nostalgia anni '80

Ho fatto un tour dei locali di Milano dove si mangia ancora come negli anni'80

Un tour della Milano anni '80 che non se n'è mai andata, fra crepe, cocktail mangia e bevi e piatti pieni di panna.

di Camilla Lucia Rebecca Dalla Bona
25 giugno 2019, 10:08am

Tutte le foto di Tania Bornacin per Munchies Italia.

Probabilmente ti è capitato di sfogliare una rivista di cucina o un ricettario anni '80; sono sicura che tu abbia riso e preso in giro anche i parenti più anziani. Piatti con decorazioni al limite della comprensione umana, splendenti gelatine e una valanga di salse. Questa è la cucina degli anni '80 nella memoria collettiva.

Negli anni '80 io manco c'ero, eppure mi pare di averci messo piede più volte, forse, grazie anche ai diversi revival nella moda e nelle serie tv.

Negli anni '80 le salse a base alcolica erano una tendenza consolidata, erano come l'avocado per noi millennials

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Tutte le foto Tania Bornacin per Munchies Italia

Ma se c'è una cosa che ho notato da quando sono a Milano, è che da qui gli anni '80 non se ne sono mai andati, forse per il mito della Milano da bere. Il termine coniato dal celebre spot dell'Amaro Ramazzotti, simbolo dello splendore economico e della bella vita dei 'pezzi grossi' di quegli anni.

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Ed ecco che un giorno mi chiama la mia amica Livia che, oltre ad avere una passione per i libri belli, è infognata per tutto quello che è retrò e decadente, come gli anni '80 appunto. Neanche lei li ha vissuti ma, per strani casi della vita, si è ritrovata a scrivere un libro proprio sulla musica e la cultura di quel decennio. Un giorno mi dice: "Sarebbe bello se facessi un articolo su i locali anni '80 di Milano, che ne dici? Ti aiuterei volentieri a farlo." Fin da subito mi è parsa un'idea geniale e appena una settimana dopo eravamo sedute a un tavolo con un piatto di tartine con gelatina davanti.

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Livia e io

Allacciate le cinture, questo pezzo vi farà viaggiare indietro nel tempo, tra i locali milanesi che conservano ancora arredamenti 80s e piatti che non se ne sono mai andati dal menu.

Ore 9.30 | Bar Gatto - Il ritrovo

Bar Gatto Milano

L'appuntamento con Livia e la fotografa Tania è fissato per 9.30 al Bar Gatto, storico bar aperto negli anni '70 dal signor Gatto, a pochi passi da Piazzale Loreto. Anche se non ci sei mai entrato, devi averlo notato anche solo per la sua iconica insegna. La proprietaria attuale mi racconta di averlo rilevato alla fine degli anni '70. Poi, con un certo orgoglio continua a ripetermi che il bar rimane aperto fino alle 2 di notte: per un momento immagino la sala invasa da giovani paninari intenti a bere strani cocktail, invece no, ci sono solo anziani e turisti, che sorseggiano cappuccini e sgranocchiano cornetti decongelati al banco.

La proprietaria mi elenca i piatti e le bevande storiche che non hanno mai abbandonato il menu, come il Cocktail 'Raffaella Carrà' con Apricot Brandy, Cointreau, crema di latte, granatina, qualche goccia di colorante blu (scritto proprio così) e Curaçao, o il panino 'Gatto' con prosciutto di Praga, paté e Brie.

Bar Gatto Milano: Drink Raffaella Carrà
Il menu del bar Gatto

Livia, intanto, mi introduce alla cucina anni ’80: "In quegli anni la cucina si fa veloce, facile, mordi e fuggi per venire incontro alle rutilanti esigenze di una vita in movimento. È l’epoca del fuori pasto e dei panini, che diventano spesso la soluzione ideale assieme a tutto ciò che c’è di spalmabile o conservabile. Non è un caso che in quegli anni nascono prodotti come Tartì (nelle varianti salmone, tonno e prosciutto cotto) e Peperlizia vari (con spot che adesso sarebbero illegali)."

