Fai pace con l’erba grazie al saggio segreto di Carl Sagan sulla marijuana

”Sentimi bene tu, stronzo del mattino! Questa roba è reale!”

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20 aprile 2018, 11:17am

Composizione: Reddit

4/20 BLAZE IT — Come ogni anno, il 4/20 è la settimana della cannabis. Dai un’occhiata alla guida di VICE alla cannabis in Italia, ci siamo anche noi!

Carl Sagan era il classico personaggio super prolifico e con mille interessi diversi. È stato uno scienziato, ha scritto una ventina di libri divulgativi e racconti fantascientifici diventati best-seller, ha condotto programmi televisivi come Cosmos e ha scritto quasi 600 articoli scientifici. Oltre a fare tutte queste cose meravigliose era anche un grande fan della cannabis. Insomma, potrebbe essere citato come esempio virtuoso che chi fuma marijuana non deve per forza vivere parcheggiato sul divano completamente strafatto.

Prima di ammettere pubblicamente il suo utilizzo, Sagan aveva scritto un saggio firmato con lo pseudonimo di Mister X contenuto all'interno del libro Marihuana Reconsidered dello psichiatra Lester Grinspoon, pubblicato nel 1971. Il progetto iniziale di Grinspoon, che non aveva mai assunto la sostanza, era quello di trovare le giustificazioni scientifiche che avevano portato la cannabis ad essere dichiarata illegale.

Durante il lavoro di ricerca, tuttavia, Grinspoon si è convinto della tesi contraria: Marihuana Reconsidered è diventato un bestseller che smonta in modo autorevole le false credenze sulla pianta. La svolta è avvenuta anche grazie al suo caro amico Carl Sagan: il rapporto tra i due — e le numerose occasioni in cui hanno consumato cannabis per scopi ricreativi — è stato raccontato dal diretto interessato in una lunga intervista per Motherboard.

Ma torniamo a Mister X — che in Marihuana Reconsidered viene introdotto come professore qualificatosi come uno dei leader nel suo campo, di poco più di quarant'anni e che fuma cannabis da una decina d'anni. Nel saggio, tratta una serie di temi che abbiamo approfondito su queste pagine, come gli effetti della cannabis sulla fruizione della musica, sulla percezione dei sapori e sul piacere sessuale. Ma non solo: il testo contiene anche riflessioni su quanto il contributo dato da Sigmund Freud alla psicologia sia stato influenzato da sostanze psicotrope come la cocaina e si spinge addirittura ad esaminare la controversa questione del guidare da fatti.

A rendere veramente interessanti il saggio di Sagan, però, sono una serie di spunti illuminanti su come sfruttare al massimo le potenzialità psicotrope di una sostanza che oggi spesso viene snobbata da chi ricerca esperienze più forti con altre droghe, ma spesso rifiuta di farsi anche solo qualche tiro perché ha paura di andarsene in paranoia. Il testo descrive anche metodi per conservare le intuizioni avute da fatti e getta luce su come alcune scoperte scientifiche di Sagan sono state influenzate proprio dall'uso della cannabis. Dal racconto traspare una curiosità inesauribile nei confronti degli esseri umani e del cosmo ma, sopratutto, un animo gentile. Per questo motivo, trovo che sia uno dei testi più commoventi a tema erba che abbia mai letto. Esaminiamo qualche passaggio sperando che aiuti qualcuno a fare pace con la cannabis.

L'approccio iniziale di Sagan con la pianta parte con ”circa cinque o sei tentativi infruttuosi,” dopo i quali, finalmente, Il Signor X⁄Sagan riesce a sballarsi. In pratica, se ne va in fissa osservando le ombre proiettate sul soffitto da una pianta vedendoci un modellino di una Volkswagen. Ma il meglio viene quando prova a chiudere le palpebre, visualizzando immagini ogni volta diverse in quelli che definisce flash favoriti dall'amplificazione dei sensi. Sagan prova anche esperienze ”straordinariamente belle e toccanti”, contemplando la fiamma di una candela, a occhi nudi o attraverso un caleidoscopio — una volta intravede al suo interno addirittura il personaggio con mantello e cappello neri dell'etichetta della bottiglia della Sandeman. Ecco le sue considerazioni sulle visioni e intuizioni avute da fatto:

