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Il cartello di narcos più violento del Messico si sta espandendo in modo incontrollabile

Il cartello Jalisco Nueva Generación ha stretto un'alleanza nel nord del paese e ha creato una sorta di succursale che si sta infiltrando nel sud degli Stati Uniti.

di Eduardo Villa
14 ottobre 2016, 9:07am

Immagine via YouTube

Un conflitto fra tre tra i principali cartelli del narcotraffico in Messico sta infiammando la frontiera settentrionale del paese. E Tijuana, nella Baja California, è il trofeo di guerra più ambito.

È lì che le autorità hanno calcolato che gli omicidi tra gennaio e agosto di quest'anno sono stati 518, e le stime non danno spazio all'ottimismo — si teme si possa arrivare ai livelli del 2008 e del 2010, quando la delinquenza ha toccato il suo punto più alto.

Le ragioni di questa recrudescenza sono da addebitare all'arrivo sulla scena, nel 2015, del cartello Jalisco Nueva Generación: le autorità di Tijuana, infatti, ritengono esista un'alleanza fra i Jalisco e ciò che resta del cartello De Los Arellano Félix (CAF).

Il risultato di questa comunione d'intenti sarebbe stato la creazione del cartello Tijuana Nueva Generación (CTNG), una specie di succursale del gruppo di fuoco più mortale degli ultimi tempi.

Già in un recente reportage di VICE News, a cura di Tania Montalvo di Animal Politico, si dava conto della presenza del CJNG in 14 stati del paese, superando i livelli d'espansione del famigerato cartello di Sinaloa.

Grazie ad alcuni report della procura federale e dell'intelligence della polizia locale, è possibile avanzare delle ipotesi sulla nascita di questo super-cartello.

Si pensa che alcuni membri del CJNG, capeggiato da Nemesio Oseguera 'El Mencho', avrebbero contattato gli Arellano Félix per costituire un fronte comune contro il cartello di Sinaloa, approfittando della cattura del loro capo, Joaquín 'El Chapo' Guzmán — una versione confermata dai narcomantas di Tijuana, gli striscioni scritti e appesi per strada dai clan, che parlano di unione delle forze fra i cartelli.

Ma facciamo un passo indietro — al 2014, quando l'ultimo grande capo del CAF, Fernando Sánchez Arellano - detto 'El Ingenieri' - è stato arrestato al termine di un'operazione militare che lo ha sorpreso in casa a guardare Messico-Brasile nei pressi di Tijuana.

È stato allora che uno dei cartelli più temuti degli anni Novanta ha perso il suo ultimo grande boss, costringendo la sua famiglia a cercare un modo per sopravvivere per non sparire del tutto. E una delle opzioni in campo era allearsi con un altro attore del mercato, in quel momento in forte espansione.

Un anno dopo, nel 2015, l'antidroga americana (DEA) informava del fatto che il CJNG stava diventando il gruppo più influente del paese, e stava concentrando le sue forze verso il nord — proprio nella zona di Tijuana.

Non è difficile comprendere perché il cartello fosse particolarmente interessato a quella regione: il nord è - ovviamente - la parte di Messico più vicina agli Stati Uniti, e Tijuana, in particolare, è un ottimo corridoio per San Diego e Los Angeles — così da invadere i loro mercati e soddisfare l'alta domanda di narcotici degli USA, per poi smistare l'offerta per il Nord America da lì.

Tijuana, poi, è un feudo storico dei Sinaloa — cosa che ha costretto i nuovi boss a giocare particolarmente duro. L'ultimo messaggio arrivato ai media - per esempio - risale solo a metà settembre, quando un tijuanese ha allertato la polizia del ritrovamento di una testa mozzata con un biglietto verde.

Si trattava del cranio del capo della polizia di Tecate, comune vicino Tijuana. Ed era ovviamente un messaggio del Càrtel Jalisco Nueva Generación e della loro nuova creatura, il Tijuana Nueva Generación.

La DEA sospetta che il CJNG stia espandendosi anche in California, in concomitanza con l'aumento del flusso di droga nello stato, tant'è che stando al segretario di Pubblica Sicurezza della Baja California, Daniel de la Rosa Anaya, i casi do overdose da eroina sarebbero cresciuti del 500 per cento dal 2015 al 2016.

I 500 e più morti caduti nella guerra per il controllo di Tijuana sono parte dei 690 registrati nella zona, facendone il settimo stato con più omicidi e il quinto per assassini ogni 100mila abitanti — dopo Morelos, Chihuahua, Guerrero e Sinaloa.

Leggi anche: Come il Jalisco Nueva Generación è diventato il cartello più violento del Messico


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