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Ghali che attacca Salvini in un pezzo con Stormzy è pura gioia

È da un po' che i rapper italiani non sono più l'ultima ruota del carro, ma il nuovo pezzo di Ghali è una roba davvero importante.

di Elia Alovisi
19 luglio 2019, 11:02am

Le fotografie di Ghali e Stormzy compaiono per gentile concessione di Warner

Non c'è un punto esatto da dove tutto questo è cominciato ma potremmo metterne uno nel 2015, quando Gué Pequeno fa uscire Vero. Nella tracklist c'è "Interstellar", un pezzo con Akon, cioè un uomo con una pagina Wikipedia fantastica e una voce capace di sciogliere i corazon moradi del mondo intero a forza di "na, na, na, na". Il brano è luminoso come l'alba sulle strade di Milano, quelle su cui Gué rappa di aver fatto nascere la sua "poesia sporca". La voce di Akon è come cemento di miele tra i mattoni della "coscienza morta" di Gué. Archi e pianoforti, una batteria che ti dà le spintarelle, un'atmosfera da titoli di coda di un kolossal.

Proprio quell'anno escono "Cazzo Mene" di Ghali e XDVR di Sfera e, più o meno coscientemente, insieme ai loro amici Charlie, Izi, Tedua, Rkomi, DPG eccetera danno inizio a una nuova era del rap italiano. Quella che abbiamo chiamato "La Nuova Scuola", quella in cui abbiamo finalmente colmato il gap culturale, geografico e temporale che aveva sempre tenuto in una bolla porosa la nostra scena. E ci siamo riusciti per un paio di motivi. Il primo è il fatto che Instagram ha reso molto semplice i contatti tra gli artisti, in Italia come nel mondo. Il secondo è che le etichette, una volta messi sotto contratto questi ragazzi, si sono rese conto che 1) magari era il caso di dargli una mano e 2) avrebbero avuto una reciproca spinta dei propri artisti in territori differenti.

Abbiamo cominciato piano, spingendoci in Francia e in Spagna. Ci furono Sfera e SCH, Cinisello e Marsiglia, con "Cartine Cartier" e "Balenciaga". Nel 2017 ci fu Side Baby che si mise a trappare en el Vaticano coi Los Santos. E poi Rockstar, nella sua edizione italiana e internazionale, con quel momento di svolta per la scena italiana tutta che è stata Quavo dei Migos su "Cupido". E poi, nell'edizione internazionale, anche Rich The Kid—e Miami Yacine dalla Germania, Tinie Tempah dal Regno Unito, Lary Over da Puerto Rico a suggerire quello che poi sarebbe successo. Cioè l'esplosione della latin trap e l'affermazione di Sfera come autorità in quella scena, quel percorso che lo ha portato da "Pablo" con Rvssian fino a "Machika" con J Balvin e G-Eazy. Insomma, roba da milioni, e milioni, e milioni, e milioni di views.

sfera j balvin
Sfera Ebbasta e J Balvin nel backstage del Mamacita Festival a Milano, fotografia di Enrico Rassu, cliccaci sopra per guardare tutte le sue foto di quella serata

Intanto gli altri non sono stati fermi. Zoda ha fatto un pezzo con scarlxrd prima dell'esplosione di "HEART ATTACK". Tedua si è spinto in Francia per stringere la mano a Sofiane e poi, insieme a Fedez, si è buttato sulla traccia insieme a Trippie Redd. Emis Killa si è trovato 6ix9ine sul disco. Vegas Jones ha flirtato col rockettone da classifica degli OneRepublic. Egreen ha coronato il sogno di chiunque ami l'hip-hop facendo un pezzo con Masta Killa, una persona che ha qualcosa a che fare con le parole "Wu", "Tang" e "Clan".

E intanto Ghali, zitto zitto quatto quatto, lavorava con un gigante francese come Lacrim. E poi con quel mastodonte del rap albanese che è Noizy. E adesso, per stringere perché sennò faccio la lista di tutti i rapper che hanno mai collaborato con degli artisti non italiani, è finito su un remix di "Vossi Bop" insieme a Stormzy. Ed è una cosa molto importante per due motivi: 1) Stormzy sta ora al rap inglese come Quavo stava a quello americano quando è uscita "Cupido" e 2) Ha un testo iper politicizzato, cosa non nuova per Ghali ma decisamente apprezzabile.

