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I due papi e il drone

Immagine: Shutterstock

Qualche giorno fa l’Arcidiocesi di Washington ha utilizzato niente meno che dei droni per riprendere la processione in onore della canonizzazione dei due papi. Il fatto che la Chiesa ne faccia uso, significa solo una cosa: i droni sono diventati mainstream. Il video messo insieme dalla chiesa per la canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II è scorrevole e contiene alcune belle riprese della Basilica del Santuario Nazionale di Washington, DC. 

Però quest’ultima parte dovrebbe farci riflettere: non è permesso far volare niente, nemmeno gli aeroplani giocattolo, sopra Washington DC. Nonostante il permesso esplicito della Federal Aviation Administration, una dimostrazione già organizzata di un jetpack era stata spostata al chiuso, proprio per i timori che venisse abbattuto.

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Di certo, la FAA non sarebbe entusiasta di sapere che qualcuno—anche fosse un’organizzazione religiosa—sta usando delle riprese effettuate con un drone all’interno dei confini della città per un video promozionale.

Invece, la FAA ha dichiarato sul Washington Post che il volo del drone suonava come una “situazione insolita. Non sono davvero un’entità commerciale di per sé, ma non sono nemmeno un’entità privata.”

In un certo senso, questo è un po’ uno scenario da incubo per la FAA. L’agenzia non vuole essere vista punire duramente e inutilmente la Chiesa Cattolica. Ci sono questioni sul Primo Emendamento da considerare. Per l’agenzia è molto più semplice fare finta di niente.

Ma, nello stesso tempo, secondo le regole della FAA, nessuno, nemmeno Dio, ha il permesso di volare nella Zona di Volo Regolamentata di Washington DC, che si estende per quasi 25 kilometri oltre i limiti della città. Allora perché questa è una situazione insolita? Chissà. Ma la FAA non sembra dar peso all’accaduto. E questo è il problema, più o meno. Alcuni casi vengono puniti, altri ignorati.

Siete uno straniero altamente qualificato che fa volare droni da anni? Aspettatevi di venir schiaffeggiati con una multa da 10.000 dollari e un processo giudiziario estremamente lungo per il volo di un drone di polistirolo che secondo la FAA ha messo in pericolo le statue dell’Università della Virginia, anche se il filmato non aveva scopi pubblicitari e non è avvenuto alcun incidente di sorta.

Siete una compagnia di comunicazione commerciale che è stata assunta dal governo locale per filmare una maratona? Aspettatevi che la FFA si volti dall’altra parte.

Siete uno stupido appassionato di droni che non ha assolutamente infranto alcuna legge ma viene arrestato dalla polizia? Aspettatevi che la FAA faccia di voi il primo amatore di sempre a essere multato, nonostante i decenni di assenza di regolamentazioni di qualsiasi genere e dozzine di dichiarazioni passate ai giornalisti che lasciano intendere che chi lo fa per hobby non è soggetto alle regolamentazioni della FAA.

E, a quanto sembra, se siete l’Arcidiocesi di Washington, siete una “situazione insolita” e vi beccate un lasciapassare gratuito.

Il portavoce della FAA Les Dorr mi ha assicurato che “non speculeranno sui voli potenziali dell’Arcidiocesi al di fuori della Zona di Volo Regolamentata.”

“La vera distinzione per questi voli dipende da se il UAS è un “modello aereo” pilotato per hobby o uso ricreativo secondo la definizione nella legislazione della FAA Reauthorization oppure se è un UAS pilotato per qualche altro scopo,” ha detto. “Se un UAS è pilotato per usi diversi da quello ricreativo o per hobby, allora è soggetto alle regolamentazioni della FAA.”

Ma allora non dovrebbe valere anche l’inverso? Se un drone è pilotato per uso ricreativo, non dovrebbe essere esentato dalle regolamentazione della FAA, giusto? Allora come si spiega l’amatore che è stato multato? E, per la cronaca, sembrerebbe, che i preti da DC possono far volare i droni (al di fuori di Washington), fintanto che lo fanno per divertimento, secondo la FAA. In qualche modo, questa sembra una situazione improbabile.

Questo è quello che succede quando si prova a regolamentare senza regolamentazioni. Questo è quello che succede quando si viene colti del tutto impreparati per una nuova tecnologia popolare che a te, come agenzia federale, potrebbe non piacere. Crei una confusione tale che nessuno capisce che diavolo sta succedendo. È così che si finisce ad avere un feed di Twitter costantemente fatto di chiarimenti e spiegazioni che si contraddicono tra di loro. È così che si finisce con le persone che dicono “chi se ne frega” e pilotano ugualmente i droni per uso commerciale.


Finché non si rendono effettive le norme su ciò che le persone possono e non possono fare, tutti continueranno a fare quello che vogliono. Questo dovrebbe terrorizzare la FAA. Possono multare e intimidire e dire alle persone di smettere di far volare i droni, ma perderanno ogni singolo caso in tribunale finché non avranno codificato delle regolamentazioni. Questi casi avrebbero dovuto far bruciare il culo all’agenzia molto tempo fa. Invece, anche una norma preliminare non è prevista prima di novembre, molto più tardi rispetto a quando se ne aveva bisogno. I giorni del selvaggio West dei droni continueranno fino a quel giorno.

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