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La storia della mensa gratuita più grande del mondo

La mensa del Golden Temple di Amritsar, luogo di culto Sikh in India, offre pasti gratuiti a circa 100mila persone al giorno.

di Nadim Roberts and Rutwij Devashrayee
18 gennaio 2019, 11:51am

Un volontario del Golden Temple di Amritsar impila i piatti. Oltre 300,000 piatti, cucchiai e ciotole sono usati nella mensa. Foto di Jenna Belhumeur.

Un giovane con un turbante rosa acceso alza le mani umilmente, mentre sta seduto a gambe incrociate sul pavimento. Tra le sue mani alzate viene posato del roti caldo che lui mette sul vassoio metallico davanti a sé. Vicino a lui c'è una donna anziana con un sari color zafferano. Anche lei alza le man, e prende il suo roti. Accanto a loro ci sono centinaia di personw, tutte sedute a gambe incrociate, tutte con lo stesso vassoio metallico tra le mani.

Tutti mangiano lo stesso cibo distribuito dai volontari: legumi, verdure e del riso spesso dell'Asia meridionale detto kheer. È l'ora di pranzo al Golden Temple di Amritsar, in India, dove circa 100mila persone mangiano ogni giorno, senza mai pagare quello che consumano.

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Un giovane ai bordi del lago che circonda il Golden Temple di Amritsar. Foto di Hán Zhang.

Per preparare il pranzo in queste enormi quantità, servono moltissimi volontari e un'incredibile quantità di materie prime: 12mila chili di farina, 1500 chili di riso, 13mila chili di lenticchie e quasi 2000 chili di verdure. Mentre la maggior parte del lavoro è fatto a mano, ci sono un forno meccanico e un nastro mobile che sfornano quotidianamente 200mila roti, il tipico pane dell'Asia meridionale. Il langar, così viene chiamato, non chiude mai, e anche a tarda sera ci sono pellegrini che si fermano qui per un pasto caldo.

Circa 500 anni fa, un guru Sikh che viveva nel subcontinente Indiano ha introdotto un'idea rivoluzionaria in termini di consumo di cibo. L'idea è abbastanza semplice: un posto pensato per tutti, in cui chiunque, a prescindere dalla religione e dallo status sociale, può sedersi a terra insieme agli altri e mangiare lo stesso cibo. La filosofia dietro questa idea del cibo gratis è un'evasione radicale dalle norme tradizionali, in cui le gerarchie delle caste impongono a ognuno cosa mangiare e con chi mangiare.

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Due volotnari distribuiscono i vassoi di metallo. Foto di Hán Zhang.

La tradizione racconta che il Guru Nanak, il primo guru Sikh, scomparve all'età di 30 anni dopo aver avuto una visione. Tre giorni dopo, riapparve e disse "non ci sono Hindu, non ci sono Musulmani." Con queste parole, e la convinzione che tutti siamo uguali di fronte a Dio, nacque la fede Sikh. Al centro degli insegnamenti del Sikhismo su uguaglianza e unione c'è il langar, una mensa della comunità che offre pasti gratuiti, in cui tutti sono i benvenuti, a prescindere dalle distinzioni religiose o sociali. Il langar al Golden Temple è l'esempio concreto del rifiuto del sistema di caste da parte della fede Sikh.

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Un uomo si riposa dopo aver inserito l'impasto nella macchina che produce circa 25mila roti all'or. Foto di Jenna Belhumeur.

Tutti i templi Sikh del mondo hanno delle mense gratuite, ma il langar all'interno di questo immenso complesso di marmo bianco e oro è il più grande di tutti. Con oltre 100mila visitatori al giorno durante la settimana e fino a 150mila nei giorni sacri, il Golden Temple attira più visitatori della meta turistica più famosa di tutta l'India, il Taj Mahal. Dopo aver visitato il tempio, fedeli e visitatori si dirigono verso il langar, dove centinaia di volontari preparano i pasti senza sosta, tutto il giorno. Qui, il cibo non finisce mai e nessuno viene mandato via.

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Una foto del Guru Ram Das, il quarto dei dieci Guru del Sikhismo. Foto di Hán Zhang.

Le caste dell'India del XVI secolo erano organizzate in modo molto rigido, e l'idea del langar era una rivoluzione sociale e spirituale molto significativa. Da un lato, era un modo per risolvere il problema della fame, e dall'altro un messaggio dal forte impatto per invocare una riforma sociale. La narrativa dominante dell'India moderna è incentrata sulla crescita economica del paese e sul potere crescente della classe media. Nonostante questo, le vecchie gerarchie legate alle caste sono ancora in vigore, in particolare nelle zone rurali del paese. La discriminazione di casta è illegale in India da oltre 60 anni, ma la sua presenza in alcune sfere della vita sociale rimane ancora evidente: la fede religiosa, il matrimonio e il cibo. In questo contesto, il langar rimane un luogo rivoluzionario oggi tanto quanto 500 anni fa.