Gli interni del locale sono tutti così meravigliosamente kitsch: alziamo la testa e sul soffitto vediamo gatti sotto forma di affresco e statue. Dietro al bancone due cartelli scritti a mano, introducono alcune delle pietanze, l'inchiostro è un po' colato ma si può ancora leggere: "Tartine al salmone, polpa di granchio e caviale, crepes suzettes flambé" nell'altro, invece: "Coppa Melba; Coppa Romanoff; Coppa Danimarca".

Lasciamo il Bar Gatto per andare verso la prossima meta: è tempo di preparare lo stomaco a grandi quantità di grassi e gelatine.

Bar Gatto - Via Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1 (zona Loreto)

Ore 10.00 | Paninoteca - La colazione salata

Paninoteca Lima Milano

Da tutti chiamata Paninoteca Lima, in realtà non ha un nome preciso, si chiama semplicemente paninoteca. Nascosta in una parallela di corso Buenos Aires, il locale è stato aperto nel 1978, mi raccontano i figli del fondatore, che ora lo gestiscono: "All'epoca doveva ancora esplodere la moda delle paninoteche a Milano, c'era solo il Bar Quadronno." Poi, con un po' di malinconia aggiunge: "Era l'epoca della Milano da bere, eravamo aperti fino alle 5 del mattino, c'erano le code fuori per entrare." I menu appesi alle pareti mostrano una valanga di panini diversi, ma uno dei figli mi racconta: "Originariamente erano solo 6-7 panini; Special, Special crudo, Carioca, SOS, Musett e poi l'immancabile wurstel e crauti. Negli anni ci siamo sbizzarriti e abbiamo voluto continuare a crearne di nuovi. Da noi, però, puoi anche farne uno come piace a te, con gli ingredienti che vuoi."

Guardo fuori dalla vetrina e immagino ragazzini in Moncler accalcati per mangiare qualcosa dopo la serata in discoteca. Livia, intanto, mi racconta: "E consumatori di panini erano appunto i paninari, i ragazzi milanesi con il mito dell’America. Esterofili, sempre al passo con gli ultimi trend, non badavano a spese e avevano un vero e proprio culto per lo sfoggio di capi firmati e l’ostentazione di una vita godereccia e disimpegnata."

La paninoteca è un posto perfetto per colazione, pranzo, cena e spuntino dopo la mezzanotte, è aperto dalle 9.30 del mattino fino alle 2 di notte.

Paninoteca Lima: interni

Gli interni sono rimasti intatti: il classico bancone con esposti gli ingredienti e alcuni panini, la sala con sgabelli, tavolini gialli e perline di legno colorato rotondeggianti. Livia ha una passione per i panini e viene qui spesso, ne ha provati di diversi tipi, ma anche lei, come me, è indecisa. Alla fine scegliamo un panino 'Cosacco' con coppa, formaggio caprino, tonno, limone e salsa alla vodka. E poi 'Escofier' con prosciutto crudo, taleggio, formaggio caprino e salsa al liquore amaro. Gli ingredienti che accomunano i due panini che scegliamo sono le salse agli alcolici. Negli anni '80 le salse a base alcolica erano una tendenza consolidata, erano come l'avocado per noi millennials. E come dimenticare le famose Pennette alla Vodka, anche loro nate proprio negli anni '80. Devo dire che mi sarei trovata piuttosto in difficoltà ad essere astemia in quegli anni.

Panino anni 80

Ci sediamo in uno dei tavoli della sala: siamo solo noi e i due proprietari. Ma Livia mi dice che in pausa pranzo è più affollato, dopotutto sono le dieci del mattino. Arrivano i panini, serviti sopra piattini colorati. Li addentiamo subito affamate: Cosacco è racchiuso da due fette di pane in cassetta tostato, pieno di salsa e formaggio, il sapore è molto forte e salato, non proprio adatto a tutti. Mentre Escofier - che con il suo nome pare citare la cucina francese - è molto più soft, qui viene utilizzata una ciabattina croccante, che preferisco, almeno quando si parla di panini. Nel complesso i sapori non sono terribili, tornerò per provare quelli con meno salsa.

