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LGBTQ

Le definizioni LGBTQ+ che ognuno dovrebbe conoscere

Cisgender, binarismo, queer: se avete ancora qualche dubbio o bisogno di un ripasso.

di Mariagloria Posani
21 giugno 2019, 7:32am

Immagine di Brocco via Flickr.

Nessuno si è inventato un bel niente da quando siamo al mondo: le persone omosessuali, bisessuali, genderfluid e via dicendo esistono da sempre, è solo che ora che stanno cercando una voce e vogliono essere rispettate, non negate.

Se non ve ne foste accorti, oltretutto, siamo nel pieno del mese del Pride. Si sfila per dare visibilità a tutte le vite, alle discriminazioni e le violenze subite da tante persone nella comunità, e alla mancanza di protezione contro l’omo-bi-transfobia diffusa ai piani sempre più alti nel nostro paese. Succede durante tutto giugno, ma è qualcosa che vale la pena ricordare ogni singolo giorno dell'anno.

Proprio per questo, se puntate ad aiutarci e sostenerci, ma non avete ancora i mezzi per farlo, abbiamo qui qualcosa che fa al caso vostro. Ecco un breve glossario per cis etero (ma non solo) di buona volontà. Se non sapete se appartenete o meno alla categoria, fidatevi: vi serve.

LGBT(QIA+): acronimi che racchiudono tutte le parole qui sotto, ma c’è il + perché sono disposti ad accoglierne altre. Che carini.

Lesbiche: donne omosessuali, che preferiscono fisicamente e/o sentimentalmente chi si identifica col loro stesso genere.

Gay: sinonimo di omosessuale in generale, ma usato soprattutto per indicare uomini omosessuali, che preferiscono fisicamente e/o sentimentalmente chi si identifica col loro stesso genere.

Bisex: persone attratte sia da uomini che da donne, ma spesso anche da chi si identifica al di fuori di queste due opzioni. Alcuni usano infatti questo termine come sinonimo di pansessuale, cioè per indicare che provano attrazione sia per il loro stesso genere che per tutti gli altri.

Trans, transgender: persona che non si identifica col sesso che le/gli hanno assegnato alla nascita. Potrebbe essere un uomo transessuale (F to M, da femmina a maschio) o una donna transessuale (M to F), oppure qualcuno che non per forza si identifica con il genere opposto e sta bene lì. Trans sta infatti per transizione, essere in mezzo o in un percorso o oltre, non per forza col fine di arrivare di qua o di là.

Probabilmente vuole che vengano usati nei suoi confronti pronomi maschili, femminili o nessuno (non esistendo il neutro) anche se non risulta ovvio: se vi sembra che stiate assumendo dal suo aspetto il pronome sbagliato, che per sé ne usa uno diverso o magari VE L’HA DETTO, rispettate la sua scelta. Può aver intrapreso un percorso di riassegnazione (cambio di sesso) o no, ma in genere non sono fatti nostri.

(BONUS! Cis, cisgender: persona che si riconosce nel sesso assegnato alla nascita, non trans.)


Guarda anche la nostra intervista a Cristina Bugatty:


Queer: termine molto figo comprensivo di tutte le identità sessuali e di genere “devianti” dalla “norma” della società: non etero, non cis o non binarie, e tutte le persone che per i loro corpi la maggioranza esclude, discrimina o finge non esistano. È figo perché nasce come un insulto (in inglese era come dire “frocio”), ma la comunità dei queer se ne è appropriata e ha deciso di usarla per sé. Un po’ come noi frocie.

Intersex: persone con determinate configurazioni genetiche, fisiche e/o genitali non perfettamente definibili alla nascita come maschio/femmina. Il numero di persone i cui corpi differiscono dal maschio o dalla femmina standard è "uno in 100 nascite," dice Wikipedia. C’è da chiedersi da dove venga e perché ci sia ‘sto standard.

Asessuali: persone che non hanno una preferenza sessuale per uno o l’altro genere, spesso non avendo attrattiva puramente fisica verso nessuno. Cosa fanno o non fanno e con chi lo fanno in genere non sono fatti nostri. A meno che non ci vogliamo fare cose. Come per tutti gli altri orientamenti.

Alleati: eterosessuali cis che sposano la causa e difendono e supportano i loro conoscenti e amici queer, perché perfino loro non sono proprio sicuri che tutti dobbiamo per forza essere etero, bianchi, sposati, riproducibili e ugualmente abili. Se vuoi essere un* buon alleat*, intervieni quando senti commenti omofobi; partecipa alle manifestazioni, ma senza togliere spazio per esprimersi alle persone queer, e difendi il loro diritto di esistere come esiti tu.

Intersezionalità: abbiamo detto che il termine queer rappresenta un po’ tutte le persone che la maggioranza esclude, discrimina o finge non esistano: questo è il concetto di intersezionalità. Una lotta intersezionale, come quella delle rivendicazioni di omosessuali, trans, non binari ecc. si interseca infatti alla grande con quella di altre categorie di persone discriminate in quanto non dominanti: con il femminismo, con le persone di colore e di paesi ex colonizzati, con precari e disabili... Il nemico comune è la realtà che chiunque non sia “norma” (aka maschio bianco abile e forte) debba subire il dominio di chi lo è.

Binarismo: la tendenza, insegnataci fin da subito, a considerare reale solo gli estremi delle cose come bianco-nero, vero-falso, uomo-donna, e a collocare tutto in due sole categorie opposte. Fortunatamente questi sono solo archetipi, e la realtà non funziona così: per questo, aspettarsi che gli esseri umani rientrino in uno o nell’altro binario in ogni loro aspetto è abbastanza folle.

Genere: l’insieme di regole, abitudini, aspettative, condizionamenti e usi dentro ogni società, assegnato fin dalla nascita in modo diverso in base al sesso di una persona. Ad esempio uomo e donna sono due generi che vengono affibbiati appena bebè a maschi e femmine. La lotta LGBTQ+ e il pride hanno come obiettivo anche la liberazione di questi due generi dalle repressioni e dalla dicotomia dominante/dominata, nonché la libertà di vivere dentro altri o nessun genere. Tana liberi tutti.

Genderfluid, Non Binario: persone che non si riconoscono nel binarismo assoluto uomo-donna, ma occupano il meraviglioso spettro glitterato nel mezzo. A volte decidono di rientrare anche nella parola trans.

E per finire, magari vi è sfuggito ma…

Pride: manifestazione annuale formata in molti paesi del mondo da grandi parate, ma anche da proteste, eventi collaterali, incontri, formazioni, gruppi, proiezioni, attività culturali varie. Si ripete ogni anno da dopo il 1969 (anno dei Moti di Stonewall) per dare della visibilità a tutte le identità e le sessualità umane, e per pretendere protezione e difesa in un mondo dove l’eterosessualità bianca (e possibilmente maschile, monogama, e ovviamente “normodotata” e produttiva) è data per scontata, e repressiva verso tutto il resto. Continuerà a svolgersi fintantoché le persone trans, omosessuali, queer, non binarie, continueranno a venire pestate, uccise, discriminate, insultate ed escluse perché tali. Ma è anche un momento di festa perché siamo molto molto felici di esistere!

E ora, andate e difendeteci! E partecipate anche al pride più vicino, che più siamo meglio è.

MG Posani ha curato A Queer Culture Illustrated Guide. Seguila su Instagram.