Il chemsex sta davvero uccidendo il gay clubbing?

"Chemsex" è il termine inglese che indica la nuova tendenza dei clubber gay inglese a strafarsi di droghe e chiudersi nei locali a scopare.

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01 dicembre 2015, 9:00am

Lavorare in un bar significa stare in piedi per ore. Quelle ore di solito sono ore del weekend. Lavorare il weekend significa perdermi gli eventi a cui vado abitualmente durante il weekend, ogni weekend. Adesso lavoro, e quando finisco di lavorare, non appena i primi raggi di sole iniziano a sbucare all'orizzonte, la prima cosa che faccio è aprire Grindr e scrollare giù come un pazzo. Il suono di tutti quei messaggi nella casella di posta mi fa sobbalzare ogni volta. Un po' mi aspetto di vedere un cavaliere nella sua corazza scintillante emergere dalle tenebre cibernetiche in cui vado a perdermi, ma ahimé, il sogno viene infranto dall'infinità di richieste di H&H che ricevo tipo bombardamento. Per chi non lo sapesse, H&H è l'abbreviazione per "high & horny" di Grindr. Come scorro tra tutte queste perle mattutine, due sono le domande che si materializzano nel mio cervello. Per prima cosa, la mia foto profilo sarà abbastanza provocatoria? Poi il vero dramma, c'è davvero tutta questa isteria per l'argomento droga, nella comunità gay?

Non mi va di starvi a prendere per il culo: non sono un santo. Circa un anno fa abitavo in un seminterrato a Brick Lane, adibito quasi esclusivamente a squat per after. La musica andava avanti per molto più di quello che qualsiasi umano potrebbe immaginare e c'erano costantemente volti sconosciuti al suo interno, a ogni ora del giorno.

Il fatto era che queste feste—anche se duravano infinitamente più del dovuto—avvenivano dopo serate altrettanto selvagge in giro per i club di Londra. Non erano proprio orge. Non girava crystal meth fatta in casa. Nessuno era particolarmente amante del sesso di gruppo da dietro.

Sembra che sempre più persone in questa città preferiscono drogarsi per scopare più che per divertirsi. Questo accade a degli eventi che stanno diventando sempre più popolari perché facilmente accessibili anche grazie ai processi tecnologici che li rendono alla portata davvero di chiunque. Procurarsi la droga è ancora più facile. Quelle più in voga sono il mefedrone, la crystal meth e il GHB. Quest'ultimo ultimamente lo stanno chiamando "urina di satana." Stupendo.

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Questa combinazione di sesso e droga non è di certo una novità. Ler orge non sono un'invenzione recente. Quando ho chiesto a un mio amico cosa pensasse della scena chemsex—termine inglese per denominare le feste a base di sesso e droga—ha specificato che questa particolare combo già in passato era stata associata a giovani gay arricchiti in grado di procurarsi le suddette droghe grazi alla fortunata posizione economica. Oggi queste sostanze sono molto più abbordabili, e difatti a fruirne sono sempre più gay giovani che adulti ben piazzati. Anche se la grossa differenza non la fa il prezzo di mercato.

I gay di ultima generazione stanno diventando sempre più disillusi nei confronti del clubbing. Il mio amico Soho dice che si tratta di "un'ammucchiata di merda" e la gentrificazione di tutta Londra est sta avendo effetti disastrosi sulla comunità. Non c'è quindi da stupirsi se emerge che "molti ragazzi si ritrovano a stare in appartamenti altrui dal venerdì notte al lunedì mattina," come specifica Soho, "abbarbicandosi a qualsiasi sostanza sia avanzata dalla sera prima." Ci siamo passati tutti.

Staremo esagerando con il clubbing gay friendly? Forse sì ma sono altri i motivi. Ed è triste che me li elenchi un amico che in vita sua non ha MAI fatto sesso da sobrio. O era ubriaco o fatto, o entrambi. Diventa ancora più truste quando neanche io riesco a raccontarti di una bella serata negli ultimi tre mesi che non sia in un pub.