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Un volontario distribuisce il cibo. Foto di Jenna Belhumeur.

"I guru Sikh hanno volontariamente cercato di mettere a repentaglio le distinzioni sociali sotto svariate forme," dice Simran Jeet Singh, membro della Coalizione Sikh e candidato PhD alla Columbia University.

Secondo Singh, gli scritti dei guru parlano esplicitamente del problema della casta e rifiutano qualsiasi preconcetto che attribuisca a una persona più dignità rispetto a un'altra. Oltre alla funzione di rendere più egalitaria la società, Singh spiega che il langar ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo della comunità nel Medioevo, dove non esistevano le tecnologie moderne per l'agricoltura.

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La sala principale dove tutti mangiano seduti a terra insieme. Foto di Hán Zhang.

"È un luogo dove le persone possono trovare sostentamento, una cosa davvero rivoluzionario per il benessere delle comunità," spiega Singh. Anche oggi, ci sono moltissime persone che stanno fuori dal Golden Temple e contano su quei pasti per la propria sopravvivenza. "Ha creato una fonte di sostentamento e ha rivoluzionato le divisioni sociali che dominavano all'epoca, e che ancora oggi dominano la nostra società."

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Una madre dà da bere acqua alla figlia. Foto di Hán Zhang.

In India, la frase "sei quello che mangi" ha un significato particolare. Per circa un millennio, il cibo in India è stato consumato seguendo le regole ferree del sistema di caste. È organizzato proprio come una catena alimentare, in cui chi ha il potere è in cima, e chi è emarginato sta alla base. Il cibo, inoltre, ha spesso generato episodi di violenza tra le diverse comunità. Gli scontri tra Hindu e Musulmani sono stati scatenati dal lancio della testa di una mucca o di un maiale all'interno di una moschea o di un tempio Hindu. Nelle zone più ricche di Mumbai, i complessi residenziali impongono una clausola "solo vegetariani" per tenere lontani Musulmani, Cristiani e persone delle caste inferiori che mangiano la carne.

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Un fedele Sikh riceve il vassoio all'entrata del langar. Foto di Hán Zhang.

Il divieto recente sul consumo e la macellazione del manzo in alcuni stati ha scatenato un dibattito piuttosto acceso. La questione ha diviso la popolazione ulteriormente, oltre alle divisioni di casta e religione. La maggior parte delle altre comunità, a eccezione della religione Hindu, consumano carne bovina nella propria alimentazione, principalmente perché costa meno rispetto ad altre fonti di proteine.

Sebbene i Sikh non siano del tutto vegetariani, al langar del Golden Temple vengono serviti solo pasti vegetariani e nutrienti. I volontari che lavorano qui appartengono a religioni e contesti socioeconomici differenti. Sono sia giovani che anziani e mentre tagliano le cipolle e servono il roti, cantano "Wahe Guru...Wahe Guru," invocando il nome di Dio.

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Persone sedute all'interno della stanza principale del langar mentre consumano il proprio pasto. Tutti quanti, a prescindere da status sociale e genere siedono nello stesso posto. Foto di Jenna Belhumeur.

Uno dei volontari del langar è Sukhdev Singh, fedele Sikh di 55 anni di Fresno, California, che si è trasferito qui ad Amritsar nel 2013. Con la sua tunica blu e una folta barba color avorio, Singh potrebbe facilmente essere scambiato per uno degli anziani del tempio, ma invece arriva qui ogni mattina, con altre centinaia di persone, per lavorare in cucina come volontario. Mantenere attiva la mensa costa decine di milioni di dollari, ma Singh ci ricorda che il Guru Nanak ha aperto il langar con sole 20 rupie e una manciata di volontari. Nonostante i costi elevati, Singh dice che l'organizzazione riceve le donazioni con due anni di anticipo, in alcuni casi. E che per la maggior parte dei volontari e dei donatori anonimi, mantenere aperta e attiva la mensa è un dovere sociale e religioso.

"La nostra religione ha solo tre fondamenti," dice Singh. "Canta il nome di Dio, canta gli inni religiosi e fai volontariato. Lavorerò fino a quando le mie gambe mi permetteranno di stare in piedi."

L'articolo è comparso originariamente su MUNCHIES US nel 2015

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