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Una ragazza ha costretto i suoi coinquilini a fare un test del DNA per capire chi le rubava lo yogurt

A quanto pare un bigliettino passivo aggressivo sul frigo non avrebbe sortito lo stesso effetto.

di Jelisa Castrodale; traduzione di Andrea Strafile
11 dicembre 2018, 9:42am

Se sei figlio unico, o hai studiato a casa e cresciuto sotto una campana di vetro, forse non hai mai avuto a che fare con degli schifosi coinquilini che non ci pensano due volte prima di aprire il frigo e a trangugiarsi il tuo cibo. Fortunato! Nella migliore delle ipotesi ti finiscono la roba avanzata dalla settimana prima e ti risparmiano la fatica di gettarlo nella spazzatura. Nel peggiore dei casi, invece, si versano l'ultimo goccio di latte ci tuffano l'ultimo cereale e rimettono tutti i contenitori vuoti a posto.

Ti rode, ma tutti noi ormai sappiamo gestire la cosa: lasciando un messaggio passivo-aggressivo in cucina e lanciando un po' di merda scritta contro il coinquilino sospettato. Ecco, una studentessa di Taiwan ha portato la sua vendetta a un livello completamente nuovo: ha denunciato i presunti ladri di yogurt di casa alla polizia locale, chiedendo di avviare un'indagine.

Secondo la TVBS, la ragazza - di cui non è stato rivelato il nome - era una studentessa della Chinese Culture University di Taipei e condivideva una casa con altre cinque ragazze. Il mese scorso, andando in cucina, ha notato uno dei barattoli di yogurt che aveva comprato nella spazzatura, vuoto. L'ha tirato fuori, nonostante costasse una cosa come 2 dollari, e ha affrontato i suoi coinquilini, chiedendo al ladro di confessare.

Quando tutti hanno fatto fondamentalmente spallucce e hanno detto il loro buon "Non sono stato io", la tizia ha preso la confezione vuota ed è andata direttamente alla stazione più vicina di polizia. Ha parlato con un ufficiale, ha spiegato la situazione e ha chiesto di avviare un'indagine su questo crimine davvero odioso. Non si è ben capito quali leggi possano essere applicate in proposito a Taiwan, ma il dipartimento di polizia ha accolto la richiesta della ragazza.

E insomma, dopo il tentativo fallito di rintracciare il colpevole dalle impronte sul barattolo, hanno chiesto all'accusatore e ai suoi cinque compagni di casa, di presentarsi alla stazione in modo da poter raccogliere campioni di DNA. Dopo aver speso più di 500 dollari in test genetici, la ladra è stata infine identificata; attualmente è accusata di furto.

Allo stesso tempo, però,

i contribuenti del posto si stanno chiedendo il motivo per cui dovranno pagare tutta questa merda di test di tasca loro e, soprattutto, perché i poliziotti hanno accettato di farlo. "È uno spreco di risorse sociali", ha detto un residente ad Apple Daily. "Se fossi il poliziotto, le ricomprerei il suo barattolo da due dollari: il costo della manodopera e delle risorse materiali è troppo grande." Un poliziotto anonimo l'ha spiegata bene: "In pratica è come usare un cannone per sparare agli uccelli", che può essere benissimo qualcosa che il dipartimento fa, a questo punto.

E quindi ok: rubare il cibo e gli snack dei tuoi coinquilini è uno schifo, ma allo stesso tempo ci auguriamo vivamente che quando quella ragazza è uscita per denunciare il furto alla polizia, quelle rimaste abbiano imbrattato il pavimento con tutto lo yogurt non loro che c'era in frigo.

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Questo articolo è apparso originariamente su Munchies US