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Food by VICE

L'azienda vinicola moldava che onora la tradizione dimenticata della Gagauzia

Territorio autonomo all'interno dei confini della Moldavia, la Gagauzia è una regione con il suo popolo, la sua cultura, la sua lingua e le sue tradizioni gastronomiche.

di Molly Harris
14 febbraio 2019, 9:17am

Tutte le foto per gentile concessione di Kara Gani Winery

I Gagauz sono un popolo di discendenza turca che ha preceduto l'Impero Ottomano nella regione

L'odore di peperoncino piccante e il rumore di stoviglie ti accolgono appena entri nel ristorante di Kara Gani, un'azienda vinicola nella regione di Valul lui Traian, nel sud della Moldavia. Qui i piatti vengono preparati utilizzando solo pietanze coltivate sul terreno dell'azienda, mentre nella sala accanto gli ospiti possono curiosare tra una collezione inaspettata di oggetti storici e quasi dimenticati. A due passi dalla sala della degustazione, infatti, c'è il museo di famiglia: una collezione privata che celebra la storia della famiglia, ma anche la cultura e le tradizioni della regione della Gagauzia.

Incastonata tra Romania e Ucraina, la Moldavia è ancora un territorio inesplorato e sconosciuto a molti viaggiatori, ed è il terzo paese meno visitato in Europa. Chi invece conosce il paese, di solito conosce anche "il paese che non esiste," la Transnistria: una striscia di terra dimenticata e non riconosciuta all'estremità occidentale della Moldavia, la Transnistria sovietica ha dichiarato l'indipendenza nel 1990, scatenando una guerra ancora oggi irrisolta. Eppure c'è anche un altro pseudo-stato, ancora più silenzioso e sconosciuto, composto da quattro enclave sconnesse tra loro all'interno dei confini della Moldavia: la Gagauzia è una regione autonoma con il suo popolo, la sua cultura, la sua lingua e le sue tradizioni gastronomiche.

Dopo decenni di dominazione sovietica, la cultura tipica della regione era andata quasi perduta e dimenticata

Il nome dei cittadini di questa regione significa più o meno "gente del cielo," i Gagauz sono un popolo di discendenza turca che ha preceduto l'Impero Ottomano nella regione. La Gagauzia ha dichiarato la sua indipendenza nel 1991, e nel 1994, allo pseudo-stato fu concessa una certa autonomia dalla Moldavia che ha trasformato questa regione in una sorta di stato a sé.

Gagauz food

Tra i posti che servono il migliore cibo tradizionale nella regione della Gagauzia, l'azienda vinicola Kara Gani ha un'offerta interessante di piatti della tradizione. Dopo decenni di dominazione sovietica, la cultura tipica della regione era andata quasi perduta e dimenticata. La lingua, originaria della terra di Bessarabia, tra i fiumi Dniester e Prut, è stata catalogata come lingua protetta dall'UNESCO. Oggi gli abitanti della regione stanno rivendicando le proprie origini, cercando di riportare in auge la lingua, anche attraverso quelle famiglie che hanno mantenuto le tradizioni più antiche, tra cui il cibo. La cucina della Gagauzia è stato uno degli unici aspetti a non essere inglobati dalla cultura sovietica durante la dominazione, a partire dal 1812 in poi, dopo la caduta dell'Impero Ottomano.

Nella lingua locale, "Kara" significa nero, come il vicino Mar Nero o il colore dei vigneti selezionati, mentre "Gani" è il cognome della famiglia. Gheorghe Cervan, proprietario e viticoltore, ha scelto per l'attività il nome di suo nonno, la cui famiglia abitava nell'area dal 1136. Oggi, Cervan e i suoi collaboratori dedicano la propria vita alla celebrazione e alla preservazione della loro cultura dimenticata, preparando le ricette tradizionali e producendo vino locale accessibili per cittadini locali e i turisti che vorrebbero attirare nella regione.

Dopo un tour della cantina, gli ospiti attraversano la sala del museo dove possono osservare i tessuti dell'epoca esposti alle pareti, mentre nella stanza accanto viene preparata la degustazione. I prodotti tessili, quali tappeti e vestiti, rappresentano scene ispirate alla natura, come il ciclo del grano e sono da sempre un'arte dal forte valore simbolico e tradizionale nella regione. A cura di Lora Cervan, la matriarca dietro Kara Gani, la collezione comprende anche pezzi secolari provenienti dai matrimoni dei loro avi, tra cui tappeti e vecchie stoviglie.

"Qui arrivi da turista, e quando vai via sei un amico"

stuffed grape leaves

Una cena alla vineria ti riporta ai tempi dei pastori nomadi che abitavano la Gagauzia, quando alimenti come formaggio e carne venivano processati e conservati nelle pelli animali. Tra i cibi tradizionali piuttosto diffusi c'è la versione locale della soppressata, un salume confezionato con parti della testa di vitello o maiale, e preparato con gelatina. Altri cibi che si potevano preparare grazie al proprio gregge erano il formaggio di pecora e un brodo di agnello con aggiunta di olio piccante. Una volta che i pastori nomadi stabilirono nella regione, che si trova come Bordeaux sul 45esimo parallelo, nella cucina tradizionale sono arrivati anche cereali e verdure. Da Kara Gani, la portata principale è un bulgur con stufato di maiale e agnello, anche detto kurban, servito con della placinta, una sfoglia di pasta sottile ripiena di formaggio, oppure con mele o altri frutti. Il pasto termina con i chicchi d'uva più dolci raccolti in vigna. Insieme al cibo, viene servito del vino nel rispetto delle tradizioni locali, ovvero scegliendo vitigni della regione - ce sono oltre 50 varietà nei 112mila ettari di vigneti e vengono raccolti a mano e inseriti manualmente nelle botti.

"Qui arrivi da turista, e quando vai via sei un amico," dice Cervan ai suoi ospiti. Mentre alza il calice per un brindisi dice "Saalik alla versin," che significa "alla tua salute." In realtà, è un brindisi alla tradizione e alla cultura della Gagauzia e del suo popolo che rischiano di essere dimenticate.

Questo articolo è comparso su Munchies US.

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