Il pittore polacco che dipinge paesaggi rurali e robot giganti

Jakub Różalski è un artista polacco, e nel suo ultimo progetto,1920+, mischia immagini della campagna polacca di inizio del secolo e robot giganteschi.

|
dic 16 2014, 9:10am

Jakub Różalski è un artista polacco, e nel suo ultimo progetto,1920+, mischia immagini della campagna polacca di inizio del secolo e robot giganteschi. 

Per Różalski, 1920+ è una rappresentazione fittizia della guerra sovietico-polacca del 1920-21 e si propone tanto come sfogo creativo quanto come modo per rinnovare l'interesse del pubblico verso la storia del suo Paese. Ho parlato un po' con lui per farmi spiegare meglio il suo progetto.

VICE: Come descriveresti 1920+?
Jakub Różalski: Il progetto si basa sulla guerra sovietico-polacca, sulla battaglia di Vars​avia e sulla dura realtà di quel periodo storico. Molti storici ritengono che la battaglia di Varsavia sia stata una delle più importanti della storia contemporanea perché ha segnato il destino dell'Europa e ha impedito alla Rivoluzione russa di raggiungere l'occidente.

Come descriveresti il clima politico dell'epoca?
Dopo la prima guerra mondiale in Europa c'erano forti sentimenti rivoluzionari e al contempo molta frustrazione. I bolscevichi hanno sfruttato la situazione a loro vantaggio e hanno cominciato a espandersi verso ovest. La Polonia è stata tra i primi stati capaci di resistere alla loro avanzata, solo due anni dopo aver conquistato l'indipendenza.

Al di fuori della Polonia non sono tanti quelli che sanno come sono andate di preciso le cose, nonostante si tratti di un periodo molto interessante per la storia dell'Europa e del mondo. Inoltre la battaglia di Varsavia è stata l'ultima a essere combattuta utilizzando la cavalleria su larga scala, il che secondo me conferisce agli eventi un che di romantico.

Da dove è nata l'idea alla base del progetto?
Volevo raccontare quello che so sulla storia e la cultura della Polonia facendolo nel modo più interessante e più originale possibile, così ho pensato di unire i temi che prediligo a una mia personale passione. I dipinti combinano i temi della cavalleria, dell'esercito polacco e della vita quotidiana nelle campagne con immagini di giganteschi robot da combattimento e temi fantascientifici, il tutto rifacendosi allo stile dei pittori polacchi di inizio Novecento.

Perché questi robot giganti?
Mi sono sempre piaciuti, fin da quando, da piccolo, ho visto per la prima volta la battaglia di Hoth ne L'Impero colpisce ancora. Le macchine futuristiche e i robot giganti riescono a creare un'atmosfera apocalittica che trovo particolarmente interessante, ed è per questo che mi piace così tanto usarli nei miei lavori.

Sono anche molto appassionato di fantascienza e fantasy. E le opere di Sienkiewi​cz, Tolkien e Sapk​owski, il mio interesse per il combattimento di fanteria, per la seconda guerra mondiale e per il codice Bushido dei samurai mi hanno accompagnato per tutta la vita e hanno avuto un ruolo cruciale nella mia formazione di artista.

Ho notato che nei tuoi dipinti le città non compaiono quasi mai. Preferisci i paesaggi rurali?
Sono cresciuto in un paesino vicino a Stettino, immerso nella natura e circondato dai boschi. Poi per ragioni professionali ho sempre vissuto in città, ma devo dire che mi manca quella dimensione tranquilla. 

Da artista mi sono dedicato a perfezionare il mio stile studiando i dipinti di Kossak, Chelmonski e Shishkin, e il fatto che questo si noti è la mia soddisfazione più grande.

C'è anche un pizzico di patriottismo.
Certamente. Amo il mio paese e sono grato di essere nato in Polonia. Dipingo quello che mi piace e quello che mi rende felice, ma nei miei lavori c'è anche una certa nostalgia.

Ora lavori in Germania—ti manca casa?
Mi mancano quei panorami, le montagne, il mare. Ma quello che mi manca di più sono le piccole cose come il cibo, i miei bar preferiti, i film. A gennaio mi trasferisco a Cracovia con mia moglie e il mio gatto. Di solito sono un tipo solitario, lavoro spesso a casa ed esco di rado, perciò vivere in Germania non mi è pesato più di tanto.

Hai dipinto una tua versione alternativa del passato. Se dovessi dipingere il futuro della Polonia, come sarebbe? Sarebbe una realtà utopica o distopica?
Bella domanda. Nessuna delle due, credo—non mi piacciono gli estremi. Mi piacciono le sfumature di grigio, quindi dipingerei una realtà che possa stare nel mezzo, sempre con un tocco di originalità.

Altro da VICE
Vice Channels