Pubblicità
droghe

Ecco la versione italiana del sondaggio sulle droghe più importante del mondo

Anche l’Europa ha il suo sondaggio sul consumo di droghe. Per la prima volta partecipa anche l’Italia.

di Flavia Guidi
26 marzo 2018, 5:53am

Foto via Unsplash.

Da due anni, anche l’Europa ha una sua ricerca sull'uso di droghe droghe: si tratta dell’European Web Survey on Drugs, il test che si propone di ottenere una panoramica sui consumi europei.

La novità di quest’anno è che per la prima volta partecipa anche l’Italia. Fino al 20 aprile, sarà possibile infatti rispondere in modo anonimo al sondaggio online e dare il proprio contributo alla ricerca. Basta andare sul sito della "Survey europea sulle droghe" e compilare il test, diviso in due parti.

Mentre la prima è composta da domande generiche che sondano la familiarità del partecipante con diverse droghe e la sua opinione sui vari tipi di consumo, nella seconda viene chiesto—per le sostanze che si è dichiarato di usare—quanto spesso vengono usate, se da soli o in compagnia, dove vengono acquistate, a che prezzo.

“Si tratta di un test anonimo, laico e assolutamente non moralizzatore,” mi spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice del laboratorio di Epidemoliogia IFC-CNR e responsabile dello studio per l’Italia. “Il fatto che si entri così tanto nel dettaglio deriva proprio dalla specificità di questo studio: un test rivolto ai consumatori, con l'obiettivo di capire come le sostanze vengono consumate e con quale livello di consapevolezza. A differenza di quello che avveniva con altri tipi di ricerche in Italia, con questo non vogliamo capire quanto le droghe sono diffuse, ma le specificità del loro consumo, in modo da poter elaborare dei programmi di educazione al rischio correlato al consumo.”

È proprio l'aspetto dell'educazione a essere alla base della ricerca, soprattutto per quelle sostanze sulle quali sia esperti che consumatori ancora sanno molto poco. Se infatti, come mi spiega Molinaro, oltre il 70 percento dei consumatori fa uso prevalentemente di cannabis, l’altro 30 percento si divide di base tra chi fa uso di cocaina, una minoranza che fa uso di eroina, e soprattutto un’altra minoranza che usa qualsiasi sostanza sul mercato—un mercato in continua evoluzione e con il quale anche gli esperti faticano a stare al passo.

“In questi ultimi anni abbiamo osservato l’ingresso sul mercato di quelle che vengono definite NSP (nuove sostanze psicoattive). Si tratta di sostanze che imitano le droghe illegali che conosciamo da sempre, ma che di fatto sono completamente chimiche, fatte all’occorrenza, e con una vita estremamente breve: vengono immesse sul mercato e, il tempo di identificarle, tabellare e renderle illegali, già non esistono più, sostituite da sostanze simili.”

Se per quanto riguarda queste sostanze il contributo di chi si sottopone al test assume un valore ancora più importante, non è questo l'unico fronte su cui il mercato delle droghe si è evoluto. “Negli ultimi anni, attraverso uno studio che facciamo nelle scuole, abbiamo rilevato una crescita importante dello Spice tra i ragazzi, che si è preso una buona fetta di mercato della cannabis. È fondamentale per noi aggiornarci sui cambiamenti nel campo delle droghe, imparare dai consumatori come questo cambia e agire nel campo dell'educazione.”

In Italia, del resto, di educazione sul tema delle droghe è palese ci sia un ingente bisogno. Da una parte l'informazione che passa attraverso i media è spesso allarmistica e superficiale—quando non completamente errata. Dall'altra le scuole, mi dice Molinari, sembrano non disporre di fondi da dedicare al tema: "Mentre qualche anno fa ancora esistevano dei programmi di prevenzione sulle droghe, oggi questi sono lasciati alle iniziative spontanee di pochi professori, che si informano e a loro volta informano gli studenti." Non sarà facile vedere un cambiamento sul breve termine, ma intanto puoi dare il tuo contributo alla ricerca partecipando al sondaggio.

Segui Flavia su Twitter.