Un gruppo di scienziati ha svelato il mistero dell'eclissi di luna più inquietante degli ultimi mille anni

La notte del 5 maggio 1110, la Luna è scomparsa dal cielo durante un "anno disastroso" di carestia e maltempo.
20 maggio 2020, 6:00am
​Castillo Caudilla, Spagna. Immagine: vpogarcia
Castillo Caudilla, Spagna. Immagine: vpogarcia.

Circa 900 anni fa, un osservatore in Inghilterra ha assistito a un'eclissi di luna totale che si è trasformata in un evento terrificante. Nonostante il cielo notturno fosse sereno e pieno di stelle, la Luna era scomparsa del tutto.

Durante l'eclissi la Luna era "talmente oscura, che né luce, né contorno, né altra parte di essa era visibile," si legge nel manoscritto in cui l'osservatore racconta l'evento, Le Cronache di Peterborough. Inoltre, scrive, la Luna nera "è durata fin quasi all'alba e poi è ricomparsa luminosa." Nei quasi mille anni successivi, nessuno è riuscito a trovare una spiegazione esaustiva di quanto accaduto la notte del 5 maggio del 1100.

Per spiegare cosa abbia potuto causare il fenomeno, un team di scienziati ha esaminato anelli degli alberi e sezioni di ghiaccio e ha scavato negli archivi storici. Nel paper pubblicato di recente su Scientific Reports, i ricercatori suggeriscono che una "sequenza 'dimenticata' di eruzioni vulcaniche" avvenute tra il 1108 e il 1110, probabilmente originatesi dal Monte Asama in Giappone, abbia gettato un "velo di polvere" sull'Europa, finendo per accrescere l'effetto visivo dell'eclisse.

"Sono fortunato a poter lavorare con vecchi alberi, testi antichi e carotaggi del ghiaccio," ha detto l'autore principale dello studio, Sébastien Guillet, un paleoclimatologo dell'Università di Ginevra, via email. "Mi sembra di viaggiare nel tempo."

Ma ci vuole molto tempo e concentrazione per accumulare dati dai ghiacci e dagli anelli degli alberi, senza contare il tempo dedicato a scovare preziose informazioni tra le fonti storiche dell'epoca. "Capita di passare giornate intere a leggere vecchi testi senza trovare niente di rilevante sul clima o sul meteo," ha detto Guillet. "Devi essere molto paziente."

Per fortuna, gli sforzi del team, che sono iniziati nel 2016, sono culminati in un'affascinante raccolta interdisciplinare di dati. Come sottolineano gli autori, le "eclissi di luna totali più oscure" registrate a partire dal 1600 "sono tutte legate a grandi eruzioni vulcaniche e le Cronache di Peterborough offrono "uno dei resoconti più dettagliati che abbiamo delle eclissi lunari avvenute tra il 500 e il 1800." Da lì è iniziata la ricerca di eventi vulcanici coevi a ogni eclisse.

Guillet e colleghi hanno cercato indizi di una grande eruzione in carote di ghiaccio estratte dalla Groenlandia e dall'Antartide, che conservano moltissime informazioni sul clima e su fenomeni naturali di grande portata, attività vulcaniche comprese.

Il gruppo ha studiato i picchi di aerosol solfati nelle sezioni di ghiaccio risalenti a prima e durante l'anno 1110, un valore che indica la diffusione dei fumi di un'eruzione nella stratosfera. Quando hanno paragonato i dati a quelli di altre eruzioni note, questa eruzione era la settima per quantità di zolfo immesso nell'atmosfera.

Per confermare queste osservazioni, i ricercatori hanno poi osservato gli anelli degli alberi relativi allo stesso periodo. Gli anelli—la cui crescita è condizionata dal clima—suggerivano che l'anno 1109 era stato particolarmente freddo e piovoso in Europa occidentale, un'anomalia potenzialmente causata o inasprita dagli effetti globali di un'eruzione che immette cenere e polvere nei cieli.

A conferma finale, poi, c'erano i riscontri storici. In Irlanda, le persone digiunavano e facevano offerte a Dio perché "scacciasse la pioggia e il cattivo tempo in estate e autunno," stando al manoscritto Annali di Inisfallen. In Francia, i raccolti andati male e la fame hanno "ucciso molte persone e ridotto in povertà i ricchi," si legge nelle Cronache di Morigny. Intanto, nelle Cronache di Peterborough, si legge che il 1110 è stato "un anno disastroso."

Il colpevole più probabile dell'eruzione sembrerebbe essere il Monte Asama, un vulcano tuttora attivo in Giappone. La catastrofica eruzione del 1108 è documentata in un diario intitolato Chūyūki, dello statista Fujiwara no Munetada.

Ovviamente, serviranno altri studi e ricerche per rintracciare e confermare l'origine del velo di polvere nella stratosfera, così come è possibile che siano state diverse le eruzioni che hanno contribuito a quell'"anno disastroso" di fame e inquietanti cieli oscuri.

Ad ogni modo, questo studio ci ricorda ancora una volta che il nostro pianeta e le sue civiltà sono profondamente interconnesse. Un disastro naturale in un angolo di mondo può gettare nel caos comunità a migliaia di chilometri da lì, e può far 'scomparire' la Luna in una notte stellata.

"Ci sono le tracce di moltissime eruzioni nei ghiacci profondi e diverse non sono mai state studiate in dettaglio," ha concluso Guillet. "C'è tanto lavoro da fare ancora per comprendere l'impatto delle eruzioni sul sistema climatico e sull'impatto che hanno avuto sulle società del passato."