fine saltò, e Anastasia proseguì con il suo lavoro di giornalista per altri vent'anni. Anche adesso, pur in pensione, continua a scrivere di mafia.

I suoi ultimi pezzi si concentrano sulla figura di Joseph "Skinny Joey" Merlino, l'ultimo boss di 'Philly', forse l'ultimo vero gangster italo-americano negli Stati Uniti. Merlino è stato arrestato ad agosto durante una maxi-operazione che ha portato al fermo di 46 sospetti esponenti della criminalità organizzata negli stati di New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts e Florida.

"Ci siamo trovati davanti a un vecchio romanzo mafioso, dove estorsione, scommesse illegali, incendi dolosi, e minacce di 'pestaggi' si affiancano a crimini più moderni," ha commentato dopo gli arresti Diego Rodriguez, capo dell'ufficio newyorkese dell'FBI.

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A essere colpite sono state soprattutto le famiglie storiche de La Cosa Nostra (LCN): Genovese, Lucchese, Gambino, Bonanno. Alcuni dei nomi dei sospetti fermati sono pittoreschi, e riportano a un tempo in cui la criminalità organizzata di origine italiana era considerata dall'FBI come la minaccia principale all'ordine pubblico americano — tra gli altri, Anthony Vazzano detto "Muscles", Nicholas Vuolo detto "Nicky the Wig", Eugene O'Nofrio detto "Rooster".

La mafia arrivò in America insieme alla prima ondata di immigrati italiani, ed ebbe la sua prima età dell'oro durante il proibizionismo, quando i boss trovarono un modo semplice di lucrare vendendo sottobanco gli alcolici vietati. È questa l'era sanguinosa dei mafiosi vecchio stile: Al Capone, Lucky Luciano, Salvatore Maranzano, Joe Masseria, Vito Genovese, Frank Costello.

Rispetto ad allora, e al periodo degli anni Ottanta in cui John Gotti - asceso a capo della famiglia Gambino - divenne celebre per il suo stile esuberante e spigliato, catturando un'attenzione mediatica senza precedenti, la mafia americana appare oggi in declino.

I 'nickname' ancora utilizzati dai suoi membri sembrerebbero essere più che altro un afflato nostalgico legato a un tempo che fu, mentre le famiglie storiche continuano a essere decimate dalle operazioni dell'FBI. In un solo giorno, nel 2011, l'ufficio investigativo arrestò 110 persone in tutto il paese.

In questa via di Brooklyn aveva sede il Wimpy Boys Social Club, da dove gestiva i suoi affari Greg Scarpa, boss della famiglia Colombo. Oggi è stato rimpiazzato da un parrucchiere. Sul retro campeggia un murale raffigurante John Gotti insieme a Vito Corleone de Il Padrino. [Foto via: Google Street View]

Ciò nonostante, la mafia americana non è scomparsa. A maggio il corpo di un uomo con le "scarpe di cemento" e una Madonna tatuata sulla schiena è affiorato nella baia di Sheepshead, a Brooklyn. Sebbene un collegamento con la criminalità organizzata non sia ancora stato dimostrato, la tecnica utilizzata - la vittima è stata costretta a restare con i piedi dentro a un secchio di plastica riempito con più di 20 chili di cemento, prima di essere gettata in mare - sembra lasciare pochi dubbi.

Oggi, dunque, la mafia americana sembra essere sospesa in un limbo: da un lato c'è la fascinazione per i vecchi fasti, quelli raccontati ne Il Padrino e messi in atto dalle figure storiche della Cosa Nostra statunitense; dall'altro c'è un presente fatto di clan decimati, business sempre più ridotti, mafie rivali sempre più potenti — quella russa e cinese su tutte.

Per capire dove si trova la mafia americana oggi, abbiamo chiesto a George Anastasia - autore di diversi libri sul tema tra cui Blood And Honor, The Goodfella Tape e The Last Gangster - di delineare un quadro della situazione.

VICE News: Ritorniamo a quell'episodio, quando Giovanni "John" Stanfa aveva deciso di ucciderla. Come l'aveva scoperto?
George Anastasia: Stanfa chiese a un sicario, Sergio Battaglia, di comprare delle bombe a mano e farle detonare lanciandole dentro casa mia. Sapevano dove vivevo. Un giorno, anni dopo, Battaglia mi telefonò dal carcere e mi raccontò la storia. Nel frattempo era diventato un collaboratore di giustizia. "Volevamo ucciderti, ma non era niente di personale," mi disse. "Certo che è personale," risposi stizzito. "Ho due figli e una moglie, se lanci delle bombe a mano dentro casa mia è più che personale." Quando tutto era pronto per l'attentato, però, la famiglia di Stanfa rimase invischiata in una sanguinosa guerra con un clan rivale, ed ebbero cose più importanti di cui occuparsi di un singolo giornalista. Ed è così che sono qui a parlare con te oggi.