Motivo 1, spiegato: Stormzy è ENORME nel Regno Unito, e ha cominciato a esserlo da quella volta che si mise con i suoi amici a fare un freestyle per strada con il beat che usciva da un paio di casse. Si chiamava "Shut Up" ed è diventata un classico istantaneo dell'hip-hop tutto. Da lì è stato tutto un crescere, perché è riuscito a far uscire il grime dalla sua dura corazza ancor più di quanto ha fatto Skepta. E ci è riuscito principalmente con un disco intitolato Gang Signs & Prayer, un album che prendeva la tradizione delle ends londinesi e le ficcava come mai nessuno aveva fatto prima in un contesto ambizioso, complesso ma accessibile e narrativamente solido. Con le dovute proporzioni, un po' come aveva fatto Kendrick Lamar con il rap di LA.

E poi Stormzy ha cominciato a fare una cosa che gli rende onore, cioè non stare zitto di fronte alla merda del mondo. Sul palco dei BRIT Awards del 2018, una cerimonia leggermente importante, fece un freestyle in cui attaccò la prima ministra Theresa May e il governo per la gestione del disastro della Grenfell Tower, incendio in cui morirono 72 persone. E lo fece in un modo perfetto per entrare nella storia.

Prima fece "Blinded By Your Grace Pt. 2", un pezzo gospel di quelli capaci di risvegliare l'ipotesi dell'esistenza di un Dio nel brutto del mondo, bagnato da una pioggia scrosciante. Poi si tolse la maglietta e, a petto nudo, cominciò a rappare.

Yo, Theresa May, dove sono i soldi per la Grenfell?
Cosa? Pensavi ci fossimo scordati della Grenfell?
Siete criminali, e avete il coraggio di chiamarci selvaggi...
Dovreste finire in prigione, dovreste pagare i danni,
Dovreste perdere la casa in un incendio e capire come ci si sente.

E poi fece "Big For Your Boots", il pezzo più incendiato del disco. Risultato? Nel giro di qualche giorno il governo inglese rispose ufficialmente al freestyle, chinando il capo. Ora Stormzy sta per pubblicare il suo nuovo e secondo album. Ha appena fatto l'headliner a Glastonbury, il festival più importante del Regno Unito. È stato il primo rapper inglese della storia a farlo. "Vossi Bop", il singolo di lancio, è una dimostrazione di stile e forza—record di stream per un rapper inglese in una settimana, primo posto in UK.

ghali vossi bop
La copertina del remix di "Vossi Bop" di Stormzy con Ghali, cliccaci sopra per ascoltarla su Spotify

Oggi di "Vossi Bop" sono uscite una serie di remix. Uno con i tedeschi Bausa e Capo, uno con gli svedesi Aden e Asme, uno con la norvegese LAUREN. E poi uno con Ghali, che poteva tranquillamente mettersi nel curriculum un feat con Stormzy e a posto così, e invece ha scritto una strofa di quelle che non gli venivano fuori da tanto. Lo ammette pure lui all'inizio:

"Compro villa a mamma con un pezzo pop / Anche se l'ultimo anno ho fatto qualche flop"

Metterla sulla fragilità e l'onestà è una mossa che fa onore a Ghali, soprattutto dato quello che succede appena dopo, cioè una splendida strofa rap che fa nomi, prende posizioni e dice cose—tutto quello che ci ha fatto innamorare di lui dai tempi di "Dende" e "Wily Wily". "Salvini dice che chi è arrivato col gommon / Non può stare .it ma stare .com / Anche se quando consegnavo pizze ai campi rom / Mi lasciavano più mance degli artisti pop", dice Ghali, con una rima un po' naïf ma perfettamente coerente con lo stile inclusivo, scanzonato che ha sviluppato negli ultimi anni.

E poi, però, alla fine va sul concreto: "Alla partita del Milan ero in tribuna con gente / C'era un politico fascista che annusava l'ambiente / La squadra da aiutare a casa propria praticamente / Forse suo figlio è pure fan che mi guardava nel mentre". Non fa nomi, qua, ma i rapporti di Salvini con alcuni membri di un gruppo ultras della curva del Milan—quel luogo in cui sembra dimenticarsi che odia il crimine e in nome del suo cuore rossonero viene fotografato con colui che avrebbe altrimenti chiamato un "venditore di morte"—sono documentati.

E insomma, Ghali non sarà Stormzy e Salvini non sarà (pheeew!) Theresa May, ma scegliere di scrivere una cosa così su un pezzo così con un rapper così è pura gioia. E pure il ritornello con il francese e l'arabo. Tutto bello, bravi tutti, continuiamo così.

Elia è su Instagram.

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