Cose su che ho trovato su Internet: le noci di cocco grandi come un cioccolatino

Se non costassero 129 dollari al chilo sarebbero il mio nuovo cibo preferito.
Andrea Strafile
Rome, IT
23.2.18
Immagine via One Block West

Ogni tanto, navigando nelle solitarie acque "dell’Internet", ci si imbatte in deliziose bizzarrie capaci di portare il sole in una giornata di nubi, di far sorridere nel peggiore dei Blue Monday, o semplicemente di mettere fame. Quella che ho trovato oggi è un po' il corrispettivo gastronomico di “il cucciolo più tenero del mondo cerca di camminare senza cadere e ve ne innamorerete all’istante”.

Esistono noci di cocco grandi come cioccolatini. Piccole. Ma proprio piccole piccole. Minuscole.

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Posso fare una parentesi personale? La faccio. Di quella volta in cui mi prese una voglia matta di cocco: breve racconto avvincente dal finale agrodolce. Era una giornata afosa di fine estate. La fame cominciava a farsi sentire. Lo stomaco chiedeva attenzioni, la bocca freschezza. Il cocco sul tavolo, bellissimo e inquietante, mi guardava sfidandomi ad aprirlo. Una martellata, niente. Una seconda, niente. Un tutorial su Youtube e ho capito perché.

Un cacciavite piatto nel buco della noce, una martellata, urla disperate di dolore. Il frutto è schizzato via una frazione di secondo prima che il cacciavite mi colpisse il mignolo con la forza, beh, di una martellata ben assestata. La voglia di mangiarlo era però diventata insopportabile, così ho brandito il martello e ho cominciato a colpire la noce con la faccia assatanata e tutta la forza possibile. Vi garantisco che è stato il più buono mai assaggiato, il pronto soccorso ha potuto giustamente aspettare.

Torniamo invece alle nostre piccole noci. Grande come una pralina, la particolarità di questo adorabile frutto è che anche il suo guscio è commestibile.

L’unico problema potrebbe essere rappresentato dal guscio: come le sorelle più grandi, possiedono orribili peli e se le mangiate in un sol boccone aspettatevi di sentirli tutti.

La pianta che dà i natali a queste Coquito Nuts è una particolare palma chiamata Jubaea, che cresce perlopiù nella regione cilena di Ocoa, ma anche in alcune aree della California. Per crescere di qualche metro impiega circa vent’anni - non ho potuto fare a meno di ipotizzare una qualche legge scientifica per cui lo sviluppo del frutto fosse direttamente proporzionale a quello della pianta.

Per mangiare i coquitos basta prenderle tra due dita e metterle in bocca. Il sapore è teneramente dolce e può sembrare una via di mezzo tra il cocco e la mandorla. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dal guscio: come le sorelle più grandi, possiedono orribili peli e se le mangiate in un sol boccone aspettatevi di sentirli tutti. Visto che ai cileni non piace particolarmente la sensazione di setole suine sulla lingua li passano in padella con una salsa appiccicosa a base di zucchero ed erbe.

Non confondetele mai con il Coquito portoricano, però, grandioso cocktail da spiaggia.

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Attenzione però: nemmeno Amazon riesce a spedirvi le tenere mini-noci di cocco. E se pure ci riuscisse, il costo è di

129 dollari al chilo

.

Scusate, doveva essere una bella notizia, e invece. Almeno ora che avete letto questo pezzo potete farvi una risata ripensando al giorno caldo in cui mi sono maciullato un dito.

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