”Esiste una parte di me che produce e genera un tipo di percezione che nella vita quotidiana risulterebbe bizzarra; l'altra parte di me è una specie di osservatore. Una buona metà del piacere proviene da quest'ultima, che contempla l'opera del creatore. Sorrido, o a volte persino esplodo in fragorose risate osservando le immagini che si delineano all'interno delle mie palpebre. In questo senso, suppongo, la cannabis è psicotomimetica, anche se non ho incontrato quel panico o terrore che si accompagna a certe insorgenze psicotiche. Probabilmente perché sono consapevole della natura occasionale del viaggio, e di poter far ritorno qualora lo desideri.”

Sagan utilizza questi effetti, anche come metodo per verificare se è già sballato — e fornisce anche un'interessante teoria sull'origine e sulla natura delle visioni.

”Trovo che oggi un solo spinello è sufficiente per alterarmi. Di solito verifico questo stato chiudendo gli occhi alla ricerca di flash. Essi sopraggiungono con largo anticipo su qualsiasi modificazione visiva o di altra natura sensoriale. Ritengo che ciò avvenga perché il livello di disturbo visuale è molto basso a occhi chiusi. Un altro interessante aspetto teorico-informativo è la prevalenza — perlomeno nelle mie immagini-flash — di fumetti: solo profili di figure, caricature, non fotografie vere e proprie. Penso che sia una questione di concentrazione informativa; risulterebbe impossibile afferrare il contenuto totale di un'immagine mediante le possibilità offerte da uno scatto fotografico di una frazione di secondo, tanto è la durata di un flash. E l'esperienza-flash è progettata, se posso usare questa parola, per un istantaneo apprezzamento. L'artista e colui che osserva sono la medesima persona. Questo non significa che le immagini manchino di dettagli e di complessità straordinari.”

L'approccio di Sagan all'utilizzo della pianta è estremamente propositivo. In ogni caso, l'importante è non sottovalutare mai gli insegnamenti che si possono trarre dalle sostanze.

”Sono convinto che la cannabis (e probabilmente altre sostanze) ci procura autentici e validi livelli di percezione, che altrimenti, date le pecche della nostra società e del nostro sistema educativo, non sarebbero disponibili. Questo commento si applica non solo all'autoconsapevolezza e alle attività intellettive, bensì anche al modo di percepire le persone reali, come una marcata sensibilità nei confronti delle espressioni facciali, delle intonazioni e delle scelte verbali, che a volte consente a due persone di instaurare un rapporto talmente vicino da sospettare una sorta di telepatia.”

Questo vale tanto per le intuizioni sopraggiunte in stato alterato mentre fruisce opere d'arte quanto per le illuminazioni che riguardano la sfera esistenziale. Queste ultime lo portano a cogliere l'ipocrisia della visione del mondo che gli esseri umani si costruiscono per sfuggire al dolore:

”La cannabis ci porta alla consapevolezza che spendiamo le nostre vita ad allenarci a trascurare e mettere fuori uso le nostre menti. La sensazione di come è fatto veramente il mondo può fare impazzire; la cannabis mi ha trasmesso com'è la sensazione di essere “matto” e la consapevolezza che noi usiamo la parola “matto” per evitare di pensare a cose che sono troppo dolorose per noi.”

Il testo di Mister X. contiene anche la spiegazione del suo metodo per conservare le intuizioni dovute a stati alterati — e a come rivalutarle da lucido:

”C’è un mito sugli stati alterati: il consumatore ha l’illusione di possedere una grande capacità di comprensione, che non sopravvive all’esame accurato del giorno dopo. Sono convinto che questo sia un errore e che le intuizioni realizzate quando si è in stato alterato sono comprensioni reali; il problema principale è convertire queste comprensioni in una forma accettabile alla persona diversa che siamo quando non siamo alterati.”

Sagan si adopera per registrare i suoi pensieri su nastro o per trascriverli. Spesso l'operazione è frustrante: nel tentativo di preservarne almeno uno, finisce per perderne dieci per strada. L'importante, sottolinea, è parlarne con qualcuno o prenderne nota. Limitandosi a pensare che si deve ricordare l'intuizione, invece, questa verrà immancabilmente persa.