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In quanto persona che vede nei club in cui si raduna la scena chemsex una sorta di energia oscura tutto sommato affascinante, ho voluto confrontarmi con altre persone per cercare di capire perché si tratta di una comunità così grande e ben rifornita, e che effetti sta facendo sulla comunità gay di Londra in generale. Quando si parla di nightlife gay la prima figura di riferimento transgender che mi viene in mente, è Johanna Londinium. "Le droghe sono cambiate. Alla gente un tempo piacevano lo sballo da ecstasy, cocaina e ketamina. Il mood nei club era l'estasi, l'arrapamento e l'euforia da apprezzamento della musica. Oggi vanno altri tipi di droghe, i cristalli e il GHB sono quelli più gettonati in assoluto. L'atmosfera è molto più cupa. Sembra che le emozioni siano state risucchiate via e la tensione sessuale sia lievitata insensatamente."

Se ripenso a quanto eccitante e piena di vita era la scena un tempo, a quanto gli after erano festini pensati solo per ospitare gente presa bene che voleva solo prendersi meglio ancora, un po' mi sento male davvero. Ho un sacco di amici, me compreso, che per dei periodi dell'anno dovevano esiliarsi nei loro paesini di origine in stile rehab, per via delle troppe feste. Ora la gente va nei locali solo per trovarsi con i loro gruppetti di amici—o per aspettare la notifica di Grindr che avvisa quando i tuoi contatti sono "in cerca di amici".

È anche vero che, come ha sottolineato Johanna, si tratta pur sempre di una generalizzazione. Non tutte le clubnight sono così, ma è sicuramente molto più difficile ritrovare il mood di un tempo, in giro.

Negli ultimi mesi si è iniziato a parlare più di chemsex in giro, grazie soprattutto a VICE e ad altre piattaforme come The Guardian. Sebbene ci sia stato un incremento evidente in città come Londra o Manchester, a volte mi chiedo se a qualcuno là fuori frega effettivamente qualcosa. Le piccole città non risentono di questi fenomeni, perciò perché dovrebbe importargliene? Fintanto che noi gay non finiamo a bivaccare per le strade dei loro merdosi paesini bigotti va tutto bene, non c'è niente di cui preoccuparsi. Sarebbe solo fornire motivi in più agli omofobi per odiare i gay, e confermerebbe per l'ennesima volta la visione stereotipata degli omosessuali che scopano in giro. Li demonizza. Se mai dovessimo parlarne, dovrebbe essere incentivato dal governo. Come sarebbe se i ruoli fossero invertiti e questa fosse una tendenza diffusa tra gli etero? La comunità gay sta pagando caro le conseguenze di questa nuova moda: ogni giorno vengono diagnosticati circa quattro casi di HIV a Londra. Uno su cinque non sa neanche di averlo. Il governo ha tagliato i fondi per l'assistenza sanitaria del cinquanta percento, proprio nel periodo storico in cui ce ne sarebbe più bisogno.

Possiamo ritenerci fortunati che ci siano ancora club pieni di gente che vuole prendersi bene, ogni weekend. Sono questi tipi di feste, quelle "storiche", con una reputazione e personalità tutta loro, che difficilmente risentiranno mai dell'avvento di fenomeni come l'ascesa del chemsex. Se da una parte c'è una rapida crescita di gente che frequenta gli eventi solo quando sono legati al sesso, posti come il Fire in Vauxhall e l'Heaven, nel centro di Londra, ancora contano fior di partecipanti ogni weekend.

Non fa tutto così schifo però dai. Non è tutto morto come sembra. Possiamo ancora essere grati e riconoscenti alle clubnight storiche che non ci hanno mai abbandonato. Non serve concentrarsi sul clubbing per gay, né prendersela tanto con il chemsex. Ogni scena sarà piena di casini, sempre. E, cosa più importante, ci sarà sempre qualcuno che farà di tutto per non vederli. La vita notturna è anche questo.