Una trattoria a Torino ha cacciato dei ragazzi perché affetti da Sindrome di Down

A quanto pare il gestore non avrebbe saputo come gestirli.
Andrea Strafile
Rome, IT
3.12.18
Casa Amaro episodio ragazzidown
Foto via Unsplash

Durante la serata dell'1 di Dicembre, a Torino, un ristoratore ha pensato bene di cacciare dal proprio ristorante una comitiva di una decina di persone, perché tra di loro c'erano quattro ragazzi affetti dalla sindrome down. "Il locale è piccolo", avrebbe detto a una delle mamme, "dovevate avvertirci di una cosa del genere, noi non sappiamo come gestirli". Insomma, la mamma si indigna, esce dal locale allibita e poco dopo fa una foto dei ragazzi tutti felici al tavolo di un altro ristorante. Segue, naturalmente post su Facebook di lunghezza rara fatto di amarezza, sconforto, attacchi e tutto quello che pensiate potrebbe avere un post di una madre sull'argomento.

Le scuse di Giuseppe, il proprietario, non tardano ad arrivare. Dice che ovviamente è stato tutto un malinteso, che non intendeva dire loro che non erano i benvenuti, ma che, come riferito a La Repubblica: "era un voler capire se ci fossero delle esigenze particolari, per poterli accogliere al meglio". Io non capisco mai quanto la gente riesca a dire una cosa e il suo contrario esatto e dormire bene la notte.

Quindi il proprietario di Casa Amaro a Torino non voleva affatto cacciare i ragazzi, ma anzi non vedeva l'ora di soddisfare le loro esigenze. Anche se prima, stando a quello che diceva la cliente e madre di uno dei ragazzi, aveva detto loro di "non sapere come gestirli". Arrivano le scuse, poi altre ancora, più sentite: "Il mio locale per quei ragazzi è sempre aperto, io sono qui e li aspetto: per un pranzo, per una cena, per una pizza. Spero di rivederli presto", ha detto Giuseppe oggi al Corriere Torino.

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Abbiamo cercato di contattare il ristorante, ma ci hanno risposto al telefono: "Abbiamo risolto tutto, ora lasciateci in pace".

La cosa che come sempre stupisce in questi casi, tolto l'increscioso incidente, è la gogna mediatica che ne è subito scaturita: in poche ore sotto il post della madre indignata, si sono raccolti i classici esempi di commenti aggressivi che impazzano ormai ovunque, e per qualsiasi argomento, sui social. In molti incitano a lasciare cattive recensioni, altri sperano addirittura che il ristorante chiuda.

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Detto questo, i quattro ragazzi pare che alla fine siano andati in una fassoneria lì vicino e che, da adulti, abbiano usato coltello e forchetta come tutti. Quindi, alla fine, da gestire c'era davvero poco, giusto?

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