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L'origine segreta delle immagini di EXPO 2015

Alla scoperta di tutti i significati nascosti nei render di EXPO 2015.
EXPO 2015 vs the world

​È ormai noto al mondo che i render di EXPO 2015 sono di povero concetto e cattiva realizzazione, e tutti proprio tutti abbiamo provato gusto nel deriderele, ​rifarle, farne meme e ​generatori automatici. Quel che resta misterioso e su cui, troppo presi a criticare, non abbiamo riflettuto, è se queste immagini non abbiano invece un precedente storico importante, una genealogia e in definitiva un'intenzione di fondo. Voglio dire, sono state pensate per un evento da milioni di visitatori: è mai possibile che non si siano ispirate a temi di portata mondiale attraverso altre immagini già esistenti?

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La mia prima ipotesi è stata, per ovvia similitudine, ​l'agenzia di viaggi che offre visite guidate e residence di lusso nell'ex-centrale atomica di Chernobyl, che alle immagini di EXPO potrebbe addirittura aver prestato alcune figure umane scontornate male. Non avendo però le prove per dimostrarlo, ho pensato a un'intervista all'autore del lavoro, Fabio Fornasari. Ma quali speranze avevo di domandare a una persona, ormai sulla difensiva, di rivelare i suoi segreti? Alla ricerca di risposte incontrovertibili e verificabili da chiunque, ho infine deciso di usare l'algoritmo più conosciuto e utilizzato al mondo: il motore di ricerca di Google.

Avete mai provato Google Immagini? È lo strumento di confronto più stringente che esista, un oracolo della somiglianza in rete. Carichi un'immagine e vedi le similitudini trovate dall'algoritmo, ​basate su reti neurali. Se tu hai copiato, Google lo rivela. A volte però succede che, per via di similitudini di colore, luce o disposizione delle figure, gli accostamenti siano imprevedibili e sorprendenti. E lì comincia la magia. Con l'aiuto di uno strumento così potente, ho retroingegnerizzato le immagini di EXPO per trovare le loro anime pixelate gemelle e, tra queste, riconoscere le vere muse che hanno guidato Fornasari verso il suo controverso work in progress.

Ho dovuto scremare parecchie conferenze insignificanti, numerosi uffici postali cinesi, una quantità di depliant universitari patinati che mollami. Dopo il trecentesimo volto sorridente l'algoritmo si è incagliato rifiutandosi di scrollare oltre. Ma alla fine le ho trovate.

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Si scopre così, e Google ne è testimone, che le fonti d'ispirazione dello studio di architettura italiano riguardano la fame nel mondo, una fashion blogger asiatica, alcuni walkthrough di Minecraft, un'azienda americana che fa stranissime casette microscopiche trasportabili per il mondo e un disco di Vince Staples. Obama, artisti mancati, esperimenti chimici fai-da-te. C'è anche l'ultima copertina del New Yorker, ma basta ​vederla per capire che non c'entra con EXPO. Inoltre cimiteri, armi, e una sit-com di dubbio gusto di quarant'anni fa. E altro ancora.

Insomma EXPO 2015 è una miniera inesplorata di significato visuale. Ed è tutto molto ​#verybello. Se non credete,  ​provate.

SERIE 1. IMPEGNO SOCIALE HIPSTER

A questa immagine Google ha suggerito corrispondenze con: seri problemi di acqua, un Gulliver turco, il pittore della post-rivoluzione cinese, una comitiva smarrita tra i monti californiani, una conferenza hawaiana, una protesta transgenerazionale polacca per la pace in Ucraina e l'incredibile ​Tiny House Giant Journey.

L'intenzione dell'immagine di EXPO è chiaramente quella di incarnare questi temi da world music e impegno sociale in chiave hipster. C'è anche il ​free download di una canzone cinese per il progresso collettivo.​

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Qui il plagio è evidente.Immagine: ​via

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SERIE 2. PROBLEMI E PROBLEMATICI

Serie particolarmente noiosa, non fosse per la disinfezione di bambini di una centrale nucleare ungherese durante il Family Day, una riunione di matematici con l'artrite e un trasloco parecchio difficoltoso. E la salma eccellente di Michael Douglas. Dall'immagine di Fornasari, l'EXPO non dovrebbe prevedere meno disagi e disagiati.

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SERIE 3. PADIGLIONE CARI ESTINTI

Tristemente riuniti con pochi vestiti e miseri sacchetti di plastica dopo la distruzione del mondo, i sopravvissuti di EXPO si avviano al padiglione dell'estinzione. È per questo render, infatti, che Google Immagini segnala più assonanze cimiteriali. Falciati dall'ebola, vittime dell'attentato a Malaysia Airlines - torna la pista ucraina - e perfino lo strano seppellimento di un albero​.

E ancora, uno scorcio del Père Lachaise, la tomba di una filantropa giornalista e senatrice, riti misteriosi con copricapi vegetali, cannonate amatoriali, un totem apotropaico e il fascino discreto dei criminologi di Hawaii Five-0 - ritorno della pista hawaiana.

L'intento intimista, ammonitorio e riflessivo di questo render è innegabile. Non può passare inosservato il legame tra il motto di EXPO 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita" e uno dei​ link associati alle immagini: "Declino contemporaneo della biodiversità mondiale".

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SERIE 4.  NUTRIRE IL DISAGIO, ENERGIA PER IL CAOS

Immagini via: ​Facebook

Qui è dove il motore di ricerca ha dato il meglio. Difficile capire chi abbia ispirato chi e quale sia il messaggio implicito di EXPO, se non la saturazione dei sensi. Impossibile un elenco. Ancora armi, politica, educazione fallita e arte vera.

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SERIE 5. IL MOVIMENTO È VITA

Questa è l'immagine prima e ultima. È l'archetipo. Dinamismo formale ed estetico fanno di questo render un unicum nella storia della rappresentazione grafica. L'urgenza di addensare concetti e stili lo redime da un fallimento altrimenti certo. È talmente peculiare che sono poche le similitudini - esclusi i bagni di folla - trovate da Google. Ma significative.

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