Panini dai 5 euro ai 9 euro.

Paninoteca - Via G. Masera angolo via Plinio

Ore 11.30 | Pasticceria Vecchia Milano - L'aperitivo di metà mattina

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Per prepararci al pranzo andiamo in pasticceria per un aperitivo in vecchio stile. La pasticceria Vecchia Milano è storica, aperta dagli anni '70, non è cambiata quasi per nulla, ci dice uno dei camerieri che lavora lì da sempre. Gli interni sono ancora intatti, le vetrine decorate con teli verde smeraldo e torte perfette una accanto all'altra sopra ad alzatine d'argento, i menu con le letterine mobili e poi loro, le tartine ricoperte di gelatina.

Livia m'introduce alla gelatina: "È un ingrediente immancabile delle ricette anni ’80. Estetica ed edonismo erano estremamente importanti. Tutti ricordiamo di aver letto in vecchi libri di cucina, ricette come Aspic in bellavista, Marbré, Paterini di faraona...Ed ora si possono ammirare anche su pagine Facebook come Mangiare anni ’80."

Gelatine anni 80

Ci accomodiamo ad uno dei tavoli ricoperti di tovaglie a fiori, con un piatto di tartine e un calice di prosecco. Le tartine con la gelatina, per chi non lo sapesse, sono delle fettine di pane da tramezzino aperte, farcite con quasi qualsiasi cosa: uova soda, verdure sottaceto, gamberetti, paté e sopratutto tanta maionese. Vengono poi ricoperte da uno spesso strato di gelatina, in modo da tener ferma la farcia e renderle 'brillanti'.

Ne taglio un quadratino da una con paté e e peperoni sottaceto, assaggio con cautela e un po' di timore, non le ho mai provate. È così viscida che non riesco a mandarla giù, il sapore è simile a cibo per cani, terribile. Voglio comunque dare una seconda possibilità a questi cimeli, quindi prendo un pezzo di quella con i gamberetti. Il sapore qui è nettamente migliore, ma la gelatina rovina tutto, sono nauseata.

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Io e Livia alziamo lo sguardo e capiamo che non c'è nulla da fare, non riusciremo mai a finire queste tartine. Ce le facciamo impacchettare e le portiamo via.

Pasticceria Vecchia Milano

Tartine a 3 euro l'una.
Vino al calice dai 7 ai 15 euro.

Pasticceria Vecchia Milano - Via Francesco Reina, 14 (zona Argonne)

Ore 12.30 | Pizzeria Geppo - Il pranzo

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Per chi abita a nord di Milano, questa pizzeria è un'istituzione. Alla Pizzeria Geppo la pizza è sottilissima e croccante. Aperta nel 1981, conserva ancora gli interni con i muri in spugnato sporgente, quelli che appena ti posi ti pungono, perline in plastica gialla nel soffitto coordinate a sedie e panche. Il posto è piccolo, pochi tavoli e un po' quell'atmosfera da pizzeria sulla spiaggia.

Pizzeria Geppo Milano

Siamo arrivate un po' prima dell'apertura, quindi, mentre aspettiamo, Livia che è della zona mi mette subito in guardia: qui le regole sono rigide, non si può prenotare, non si può scegliere il tavolo e non si possono modificare le pizze. Entriamo e veniamo fatte accomodare. Nel listino che ci portano contiamo ben 62 pizze, una delle più famose è la pizza 'Gass' con mozzarella, mele, gorgonzola e pepe. Noi scegliamo sempre il meglio dagli anni '80, e quindi ordiniamo una pizza alla Bismarck, con uovo e prosciutto, così chiamata perché dedicata al cancelliere tedesco vissuto nell'800 che adorava le uova. Poi, una pizza 'Giotto' con pomodoro, mozzarella, carpaccio di melanzana e salsa tartara e una pizza 'Brianza' con pomodoro, mozzarella, zucchine grigliate, vino bianco e rosmarino. Vi ricordate no? La mania degli anni '80 per gli alcolici non ha risparmiato nemmeno la pizza.

