4ristoranti toscana
La puntata di 4 Ristoranti del 25 giugno 2020. Foto per gentile concessione di Sky Italia. 

Ho chiesto ai ristoratori ultimi classificati a 4 Ristoranti di Borghese cosa succede dopo il programma

E a quanto pare l'effetto-celebrità di 4 Ristoranti non si riverbera solo su chi è alle prime posizioni.
29 luglio 2020, 7:45am

La clientela è cresciuta del 186%. Soprattutto in questo periodo post-Coronavirus non è poco.

Due anni fa ho intervistato due ristoratori bolognesi che avevano partecipato a 4 Ristoranti di Alessandro Borghese. Entrambi avevano fatto un’ottima figura, classificandosi rispettivamente primo e secondo e, abbastanza prevedibilmente, avevano dato feedback ultra-positivi sulla loro esperienza, sulla veridicità del programma e sulla “popolarità immensa e trasversale” che aveva loro portato. E così mi sono chiesta, anche dietro suggerimento di un sacco di commentatori su Munchies: chi nel programma si classifica ultimo, o penultimo, ha le stesse cose da raccontare?

La puntata di 4 Ristoranti del 25 giugno 2020. Foto per gentile concessione di Sky Italia.

Così ho parlato con Silvana Bonugli e Michele Pradelli, protagonisti dell’ultimo episodio della sesta stagione di 4 ristoranti, andato in onda giovedì 25 giugno su Sky Uno, in cui Alessandro Borghese cercava il miglior ristorante in un borgo della Lunigiana, in Toscana. Entrambi si sono classificati terzi a pari merito.

Il mio staff mi ha riferito che aveva telefonato un certo Alessandro Borghese per farci fare un programma in TV. Io ho risposto “Ah, va bene, fate voi”

La marchesa Silvana - non è un soprannome, è un titolo nobiliare - è la proprietaria del Castello di Pontebosio, una dimora del diciassettesimo secolo che la sua famiglia ha acquistato nel 2012, trasformandolo in un luxury resort con all’interno il ristorante La Corte. Per essere una nobile che riesce ad acquistare un castello e a renderlo un hotel di lusso, Silvana è sorprendentemente simpatica e alla mano, parla di cose come Tessuti decorati a mano con oro zecchino con straordinaria semplicità, un po’ come se io parlassi di saldi da Zara, e ammette che prima della partecipazione al programma non aveva idea di cosa fosse 4 Ristoranti: “Il mio staff mi ha riferito che aveva telefonato un certo Alessandro Borghese per farci fare un programma in TV. Io ho risposto “Ah, va bene, fate voi”. Pensavo di non dover partecipare, invece poi mi è stato detto che dovevo essere io la protagonista. Ormai ci eravamo assunti l’impegno e ci ho provato.”

Trattoria Quinta Terra a Fosdinovo | Foto per gentile concessione dell'invervistato

Ovviamente il programma ha puntato molto sul suo essere nobile, cercando di tirarne fuori i lati caricaturali, ma nel modo garbato che caratterizza 4 Ristoranti - e alla fine, leggendo i commenti online, è risultata simpatica. “Borghese ha scherzato un po’ sulla ‘Marchesa di Pontebosio’, ma va bene, ci sta una montatura per scherzo. Io non sto sulla palmina, sto rasoterra e sono molto meno caricaturabile di quanto si pensi. Ha insistito molto su una macchiolina di calcare di un bicchiere, ma ci sta anche quello - non pretendo certo che tutto sia perfetto. I miei ragazzi di sala sono giovani. Per l’occasione avrei potuto far venire su maître de rang da Forte dei Marmi, se avessi voluto fare una figura impeccabile, ma non li avrei mai umiliati lasciandoli a casa!”.

“C’è molta gente che fa strategia, in modo poco intelligente e lungimirante, solo per quei 5.000 euro. E quindi si inventano cose, si trattano male… ”

Michele invece aveva ben presente il format: “Appena ci hanno chiamato per la pre-selezione ho detto sì. È un veicolo di pubblicità senza precedenti.” Visto che lui si occupa “del backoffice, non sono il frontman del ristorante e mi piace tenere un profilo basso,” ha mandato Jonathan, lo chef della sua trattoria all’interno del bel borgo medievale di Fosdinovo, sulla cui bellezza si sofferma a lungo mentre parla: “Volevamo aiutare il paese a tornare agli antichi splendori. Siamo innamorati di questo posto purtroppo sottostimato che è meraviglioso, il castello più bello della Lunigiana.” Da 17 anni gestisce un’azienda agricola e solo da marzo dell’anno scorso hanno acquistato il ristorante. Questa è forse l’unico appunto che fa sul modo in cui sono stati presentati: “Qualcosa è stato tagliato, tipo che noi produciamo vino e olio. Ad altri luoghi hanno lasciato molto più spazio per raccontarsi, da noi hanno evidenziato altre parti lasciando un po’ indietro il collegamento con l’azienda agrituristica, ma va bene così.”

