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Qualche domanda al Sun su Napoli e la mappa delle città più pericolose al mondo

Davvero, The Sun?
19 luglio 2017, 12:45pm

Da ieri è praticamente impossibile non imbattersi nella mappa del Sun, il popolare tabloid inglese di proprietà di Rupert Murdoch, sulle undici città più pericolose al mondo. Il motivo è semplice: accanto a posti devastati da guerre di vario tipo e rivolte, c'è pure Napoli.

Ora, non è un mistero che buona parte delle notizie da colonna destra dei quotidiani italiani provenga dai tabloid britannici. Senza farsi troppe domande, tendenzialmente si prende, si traduce alla buona e lo si schiaffa sui social. Ma questa volta, probabilmente per l'assurdità del tutto, l'articolo non è stato preso come oro colato ma persino criticato.

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ad esempio, ha parlato di un "giudizio falso e superficiale da parte di chi evidentemente non ha mai passato un solo giorno della sua vita a Napoli." Sono usciti diversi editoriali variamente indignati. Anche l'ambasciata italiana a Londra è intervenuta, parlando di "fake news" e di "colpo di sole" del Sun.

Chiaramente, nessuno ha mai negato che a Napoli ci siano problemi—specialmente negli ultimi anni, con l'ascesa di nuovi e giovani boss che, tra le altre cose, sono affascinati dall'estetica dell'Isis (che ha la sua base a Raqqa, ma non penso che il Sun si riferisse a questo aspetto accostando le due città). Eppure, leggendo l'articolo, mi sono fatto alcune domande.

Domande alle quali sono riuscito a darmi delle risposte più o meno soddisfacenti e che penso sia giusto condividere con voi. Nel caso ci sia qualcuno ancora nel vortice del dubbio.

1) ESATTAMENTE, COM'È NATA L'IDEA DI FARE QUESTO PEZZO?

Mi immagino la riunione di redazione del Sun.

Mail dell'editor A: "Ciao a tutti, vi ricordo che sta per scadere l'abbonamento con l'agenzia fotografica. Cerchiamo di sfruttarlo finché ce l'abbiamo, mi raccomando. PS: Chi ha lasciato quel tupperware con il cibo ammuffito in frigo è pregato di toglierlo."

Reazione dell'editor B: "Ok raga avete sentito, facciamo un po' di pezzi con tante foto."

"Tipo?" chiede l'editor C. "Una cosa come 'Da McDonad's servono bevande, letteralmente, di merda?"

"No no quello l'abbiamo già fatto," risponde l'editor D.

"Allora una cosa più leggera, tipo 'Le migliori spiagge dove andare questa estate?" chiede l'editor B (non vado avanti con l'alfabeto perché non sappiamo se la redazione online del Sun è così grossa).

"No, fatto pure quello. Oh: qualcosa sulle CITTÀ PIÙ PERICOLOSE DEL MONDO?". Grazie, editor D. Dopodiché devono aver fatto un brainstorming di questo tenore: "Ok, allora ognuno pensi a una città pericolosa, la prima che gli viene in mente"; e poi devono aver messo in fila tutti i risultati in una chat di Slack come se stessero giocando a "nomi, cose e animali."

È allora che qualcuno ha pensato a Napoli. Dev'essere andata così, perché non ci sono altre spiegazioni.

2) COSA VUOL DIRE "VA' FA NAPOLI"?

Alla fine del breve pezzo l'autore scrive che Napoli ha una reputazione così brutta che "in italiano la frase per mandare al diavolo qualcuno è 'va' fa Napoli'."

Ok: non sono napoletano quindi correggetemi se sbaglio; ma questa frase non l'ho mai sentita. Pare che la dicessero gli italiani immigrati negli Stati Uniti, ma stiamo parlando dei bisnonni o trisnonni delle persone che oggi chiamano i loro pappagalli "Pesto". Forse è una roba che si dice fuori dall'Italia o una roba che fuori dall'Italia pensano si dica in Italia. Ho controllato su Urban Dictionary ed effettivamente la voce "va fa Napoli" c'è:

Italian for "go to hell". Literally translated it means "Go to Naples".

Forse il processo mentale è: Napoli ha una reputazione così cattiva che all'estero pensano che in Italia si dica va fa Napoli per dire vai all'inferno. O forse all'estero si dice direttamente va fa Napoli per dire vai all'inferno. Insomma, forse usano questa frase nello stesso modo in cui ho sentito usare "ciao bella" a Jay Z in questo pezzo. Forse la chiave di tutto sta in questa scena di Friends.

Non ne ho davvero idea. E probabilmente non ce l'ha nemmeno l'autore del pezzo.

3) CHE SENSO HA IL PARAGONE CON LE ALTRE CITTÀ CITATE?

Tipo: Raqqa. È in Siria. È occupata dall'ISIS. È la roccaforte dell'ISIS in un paese già distrutto da svariati anni di conflitto.

Oppure: Mogadiscio, in Somalia, dove c'è una guerra civile che dura da oltre vent'anni.

Oppure: Caracas, in Venezuela, dove qualche settimana fa un elicottero ha lanciato delle granate sul palazzo della Corte Suprema.

Oppure: Kiev, dove le proteste violente per strada sono finite giusto tre anni fa. Oppure: Grozny, in Cecenia, che è stata praticamente rasa al suolo un decennio fa dall'esercito russo dopo una campagna militare contro dei ribelli jihadisti, e ora è guidata da una specie di fantoccio di Vladimir Putin che di recente ha dichiarato che "non ci sono gay in Cecenia, e se ci sono, portateli via in Canada, per grazia di Dio, lontano da noi, per depurare il sangue del popolo ceceno."

Ok, Napoli non sarà il luogo col tasso di criminalità più basso al mondo, ma nelle classifiche in cui trovate le città sopracitate Napoli non compare.

4) PERCHÉ PERTH HA LA DROGA E NAPOLI NO?

Nella mappa compare anche Perth, in Australia, indicata con il simboletto della droga. E questo perché, dice l'articolo, Perth è una sorta di inferno di crystal meth.

Tempo fa ho letto che in Australia hanno grossi problemi a trovare droga e ancora più grossi problemi a trovare droga di qualità, problemi dati dal fatto che vivono in un'isola lontanissima dal resto del mondo, quindi importare droga è difficilissimo e praticamente fuori discussione. Come se la visione di Airport Security non avesse già risposto a tutti i dubbi di chiunque in merito.

Napoli non ha questi problemi, quindi la droga dovrebbe esserci. Forse intendono che a Napoli la droga non c'è perché al momento X di una qualsiasi osservazione l'hanno già consumata/venduta/sequestrata tutta? In caso è un po' controintuitivo.

Per fortuna, in un raro slancio di etica giornalistica e per correggere l'errore, il Sun alla fine ha aggiunto il simbolo dell'erba a Napoli.

Comunque anche Perth non sembra pericolosa quanto San Pedro Sula.

5) INFINE: PERCHÉ NON USARE UNA CITTÀ DIVERSA DA NAPOLI?

Visto il modo non esattamente scientifico con cui è stata compilata quella mappa, perché non portare il paradosso all'estremo? Insomma: perché non osare di più e indicare una città potenzialmente più pericolosa di Napoli?

Faccio il primo nome che mi viene in mente: Biella.

Ragazzi che cadono, orge con cani e cavalli, incendi, ponti chiusi, e quant'altro. Fossi un giornalista del Sun, ci farei più di un pensierino per metterlo nella prossima mappa.

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