Pizza anni '80

L'aspettativa era un'abbondanza di condimenti, e invece, le pizze quando arrivano al tavolo sono un po' spente: un uovo mal messo e minuscoli pezzi di prosciutto che si perdono tra la mozzarella, per quanto riguarda la Bismarck. Per la pizza Giotto, invece, una fetta basta e avanza, di salse ne abbiamo mangiate così tante nelle precedenti tappe, che ormai ci scorrono nelle vene al posto del sangue. La pizza dal sapore più curioso è la Brianza, il vino bianco dona una dolcezza interessante che si sposa bene con il rosmarino. Nel complesso le pizze non hanno un sapore sgradevole, ti deve piacere la pizza sottilissima e priva di lievitazione, ma sei cresciuto in nord Italia, non sarà difficile.

Pizzeri Geppo Milano

Ce ne andiamo salutando l'unica cameriera che ci aveva accolto.

Abbiamo mangiato abbastanza cibo salato, ora dobbiamo trovare qualcosa di decisamente più dolce.

pizza alla bismark

Pizze dai 7 ai 9,50 euro.

Pizzeria Geppo - Via Giovanni Battista Morgagni, 37 (zona Lima)

Ore 15.30 | Creperia Caffè Vecchia Brera - La merenda

Creperia vecchia brera Milano

La moda delle crêpes è un altro grande classico degli anni '80, anche se si è protratto fino ai primi del 2000. Ricordo che da bambina c'era una creperia per ogni paese, anche nella provincia veneta. Le crêpes, che in italiano vengono chiamate crespelle, sono delle cialde morbide, sottili che vengono cotte su una superficie rovente tonda. Vengono farcite con ripieni dolci o salati.

La Creperia caffè Vecchia Brera è stata fondata nel 1985 da Gino e Beppe, i due attuali proprietari. Gli interni in stile parigino anni '20 hanno quell'atmosfera finta che si vive nei locali ricostruiti tipo Old Wild West.

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Ci accomodiamo in un tavolo, attorno a noi ci sono turisti, si riposano dopo una giornata a zonzo per musei e monumenti, mangiando risotti allo zafferano un po' fosforescenti. Il locale, infatti, oltre alle crêpes, ha un classico menu turistico, come ogni ristorante nei dintorni di Brera.

Creperia vecchi brera Milano

Ci facciamo portare solo il menu delle crêpes; ce ne sono tantissime sia dolci che salate e siamo indecise su cosa possa essere più anni '80. Scegliamo una crêpe farcita con cioccolata calda, banana, panna e una spolverata di cocco rapé; che poesia! Certo, una crêpe Suzette ripiena di salsa all'arancia e infiammata con liquore Grand Marnier avrebbe fatto la sua figura, ma di alcol ne abbiamo mangiato fin troppo. Ad accompagnarla un bel frappé alla fragola.

Creperia vecchia brera Milano

Mentre aspettiamo che arrivi l'ordine, notiamo che alle pareti ci sono fotografie anni '80 delle famose crêpes. Quando arriva al tavolo, la nostra crêpe si presenta esattamente come nelle foto di 50 anni fa, con lo sbuffo di panna e le banane tagliate trasversalmente. Il sapore è ottimo, la cioccolata calda non è troppo stucchevole. Il frappé ha quell'inconfondibile sapore di fragola chimica, una certezza sicuramente anche negli anni '80 e '90.

crepes anni 80

Intanto che finiamo di mangiare, Livia mi fa notare che in sala è partita Wild Boys dei Duran Duran: "Coincidenze? Io non credo proprio!" Una volta finito tutto ci sentiamo sazie, ma sappiamo che nelle prossime ore ci aspettano altre delizie.