Castello di Pontebosio | Immagini per gentile concessione dell'intervistata

Michele dice che non avevano costruito una strategia precisa. “Può essere un’arma a doppio taglio: c’è molta gente che fa strategia, in modo poco intelligente e lungimirante, solo per quei 5000 euro. E quindi si inventano cose, si trattano male… il nostro unico scopo era uscirne bene. In modo educato, dignitoso. E ci siamo riusciti.” Tutti i protagonisti della puntata, va detto, si sono comportati in modo molto corretto - mentre in altre puntate vorrebbero palesemente saltarsi alla giugulare.

Due ristoratori hanno dato 5 alla location dicendo che era troppo colorata e poco caratteristica. Non avevano proprio la gioia di esistere, secondo me.

“Nel complesso è stata un’esperienza piacevole. Non c’è stata nessuna imposizione. Per quattro giorni, oltre alle visite, facevamo interviste su interviste… dovevano pizzicare fuori quello che era più appropriato. Però non c’è stato nessuno stop, nessuna precisazione. Tutto quello che vedete in tv è stato spontaneo. Mi sono anche divertita” racconta Silvana.

Ma la partecipazione ha ripagato anche se sia lei che Jonathan si sono classificati terzi a pari merito, e quindi ultimi? “La clientela è cresciuta del 186%. Soprattutto in questo periodo post-Coronavirus non è poco. Un sabato sera abbiamo riproposto ‘la cena di Borghese’ e c’erano 50 persone. Siamo contenti. Dopotutto siamo aperti solo da un anno e mezzo!”. Certo, sul perché non sia arrivata prima ha le idee chiare: “Due ristoratori hanno dato 5 alla location dicendo che era troppo colorata e poco caratteristica. Non avevano proprio la gioia di esistere, secondo me. Forse si sentivano un po’ sminuiti - o forse hanno giocato come si doveva giocare. Sia per la cena che per il conto eravamo primi, poi vabbè, ognuno ha fatto il suo gioco, io invece non sono stata particolarmente cattiva, ho dato voti altissimi. Mi sono sentita di essere onesta. Certo, se la location fosse stata valutata per quello che era… ”.

Trattoria Quinta Terra a Fosdinovo | Foto per gentile concessione dell'intervistato

Boom di clienti anche per la Trattoria Quinta Terra. “Ora la sfida è riuscire ad essere all’altezza. C’è stato un boom di richieste in più. Siamo sui 60-70 coperti al giorno, di più nel weekend - il primo dopo la messa in onda abbiamo dovuto dire di no a 100 persone! - con una media di 600 persone a settimana. Anche rispetto all’anno scorso abbiamo avuto più clientela. Ho visto che su Tripadvisor chi va nei ristoranti del programma spesso si lamenta dicendo che non ha niente a che vedere con quel che ha visto in trasmissione. Noi abbiamo dovuto assumere 4 persone per garantire uno standard elevato. Le persone vogliono vivere la stessa esperienza di Borghese.”

E quindi anche chi non si classifica primo o secondo, se dà una bella impressione di sé, la partecipazione a 4 Ristoranti può effettivamente svoltare le sorti di un ristorante: "Siamo in profondo rosso e profondo nero,” scherza Silvana. “Chissà che con la svolta di Borghese non cambi qualcosa. Intanto le camere sono tutto piene, abbiamo tante prenotazione infrasettimanali. In un momento triste, un’esplosione di colori.”

Senza dimenticare la pubblicità per il territorio: “La trasmissione è stata vista da mezzo milione di persone. 450.000 non sapevano neanche che esistesse la Lunigiana,” dice Pradelli. “Il programma va vissuto non come una gara, ma come un gioco. È un mezzo pubblicitario enorme e gratuito che ti dà una visibilità che né Internet né i cartelloni pubblicitari possono dare. E tra qualche mese ci sarà una nuova messa in onda!”.

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