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La mafia americana ha subito un'evoluzione nel corso degli ultimi vent'anni. I recenti arresti, però, sembrano tratteggiare l'immagine di un movimento tuttora ancorato a un immaginario antico - legato in parte a crimini 'vecchio stile' come pizzo, incendi dolosi, estorsione - e a nomi di battaglia folkloristici. La mafia italo-americana è ancora quella dei gessati, dei borsalino e dei sigari di Al Capone e Lucky Luciano, oppure è definitivamente cambiata?
C'è stato un tempo in cui la mafia americana era più sofisticata di quella attuale, e questo riflette il cambiamento della comunità italiana nel nostro paese: oggi gli immigrati italiani negli Stati Uniti hanno le stesse opportunità di tutti gli altri. Possono diventare dottori, avvocati, educatori... così, quelli che oggi decidono di associarsi al crimine organizzato sono quelli che stanno sul fondo della scala sociale. I nickname che citavi sono una sorta di operazione-nostalgia, ma è certo che la maggior parte dei mafiosi americani d'oggi sono stati nutriti a pane e Padrino — le pellicole di Francis Ford Coppola sono paragonabili a film di 'formazione' per questa generazione di gangster. Quello che è certo, è che questi individui non sono neanche lontanamente intelligenti e raffinati come i boss di due generazioni fa.

Questo negozio di icone e fotografie a Manhattan, New York, un tempo era il punto di ritrovo del clan Genovese e del suo boss, Anthony 'Fat Tony' Salerno: era conosciuto come Palma Boys Social Club. [Foto via: Google Street View]

A proposito: durante gli arresti di agosto è finito nuovamente in carcere Joseph "Skinny Joey" Merlino, forse l'ultimo vero gangster di Philadelphia. Era l'ultimo di una generazione?
Merlino potrebbe anche essere l'ultimo di una generazione, sì. Tuttavia, credo che lui e John Gotti siano ancora figure in grado di ispirare i più giovani. Chi cresce nella mafia oggi non aspira a diventare Pasquale Il Baffuto, che guida un pick up pieno di soldi sporchi ma che nessuno conosce. Le nuove leve vogliono ancora essere riconosciute per la strada, incutere timore. È un cambiamento radicale rispetto ai vecchi tempi, ed è un cambiamento imputabile allo stesso Gotti.

A livello mediatico c'è dunque una mafia pre-Gotti e una post-Gotti, negli Stati Uniti?
Prima degli anni Ottanta, la mafia di Angelo Bruno e Carlo Gambino cercava di fare i soldi senza attirare troppa attenzione. Era una società segreta, che poi è il motivo per cui La Cosa Nostra è riuscita a prosperare e sopravvivere decennio dopo decennio. Quando è arrivato Gotti, il gangster-celebrità, sono tuttavia arrivati anche i titoli sui giornali, si sono accesi i riflettori. E questo surplus di attenzione ha portato al declino attuale della mafia italo-americana.

"La convinzione di essere più forti e più duri degli altri è scomparsa."

L'operazione di agosto è solo l'ultima di una lunga serie. La mafia americana è ancora in grado di rigenerarsi dopo operazioni di polizia così importanti? I vecchi boss cercano di tramandare il potere sui clan?
Quelli più intelligenti non vogliono coinvolgere i loro figli in questo tipo di affari. Detto ciò, non ci sono molte persone intelligenti tra i mafiosi. Molti di loro sono abbastanza ignoranti. Come dicevo prima, i mafiosi di un tempo erano diversi, più talentuosi: in un'altra epoca Angelo Bruno, boss di Philadelphia, sarebbe stato l'amministratore delegato di una compagnia. Una simile 'carriera' però, essendo lui siciliano, gli sarebbe stata preclusa. Oggi il mondo del lavoro è invece aperto agli italiani come a tutti gli altri, e i giovani capiscono che possono anche farcela senza 'la famiglia'. Così, i clan faticano a rigenerarsi.