In questi memo indirizzati alla versione lucida di sé stesso del mattino dopo, il Signor X mette alla prova il buon funzionamento della sua testa, ricordandosi il nome di vecchi compagni del liceo a cui non ha più pensato negli ultimi trent'anni o descrivendo un libro riposto in un'altra stanza. Ecco uno dei passaggi più divertenti a riguardo:

”Se al mattino mi trovo davanti un messaggio dal me stesso della notte precedente che mi informa dell'esistenza di una realtà a malapena percepita, o della possibilità di divenire un tutto con l'universo, o addirittura che certi politici sono uomini profondamente terrorizzati, potrei tendere a non credervi. È per questo che tengo sempre un nastro in cui mi esorto a prendere sul serio quelle osservazioni. Dico 'Ascolta bene tu, stronzo del mattino! Questa roba e reale!'”


Passiamo ora alle parti che descrivono il rapporto del Sagan sotto effetto di cannabinoidi con la scienza. Come prima cosa, Mister X. ammette che quando fuma non ha nessunissima voglia di occuparsi di astronomia ma che anzi le sue intuizioni riguardano campi di indagine diversi dal suo abituale, ecco un aneddoto estremamente affascinante:

”Posso ricordare un’occasione in cui, mentre stavo facendo una doccia con mia moglie mentre ero in stato alterato, ho avuto un’intuizione sulle origini e le invalidità del razzismo espresse in termini di curve gaussiane. [...] Ho disegnato le curve con il sapone sulla parete della doccia e sono andato ad annotare l’idea. L’idea mi ha condotto ad altre idee ed alla fine, dopo circa un’ora di lavoro estremamente impegnativo, mi sono accorto che avevo scritto undici brevi saggi su una vasta gamma di problemi sociali, politici, filosofici, biologici ed umani.”

Parte di quel materiale, continua Sagan, è finito in lezioni universitarie, in conferenze e nei suoi libri. Ne possiamo quindi dedurre che, in qualche modo, avrà retto alla prova da lucido. Sagan racconta anche di come si sforzi di andare contro alla sua tendenza di divagare fuori dai suoi principali campi d'indagine, imponendosi di indirizzare I'attenzione verso una serie di problemi complessi attinenti alla sua attività — anche quando è fatto:

”Ho scoperto, ad esempio, di essere in grado di accostare tra loro una serie di fatti empirici, che a un primo esame appaiono reciprocamente inconciliabili. [...] In seguito, nel tentativo di immaginare un modo per riconciliare i dati disparati, ipotizzo una soluzione motto bizzarra, una a cui di sicuro non avrei mai pensato nei momenti di sobrietà. [...] ne derivano nondimeno delle conseguenze che sono verificabili sperimentalmente. Che è poi la caratteristica di qualsiasi teoria accettabile.”

Sperando di avere fornito degli spunti interessanti su come le intuizioni da fatti possono influenzare il lavoro di chi svolge ricerca in ambito scientifico, concludo questo esame del saggio di Carl Sagan/Mister X proprio con una sua ipotesi di rapporto matematico per definire il grado di sicurezza delle droghe psichedeliche. Grazie Mister X. per averci insegnato che spesso la comprensione del cosmo si trova solo a un tiro di canna da noi.

”Un aspetto molto interessante nella cannabis: ogni boccata di fumo è una piccola dose; il tempo che intercorre fra I'inspirazione e l'effetto avvertito è breve; e non si sente il desiderio di aumentare la quantità una volta raggiunto l'inebriamento. Ritengo che il rapporto (R) tra il tempo necessario per percepire l'effetto e quello richiesto per assumere una dose aggiuntiva rappresenti un valore numerico importante. R è molto grande nell'LSD (che non ho mai preso) e abbastanza piccolo nella cannabis. I valori bassi di questa variabile dovrebbero indicare il grado di sicurezza delle droghe psichedeliche. Quando la cannabis sarà legalizzata, spero di vedere questo rapporto tra i parametri stampati sulla confezione. Mi auguro che quel giorno non sia lontano.”

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