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Gli abitanti della città più inquinata del mondo credono di depurarsi con "cocktail di ossigeno"

Gli annunci pubblicitari per questo drink promettono che "un cocktail di ossigeno equivale ad una camminata di tre ore in una foresta incontaminata".

di Jelisa Castrodale
03 maggio 2018, 3:17pm

Foto via Flickr di Clay Gilliland

Ulaanbaatar (Ulan Bator), la capitale della Mongolia con poco più di un milione di abitanti, è diventata la capitale più inquinata del mondo, superando Pechino e Nuova Delhi, che hanno entrambe 20 volte il numero di abitanti. A dicembre, quando le temperature scendono anche fino a -40 gradi, i livelli di inquinamento atmosferico sono cinque volte peggiori rispetto alla storicamente inquinatissima Pechino, in gran parte a causa del numero di stufe a carbone a cui fanno affidamento i residenti più poveri.

Il New York Times stima che, nel peggiore inverno, una sola famiglia possa bruciare oltre 2.000 chili di carbone ogni mese. Dal momento che le temperature medie sono sotto lo zero per sette mesi all'anno, nonostante gli avvertimenti e gli interventi del World Health Organization (WHO), la situazione non sta migliorando. Così molti residenti soffocati dallo smog si affidano a metodi alternativi per ottenere ossigeno non contaminato, come scolarsi dubbiosi "cocktail d'ossigeno".

Agence France-Presse riferisce che i mongoli si stanno appassionando a bevande come “infusi di ossigeno" e "tè del polmone" per cercare di rinforzare i loro condotti bronchiali e proteggersi dall'aria inquinata che respirano ogni giorno. L'agenzia afferma che le pubblicità di queste bevande probabilmente inefficaci promettono che "un cocktail di ossigeno equivale ad una camminata di tre ore in una foresta incontaminata" e negozi di generi alimentari vendono ossigeno in scatola che giurano trasformeranno normali bicchieri di succo in cocktail ricchi di ossigeno.

Nel frattempo, i produttori dei cosiddetti tè del polmone come Enkhjin, Ikh Taiga e il Dr. Baatar sostengono che i loro prodotti sono capaci di filtrare gli inquinanti dalle vie respiratorie dei loro clienti. "Prima toglie dal sangue le tossine, poi le trasforma in muco, e poi tutte le piante contenute nel tè aiutano a rafforzare il sistema immunitario umano", ha detto Baatar Chantsaldulam, CEO del Dr. Baatar.

Sebbene i mongoli siano ottimisti - specialmente le donne in gravidanza - riempiendo i loro carrelli della spesa con queste bevande, WHO è meno entusiasta di loro. "Non abbiamo alcuna prova scientifica del fatto che forniscano qualche beneficio", ha detto a AFP Maria Neira, capo del dipartimento di sanità pubblica del WHO. "Quello che l'organizzazione sa" ha detto "è che l'unico modo per migliorare la salute dei polmoni dei cittadini è ridurre sia l'inquinamento atmosferico della città e ridurre la loro esposizione a quell'aria irrespirabile."

Sfortunatamente, sta diventando una prospettiva sempre più inverosimile. Negli ultimi 30 anni, il 20% dell'intera popolazione si è trasferita a Ulaanbaatar, e molti di loro sono agricoltori sfollati, pastori e residenti delle campagne che sono venuti in città per trovare lavoro. Sono troppo disperati per vivere nel deserto del Gobi, ma troppo poveri per permettersi un alloggio, quindi vivono in gers, tende da una stanza riscaldate da stufe a carbone che possono essere costruite, o smontate, in un paio d’ore.

Secondo Newsweek, ci sono più di 180.000 gers in città, e tutto quel carbone (o legna o spazzatura può essere bruciato per riscaldarsi durante quegli inverni gelidi) è responsabile della maggior parte dell'inquinamento atmosferico; WHO stima che l'80 percento degli inquinanti presenti nell'aria di Ulaanbaatar provenga da stufe di ger, contro il 10 percento dai trasporti, il 6 percento dalle centrali elettriche e il 4 percento da "rifiuti solidi".

Il Times riporta che a gennaio il primo ministro Ukhnaagiin Khurelsukh ha annunciato che il trasporto e l'uso del carbone grezzo a Ulaanbaatar saranno banditi dopo aprile 2019 (questo ha generato molte preoccupazioni perché causerà un'altra crisi economica tra coloro che estraggono, vendono e trasportano carbone). Nel frattempo, il progetto Ulaanbaatar Clean Air sta facendo il possibile per aiutare, cercando di sostituire le stufe a carbone dei residenti di Ger con modelli più puliti e più efficienti dal punto di vista energetico. Sta anche cercando di fare pressione sul governo per cercare opzioni abitative permanenti a prezzi accessibili per questa parte della popolazione.

"Ulaanbaatar potrebbe essere la capitale più fredda del mondo, ma non deve essere anche la più inquinata", ha dichiarato Coralie Gevers, Country Manager della Banca Mondiale per la Mongolia. "Migliorare la gestione della qualità dell'aria a Ulaanbaatar e ridurre le concentrazioni di inquinamento impedirebbe malattie, salvarebbe vite umane ed evitarebbe enormi costi sanitari ".

È un problema molto più grande di un cocktail di ossigeno in scatola.

Questo articolo è originariamente apparso su Munchies US.

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