Qual è stato il momento di svolta della lotta alla mafia americana? Il RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act) introdotto da Nixon nel 1970, che per la prima volta fornì un inquadramento legale alla lotta alla criminalità organizzata? La stagione dei pentiti?
Entrambe le cose. Da un lato, RICO fornì al governo uno strumento potente per attaccare la mafia: per la prima volta l'obiettivo era l'intera organizzazione e non più i singoli individui. Dall'altro, l'introduzione del programma di protezione testimoni diede a molti la possibilità di testimoniare in relativa sicurezza, cambiandogli identità, spostandoli altrove nel paese, garantendogli una nuova vita. Considera che a quel punto la mafia non era più uno stile di vita, ma solo un modo per fare soldi. Per questo molti decisero di diventare collaboratori di giustizia — il concetto di mafia era cambiato, e l'attaccamento alla 'squadra' non era più così forte.

Nella sera di Natale del 1985, pochi giorni dopo l'omicidio del boss Paul Castellano, circa duecento affiliati della famiglia Gambino si ritrovarono qui per rendere omaggio al loro nuovo capo — John Gotti. Oggi il Revenite, situato in Mulberry St., è diventato un negozio di scarpe. [Foto via: Google Street View]

A proposito di cambiamenti: c'era un tempo in cui la mafia aveva luoghi di ritrovo ben precisi, come il Wimpy Boys della famiglia Colombo o il Ravenite del clan Gambino. Oggi questi locali 'storici' sono stati rimpiazzati da nuove attività. La mafia americana gestisce ancora simili spazi di aggregazione?
Sì, credo ce ne siano ancora. Devi però considerare che la mafia riflette il comportamento della comunità italo-americana, che nel corso degli ultimi decenni ha lasciato le città per i sobborghi, trasformandosi da urbana a suburbana, e diventando parte della middle class. Le organizzazioni criminali hanno seguito questo processo di 'americanizzazione' — e se oggi gli italo-americani fanno meno gruppo tra di loro, anche i clan sono più disgregati.

L'indebolimento della mafia americana appare dovuto anchealla crescita di altre mafie etniche, come quella russa o quella latina. Esiste qualche forma di cooperazione tra queste organizzazioni criminali?
Se possono fare i soldi con questi gruppi emergenti allora tutto va bene, gli italiani ci stanno. Ma se i clan messicani o dell'Est hanno le pistole, e sono pronti a sparare, allora i mafiosi non premono più il grilletto. La convinzione di essere più forti e più duri degli altri è scomparsa. La mafia non ha la potenza di fuoco necessaria per rispondere a un eventuale conflitto. E così ora l'unica cosa che conta è fare soldi, non scontrarsi.

In questo spazio commerciale di Brooklyn che oggi ospita un ristorante vietnamita sorgeva il Tali's Bar, altro luogo di ritrovo 'storico' della famiglia Gambino. Il proprietario del vecchio bar, Michael DeBatt, venne ucciso con un colpo di pistola alla testa da un affiliato della famiglia Gravano durante un regolamento di conti. [Foto via: Google Street View]

Ma com'è la percezione della mafia da parte del pubblico americano, oggi? È un fenomeno dimenticato, oppure è diventato qualcosa di più simile a una 'commodity' di cultura popolare?
Penso che la mafia americana sia vista oggi come i cowboy dei western. Tutti conoscevano Jesse James e Billy the Kid. Ecco, credo che la Cosa Nostra abbia raggiunto quel livello di percezione a livello popolare. Per farti capire: da diversi anni sta andando in onda Mob Wives ("Le mogli della mafia"), un reality show di VH1 che segue le vite di sei donne dopo che i rispettivi mariti sono stati incarcerati per reati legati alla criminalità organizzata. Così se da un lato la mafia americana reale esiste ancora, il pubblico americano la collega soprattutto al Padrino, ai Soprano — più vicina a un fenomeno di cultura popolare che a una società segreta.

La mafia negli Stati Uniti potrebbe tornare a vivere un'età dell'oro?
Non credo che tornerà mai a essere la criminalità dominante che era un tempo. Quei giorni sono finiti. Tuttavia, credo che oggi la mafia abbia l'opportunità di rendere più solida la propria base, di trarre vantaggio da quello che sta succedendo. Ora tutti gli sforzi dell'FBI si concentrano sulla lotta al terrorismo, e se i mafiosi sono abbastanza intelligenti da tenere un profilo basso, penso possano ancora ritagliarsi uno spazio importante nella malavita.

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