Com'è l'AirBnb del vino, che promette di farvi sbronzare come se foste in una cantina italiana

Due ragazzi italiani hanno fondato AirWines, dove comprare bottiglie di vino ricreando l’esperienza della cantina senza schiodarsi da casa.
Andrea Strafile
Rome, IT
11.4.18
Foto di Elle Hughes via Unsplash

Uno dei più grossi dispiaceri del non possedere una macchina è il fatto di non poter andare in giro per agriturismi e cantine a sorseggiare e comprare vino.

Una delle più grandi invenzioni di questo mondo moderno è AirBnB.
Cosa c’entrano insieme vino e un’app che ti fa condividere casa?

Da una manciata di mesi esiste un servizio online che permette di comprare bottiglie direttamente dal produttore, senza doversi spostare da casa, senza doversi affidare a siti che comprano grosse quantità, le stipano in un capannone e te li rivendono. A volte i prezzi sono molto convenienti, a volte no. Di sicuro a quelli che propone il produttore.

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Con AirWInes in sostanza accendi il computer e ti fai un giro come se stessi viaggiando con gli amici con l’intenzione di una sofisticata sbronza seguita da casse caricate in macchina.
Ricrea l’esperienza della cantina senza farti alzare dalla sedia.

Quando vai in un posto che produce ti siedi con il vignaiolo, lui ti racconta la sua storia e alla fine te ne vai con dei prodotti pagati poco più del costo di produzione, generalmente.
Sulla piattaforma succede questo: la cantina si iscrive gratuitamente, loro ti aprono subito una tua pagina e tu la gestisci come vuoi. Se vuoi mettere le foto scontornate delle bottiglie con una bella descrizione a un prezzo ragionevole lo fai (ed è quello che succede nella maggior parte dei casi). Se invece metti la foto del battesimo con il vino sul tavolo e lo rivendi a cifre folli, fai anche quello.

Il punto è l’assoluta libertà che c’è quando non esistono intermediari.

Foto per gentile concessione di AirWines

Esattamente come quando si affittano case su AirBnB. Tu prenoti, alloggi, paghi direttamente al padrone di casa e loro prendono una percentuale. Se c’è una bettola in Piazza di Spagna puoi farla pagare dieci euro a notte o trecento per la posizione. La bottiglia di amarone puoi metterla al prezzo giusto come rincarare la dose perché è un amarone.
AirWines è l’idea tutta italiana di Matteo Casuccio e Patrizio Dini, che si sono guardati intorno nel mondo del web e in quello dei produttori e hanno capito che non c’era nessuno che aveva pensato a mettere in contatto compratore e venditore in un mercato che è il secondo più importante d’Italia.

Funziona così: si va sul sito, si sceglie una cantina, una tipologia di vino o una zona geografica e si compra quello che si desidera.
La differenza con le altre piattaforme è che dialoghi con una persona fisica. L’ordine arriva a chi produce, lui riempie la scatola di cartone, passa il corriere e vi arriva a casa. Senza fermarsi nel mezzo dentro orrendi magazzini.

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Vero, non sempre è la scelta più economica, alcune bottiglie si possono trovare sui siti allo stesso prezzo se non qualcosa di meno. Ma si crea un legame reale con il produttore.

Per capirne di più ho chiamato Matteo, che si occupa del marketing, e che mi ha spiegato il progetto.
“Tutto è partito quando io e Patrizio ci siamo conosciuti andando in moto. Lui è appassionato di vino, io sono astemio, che fa ridere detto così, ma in realtà mi ha permesso di vedere le cose in maniera analitica dal di fuori.”
Campagna toscana, cantine ovunque e l’illuminazione: c’è qualcuno che ha usato internet per collegare consumatore e vignaiolo? No.
“Quando sono nate le mie due gemelline, ci siamo trasferiti in città. Quindi la casa in Maremma ho provato a metterla su AirBnB e ho scoperto che è un business incredibile. Da lì studiando e parlando è uscito fuori di fare la stessa cosa -zero intermediari- per l’acquisto del vino. Ricreare l’esperienza della cantina sul pc.”

E continua: “In pratica AirWns ti fa registrare gratuitamente, tu fai il tuo profilo come vuoi, fai i prezzi che vuoi, insomma ricrei la tua cantina e noi facciamo da tramite invisibile per garantire che tutto vada liscio. Quindi prendiamo il 10% e in cambio c’è visibilità, la possibilità di guadagnare e non di fare la fame, un corriere che spedisce a prezzi stracciati e chi compra ha la garanzia che le bottiglie arriveranno intatte. Perché l’imballaggio è così resistente che quando ho buttato la scatola con dei vini dal terzo piano se n’è rotta una sola. E perché se qualcuna è rotta la ripaghiamo noi”.

E la cosa figa è che è veramente come se fossi andato tu a prenderlo in cantina: lo scontrino viene emesso dal produttore, quindi ci sono solo i costi della spedizione e non accise varie per i paesi esteri. Sei tedesco, mangi all’agriturismo che fa vino, ti piace quello che stai bevendo, tiri fuori il telefono e quando torni in Germania te lo ritrovi sulla porta di casa.

Chiamatemi romantico, fate come volete. Ma se devo scegliere tra un’esperienza e una fredda compravendita sceglierò sempre la seconda, quando mi conviene.

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