Crêpes salate e dolci dai 4,50 a 8 euro.
Frappé 6 euro.

Creperia caffè Vecchia Brera - Via dell'Orso, 20 (zona Brera)

Ore 17.00 | Bar Basso - La merenda alcolica

Bar Basso Milano

Arriviamo al Bar Basso dopo una mezza insolazione e qualche ruttino al sapore di maionese. Questo bar è ormai un simbolo per tutta la città e per diverse le fasce d'età. È diventato famoso per il Negroni Sbagliato ed è aperto in questa location dal 1947. Noi però non siamo qui per questo genere di cocktail: dopo aver sudato l'impossibile abbiamo bisogno di qualcosa di fresco e di più simile a un gelato.

Brevetto Mangia e Bevi Bar Basso

Anche se non tutti lo sanno, qui nel 1968 hanno brevettato il Mangia e Bevi, un cocktail ipotizzato anche dai futuristi e che per l’appunto si mangia e si beve. La ricetta comprende due palline di gelato, una alla crema e una alla nocciola, cherry brandy, liquore allo zabaione e al cioccolato. Una specie di concentrato di alcol, uova e panna. La coppa si presenta guarnita con fragole fresche ed è davvero buonissima, riesco a mangiarne tantissimo anche se non amo l'alcol.

Bar Basso Mangia e Bevi

Livia è espertissima di questo locale e mi racconta il legame con il mondo del design e dell'arte: "Il Bar Basso ha iniziato a costruire il suo mito a partire dalla fine dei ’60 quando è stato rilevato da Mirko Stocchetto. Ma è negli anni ’80, quando il Gruppo Memphis imperversava in città attirando il design internazionale, che si sviluppa il suo legame con il mondo del design. Artisti e designer come James Irvine, Jasper Morrison, Mark Newson e tanti altri erano assidui frequentatori e hanno contribuito a rendere il bar uno dei luoghi preferiti di incontro durante il Salone del Mobile."

Bar Basso Milano

Lasciamo il mitico Bar Basso per andare verso l'ultima tappa del nostro tour.

Mangia e Bevi 12 euro.

Bar Basso - Via Plinio, 39 (zona Città Studi)

ore 18.30 Bar Anny caffè Caribe - L'aperitivo

Bar Anny caffè caribe

L'ultimo locale è nascosto tra le ville di ricchi milanesi, dietro la fermata della metro di S.Ambrogio. Dentro il Bar Anny sono in due: il barista Damiano e il proprietario Marco, che ha acquistato il locale verso la fine degli anni '70, mi dice sforzandosi, perché non è un tipo di molte parole e non vuole farsi intervistare.

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Bar Anny caffe Caribe Milano

L'atmosfera è ancora quella di un tempo, gli interni color marrone e bordeaux con tavolini bassi, poltroncine e poca luce. Ordiamo un panino 'Reale' con salmone, maionese, sedano e roast-beef e due spritz. Il posto mi piace, il panino è buono, i prezzi sono bassi e sopratutto ci sono i signori anziani della zona con cui scambiare lunghi discorsi, come il signor Paolo, che ci racconta la sua vita e spettegola su i ricchi potenti che vivono nel quartiere.

Panino anni 80
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Rimaniamo quasi due ore senza accorgercene, qui il tempo vola e non ti sembra nemmeno di essere a Milano.

Tutti i panini a 4 euro.

Bar Anny caffè Caribe - Via Aristide de Togni, 15 (zona S.Ambrogio)

Mentre usciamo dal bar mi rendo conto di aver vissuto una giornata scordandomi di tutti gli avocado, hamburger gourmet, sushi, matcha latte, diete ketogene e iperproteiche... con cui negli ultimi anni siamo stati bombardati.

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Ma no, non vorrei aver vissuto in un periodo in cui i piatti memorabili rimangono finti pesci di gelatina, crostacei ricoperti di maionese e pasta condita con alcolici.

Come si suol dire 'bello ma non ci vivrei'. Saremo anche più poveri, ma cuciniamo molto meglio.

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