Per Natale ho un desiderio. Ed è che questa stronza che abita nel mio quartiere abbia quello che si merita. Il mio migliore amico in zona (io vivo a Hell’s Kitchen) non c’è più da un paio di anni. Non è che sia morto, è in galera. E il 99% della colpa è di questa stronza. OK, il mio amico qualche cosetta illegale l’ha fatta, ma si trattava sempre di “cose da poco”, e la sua clientela era la stessa da anni, e non ha mai venduto in strada. Teneva un profilo molto basso su questa roba, ed era il ragazzo più gentile e più figo di tutto il quartiere.
Non era mai violento, era sempre generoso, e non era mai e poi mai trasandato. Era intelligentissimo e aveva dei buoni gusti musicali. Era un po’ fuori luogo, a fare quello che faceva, ma credo che in un certo senso quel mestiere gli si addicesse. E so che tutti chiamano il “loro pusher” anche loro amico, ma questo tale non era nemmeno “il mio pusher” (era troppo sul versante speed), eppure andavamo in vacanza insieme o stronzate del genere, quindi fanculo. Faceva quello che faceva perché è così che riusciva a fare il grosso dei soldi, e quando non hai avuto un granché di istruzione… Be’, è quello che avrei fatto anche io. Comunque, è sempre una cattiva decisione quella di vendere droga per un lungo periodo di tempo. È meglio entrare nel giro e uscirne più velocemente possibile, così da fare qualche soldo facile.
Come nel caso dei casinò, il tempo alla fine ti viene a cercare.
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Ecco la storia, quindi: circa un anno prima che lo sbattessero dentro, la sua fidanzata di un tempo era uscita di prigione ed era rientrata immediatamente nella sua vita. Portanto un casino di guai. Lui aveva lasciato che rientrasse nella sua vita principalmente perché lei lo spaventava a morte. E anche voi sareste spaventati a morte da lei. Chiamatelo femminuccia, se vi va, ma lui era più di un ragazzo gentile, e questa non è la ragazza media che incontrate per la strada. Avete presente quelle ragazze bianche che non parlano come bianche e che lo fanno a 100 decibel più del necessario? Ecco, lei è una di loro. Fa un sacco di paura. Come se non bastasse, è anche una del tipo gangster/spacciatrice ed è molto brava a fare la gangster, e ha capelli da nera anche se è bianca, il che è da deficiente. Un altro mio amico, dopo averla incontrata, ha descritto la sua voce come la voce dell’arcangelo Gabriele (se per voi questo ha senso, grandioso. Altrimenti, pazienza.)
Comunque, il mio amico stava cercando di scaricarla perché era la sua unica mossa contro l’infelicità, ma lei continuava a minacciarlo che avrebbe chiamato la polizia e l’avrebbe fatto incriminare se lui l’avesse lasciata. Quindi la situazione era molto delicata. Non era uno scenario tipico da rottura di una relazione. Lui avrebbe dovuto andarsene dal quartiere e, in pratica, rivoluzionare la sua vita per levarsi di torno quella donna.
Alla fine l’ha mollata. Lei ha chiamato la polizia dicendo che lui stava minacciando di ucciderla e di bruciare l’edificio in cui viveva. Se lo conosceste sapreste quanto la cosa suoni ridicola. Ma dopo aver ricevuto un sacco di chiamate da lei, la polizia è andata a casa di lui. Lui stava giusto uscendo per fare qualche consegna, quando si è imbattuto nei poliziotti sulle scale di casa ed è stato portato dentro per un interrogatorio. Gli hanno trovato la droga, e da allora è in galera nel nord dello Stato. Quando esce, il che dovrebbe accadere presto, sarà deportato al DR per quella che, a quanto mi dicono, è un’esistenza di merda, se ti rimandano indietro etichettato come un criminale.
Comunque sia, immagino che tutta la merda natalizia che c’è in giro mi abbia reso nostalgico, e per giunta un altro nostro amico mi ha appena mandato un’email chiedendomi il suo indirizzo per mandargli una cartolina di Natale. L’unica altra persona del mio quartiere che consideravo amica (sono il padrino di sua figlia) si è trasformata in un cazzo di drogato totale e mi ha fregato in un affare e ora gli sto facendo causa. Quindi, in pratica, in questi giorni sono solo quanto ad amici che vivono nei paraggi (a parte quella ragazza, Cam, che cantava per i Choke ed è fighissima ed è mia amica). Quindi credo di voler chiedere a Babbo Natale della giustizia repentina nei confronti di quella troia che ha rovinato la vita del mio amico, mentre a lui auguro un buon Natale (anche se non so quanto il Natale possa essere buono in prigione). E spero che passi un buon Natale anche chiunque altro che non sia un pezzo di merda di topo.
Qui in cima c’è una foto di lui, a proposito. È tutta sfocata perché non ho intenzione di incasinare la sua vita più di quanto già non lo sia.
N.B.: non penso che lei o altri dei suoi amici delinquenti leggeranno mai questo pezzo, quindi non rischio niente scrivendolo. Ma se vengo accoltellato una volta che torno a casa tardi, saprete chi è stato.
GIANCARLO DITRAPANO
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