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San Marino ha un problema coi diritti umani

Libertà di stampa sotto minaccia e leggi su aborto, uguaglianza di genere e diritti gay da rivedere: sul piano del rispetto dei diritti umani, il governo del Titano deve migliorare ancora molto.
13.11.15
Foto di Giorgio Minguzzi/Flickr

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Libertà di stampa sotto minaccia e leggi su aborto, uguaglianza di genere e diritti gay da rivedere. Sul piano del rispetto dei diritti umani, San Marino deve migliorare ancora.

A muovere le critiche contro il governo del Titano è stato Nils Muižnieks, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa. Il funzionario lettone ha stilato un rapporto che elenca i punti caldi osservati nel corso della sua visita nel paese, risalente allo scorso giugno.

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"San Marino ha compiuto progressi nel campo dei diritti umani negli ultimi anni," ha dichiarato Muižnieks in occasione della pubblicazione del report, sottolineando però anche come ora si debba "agire in modo più sostenibile per garantire la libertà dei media e una maggiore uguaglianza tra donne e uomini."

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A finire nell'occhio del ciclone sono soprattutto le normative che regolano i reati di opinione, ritenute eccessivamente restrittive e possibile causa di autocensura da parte dei giornalisti locali.

Diffamazione e ingiuria rimangono reati penalmente perseguibili per cui sono previste multe salate. Mentre per i colpevoli di oltraggio a pubblico ufficiale, addirittura, le pene vanno da 3 mesi a un anno di carcere. Altra nota dolente in materia di libertà di espressione è la cosidetta 'legge bavaglio' sammarinese che prevede sanzioni di 12.000 euro per la divulgazione di informazioni pre-processuali.

Foto di Giorgio Minguzzi/Flickr

Muižnieks ha applaudito la sensibilità dei magistrati sammarinesi, che, a sua detta, sopperiscono con la loro interpretazione moderata alla durezza delle leggi sulla libertà di espressione. Tuttavia, il Commissario ha invitato le autorità a depenalizzare la diffamazione, introducendo delle sanzioni civili appropriate.

Altro capitolo scottante dalla relazione riguarda gli aborti. Chiunque interrompe una gravidanza, o aiuta una donna a farlo, commette un reato punibile con una condanna da sei mesi a tre anni di reclusione secondo l'ordinamento di San Marino. Una circostanza che spinge molte donne ad affrontare l'operazione in Italia, caricandosi però costi e responsabilità aggiuntive in caso di complicazioni.

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Il Commissario ha chiesto al governo sammarinese di istituire un diritto all'aborto, perlomeno quando questo viene condotto "per garantire la salute fisica e mentale delle donne, in caso di anormalità del feto, o se vi sia stato uno stupro o incesto."

Alla difesa dei diritti LGBT è infine dedicata un'ampia sezione del report. Sul Titano non esiste alcun riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso, nonostante le numerose proposte di iniziativa popolare presentate al parlamento negli ultimi anni.

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Su questo punto Muižnieks ha raccomandato l'introduzione delle unioni civili di modo che venga garantita un'iniziale tutela giuridica delle coppie omosessuali.

Le valutazioni di Muižnieks hanno provocato le reazioni delle organizzazioni per i diritti umani. All'indomani della pubblicazione del report, Amnesty International, ha segnalato l'intenzione di aprire una filiale nel paese.

"Ritengo che San Marino abbia non poche questioni, a cominciare dalla parità di genere, in cui un intervento di un'organizzazione come la nostra potrebbe portare dei progressi significativi," ha dichiarato a RTV San Marino Gianni Rufini, direttore della sezione italiana di Amnesty International.

Il Segretario di Stato di San Marino Pasquale Valentini ha accolto con favore gli appunti fatti dal Commissario.

"Con il suo rapporto, il Commissario Muižnieks contribuisce a un dibattito che, al di là delle inevitabili polemiche che sempre emergono in queste occasioni, non può che giovare alla crescita civile, culturale, sociale del nostro Paese," ha commentato Valentini dopo la pubblicazione del report.

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Lo stesso stato di San Marino ha risposto nel merito, ribattendo e aggiungendo precisazioni ad alcuni dei punti citati da Muižnieks.

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Entrambe le fotografie sono di Giorgio Minguzzi e sono rilasciate sotto licenza Creative Commons