Come l’Angostura è diventato l’elemento essenziale di qualsiasi cocktail

E di come è arrivato dal Venezuela al tuo Manhattan, passando prima (e poi rimanendo) a Trinidad e Tobago.
9.3.18
Tutte le foto sono dell'autrice

Le tendenze, per quanto riguarda il mondo degli amari, vanno e vengono. Se c’è però una cosa sicura al mondo, è che una bottiglia di amaro Angostura sarà sempre presente in ogni cocktail bar. Magari non la noterete subito, e per puntare gli occhi su di un Angostura dovere aspettare che qualcuno ordini un Old Fashion o un Manhattan, ma lei c’è.

Cos'è l'Angostura

Quando si tratta di creazione dei cocktail, infatti, questo bitter aromatizzato è onnipresente e, nonostante l’alto tasso di diffusione, non tutti sono a conoscenza del suo luogo di provenienza. La natalità dell’Angostura è dovuta, curiosamente, a una nazione che di solito non viene automaticamente associata ai cocktail: la Repubblica di Trinidad e Tobago.

angostura cos è

J.G.B. Siegert, chirurgo generale dell’esercito venezuelano, aveva creato la formula di questo amaro nella cittadina di Angostura, in Venezuela (chiamata poi Ciudad Bolivar), nel 1824, principalmente per scopi medici. “Aveva sviluppato questo elisir per curare i dolori allo stomaco dei soldati,” racconta Daniyel Jones, Brand Ambassador globale della House of Angostura. “I suoi figli poi si sono stabiliti a Trinidad, a più di 7 chilometri di distanza dalla costa venezuelana, nel 1875.”

Angostura bitter

La ricetta originale dell’Angostura è più che segreta.

Se stiamo a quanto scritto sulla bottiglia, la composizione con 44,7% ABV racchiude in sé “acqua, alcol, spezie, aromi naturali, zucchero e colorante.”
“La ricetta è un segreto lungo 200 anni, di cui sono a conoscenza solo 5 fedelissime persone,” continua Jones.

Gli ingredienti sono talmente segreti che i quartieri generali dell’Angostura ordinano un numero incredibile di spezie dall'estero per depistare qualsiasi tentativo di spionaggio. E non finisce qui. Questo amaro è così protetto nel Paese che alla dogana le spezie possono passare tranquillamente, senza troppi controlli, in delle buste anonime.

“Ok, volendo proprio parlare a livello pratico, è originario del Venezuela, ma è qui che è rinato ed è qui che rimarrà, per sempre. ”

Quando poi l’azienda che produce l’Angostura si era decisa a esportarlo nel resto del mondo, aveva puntato a farlo diventare una bevanda per reali. “Credo, in parole povere, quella fosse l’idea migliore di marketing per l’epoca,” spiega invece John Georges, il mastro distillatore dell’Angostura. “Assicurarsi un posto fra i reali equivaleva a rivestire il proprio prodotto in una sorta di aura solenne.” E così fu. L’Angostura ricevette in breve tempo l’approvazione dei reali d’Inghilterra, Svezia, Francia, Spagna e Prussia, appuntando sul proprio petto uno stemma fittizio che “suggeriva il prodotto fosse speciale, fatto bene.”

fabbrica angostura

Bottiglie d'Angostura a Trinidad.

Il passaggio al mercato del cibo e dei cocktail, invece, è opera del figlio Don Carlos Siegert. “La caratteristica più speciale e peculiare dell’Angostura è che inizialmente il suo scopo era l’uso medico,” continua Jones, raccontando anche di come, in seguito, l’amaro sia diventato naturale per i cocktail quanto il sale per la cucina. “Lega e bilancia gli aromi. Ad alcuni piace come riesca a rafforzare e stagionare il sapore dei superalcolici. Io, personalmente, amo la sua capacità di temperare i retrogusti aciduli o astringenti.” Con il secondo passaggio più “commerciale,” l’amaro ha conquistato definitivamente il mondo, portando alta la bandiera di Trinidad e Tobago nel mercato globale. “Ad oggi i bitter nel mondo sono migliaia, e noi siamo molto onorati e orgogliosi di poter affermare di produrre il migliore,” conclude Jones.

L’Angostura, a oggi, è distribuito in 175 Paesi al mondo (su 195!)

“Non solo musica calypso: l’Angostura è uno di quei doni preziosi che abbiamo regalato al mondo,” dice invece Georges. “Ok, volendo proprio parlare a livello pratico, è originario del Venezuela, ma è qui che è rinato ed è qui che rimarrà, per sempre. Non è una cosa che i venezuelani possono rivendicare. È nostro, appartiene a Trinidad.”

Sebbene l’Angostura sia un elemento basilare per il mondo dei cocktail, non si può dire lo stesso fra i confini della sua nazione. “Non abbiamo una ‘cultura dei cocktail’ qui a Trinidad e Tobago e, di conseguenza, finiamo a dare per scontato l’Angostura,” sentenzia Georges. “Per noi gli amari sono qualcosa da usare prevalentemente in cucina, e ovviamente per i punch. C’è ancora chi ne reclama l’utilità medica presunta, che spesso si traduce in un po’ d’Angostura diluito nell’acqua per far passare la sbornia, o per i mal di pancia. Insomma, ne reclama l’uso rivitalizzante.”

L’azienda che lo produce spera, con svariati colpi ben assestati di marketing, di aiutare la cocktail culture a fiorire anche a Trinidad e Tobago, continuando a godersi, comunque, il meritato successo internazionale.

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Quest'articolo è originariamente apparso su Munchies US.