Il ghetto di Roma è incazzato per la storia del carciofo alla Giudia che non è kosher

Da Gerusalemme fanno sapere che i carciofi non sono conformi all'alimentazione ebraica. Ci siamo fatti un giro nel ghetto di Roma per capirci qualcosa.
Andrea Strafile
Rome, Italy
9.4.18
Foto di SignorDeFazio via Flickr 

Nel mio secondo giorno a Roma ho provato un carciofo alla giudia. Lui mi ha chiamato, io ho risposto alla chiamata. Fuori croccante, dentro morbido. Senti il salato, l’amaro, il dolce. Impari il morso giusto. E poi non riesci più a farne a meno.

A Roma il carciofo alla giudia esiste da cinquecento anni. Per quella verdurina fritta si potrebbero scatenare rivoluzioni. Ecco perché la notizia di qualche giorno fa ha fatto tremare l’intera comunità ebraica romana - e non solo.

In sostanza il Gran Rabbinato d'Israele ha dichiarato che il carciofo preparato alla giudia non rispecchia i canoni koshèr, perché ci sarebbe il rischio che al suo interno si annidino dei piccoli vermetti.

Per quanti di voi non lo sapessero, per essere definito koshèr il cibo deve essere preparato seguendo regole ben precise e criteri molto stretti di igiene. Se dentro al carciofo ci fosse un vermino, e un ebreo lo ingoiasse, sarebbe un peccato grave.

Per evitare che questo accada, niente più carciofi fritti a Roma.

Data la situazione delicata, mi sono fatto quattro passi nel Ghetto di Roma per capire lo stato d’animo della gente e dei ristoratori. E lo stato d'animo è: incazzati neri. Il rabbino capo della comunità ebraica di Roma ancora non si è pronunciato, ma se lo facesse a favore delle direttive date da Gerusalemme, nel Ghetto potrebbero smettere di servire questo piatto meraviglioso.

Immagine di Ba'ghetto via Facebook

Ho iniziato il mio giro da Ba’ghetto, istituzione kosher capitolina. “Al momento sono solo chiacchiere e rimarranno tali” mi dice il gestore “La situazione non è chiara, perché siamo appena rientrati dopo la Pasqua, ma sicuramente non smetteremo di servirli.” Asciutto, un poco schivo.

Sono poi passato da Angelo del ristorante La Reginella, che viene da una famiglia che fa carciofi alla giudia da una quantità non quantificabile di generazioni. “Il rabbino non toglierà mai questo piatto dal Ghetto. È come togliere un pezzo della nostra storia, non si può e non si farà. Tanto non sono leggi, sono suggerimenti da Gerusalemme.”

E mi spiega perché è impossibile che ci siano vermi nei carciofi: “Non esiste verdura non koshèr. Basta lavarla bene. E poi per fare il carciofo alla giudia ci vuole la varietà romanesca, che è grande e con le foglie richiuse su se stesse, quindi non entrerebbero mai, e se dovessero entrare, pulendolo togliendo le foglie dure esterne li vedresti. In più lo passi nel limone che igienizza e non fa ossidare e infine lo friggi non una ma due volte. Ti assicuro che non c’è nessun rischio. Ovviamente la gente è insorta e i giornali si sono buttati sulla storia, ma la verità è che a noi tutta questa storia ci ha fatto pubblicità (sorrisone)”.

"Il rabbino non toglierà mai questo piatto dal Ghetto. È come togliere un pezzo della nostra storia, non si può e non si farà"

Tirate un sospiro di sollievo, gente: nessuno riuscirà a vietare un piatto come i carciofi alla giudia. Non senza lottare. Non a Roma. Non nel più antico ghetto del mondo.

“E poi mangiano pure male, che ne sanno di cibo quelli” afferma Giordana di Kosher Cakes “Tempo fa ho visto degli israeliani praticanti mettere il ketchup sulla carbonara kosher.”

Il

Ketchup

Sulla

Carbonara.

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