A un certo punto capita a tutti di rendersi conto è che giunta l’ora di riprendere il controllo della propria vita. Succede quando la quantità di bollette accartocciate e vuoti a rendere che coprono il pavimento accanto al materasso sono le uniche due cose che vi impediscono di cadere giù e abbandonarvi al panico—il panico derivato dalla consapevolezza che la faccenda è andata TROPPO OLTRE, che i numeri sull’estratto conto sono diminuiti più velocemente di quanto ci mettereste a dire “Dove cazzo è la mia borsa?” e che non avete nemmeno un vero lavoro. E non siamo ancora alla metà di luglio. Donne, uomini, ho un consiglio: iniziate col prendere uno strofinaccio e un po’ di candeggina e rimettete insieme la vostra vita. Comprate dei fiori. E, soprattutto, procuratevi del vero cibo.
Lasciate che ve lo dica, un caffellatte e un’omelette non potranno colmare la vostra fame, nemmeno se aggiungete una montagna di french toast con contorno di pancetta. È così. E se mi guardaste e diceste che vi andrebbe un bel brunch, io penserei che avete qualche tipo di problema. Brunch, vai a farti fottere.
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Cos’è il brunch? Un enorme spreco di tempo e denaro, ecco cos’è. Come le persone che non possono permettersi la coca. È un pasto che induce ad alcuni dei peggiori comportamenti e atteggiamenti che riesco a immaginare. Il mio amico incolpa Sex and The City. Alle dieci di mattina dove potreste mai trovare una fuori di testa vestita Acne e truccata di tutto punto che cerca di strapparvi l’anima di fronte a un piatto di uova? E il fatto è che non le mangiano nemmeno, quelle uova! Aggiungete un po’ d’alcol e otterrete degli agitati maniaci del weekend, disposti a mettervi le mani addosso se proverete a rovinare quel loro giorno del cazzo servendogli un cappuccino piuttosto che un caffellatte.
Ultim’ora: a nessun ristoratore piace il brunch. A NESSUNO. Di conseguenza, il posticino in cui andate a fare il vostro “pasto” della domenica è pieno di camerieri che vi odiano, e la cucina è un brulicare di capocuochi esperti costretti a preparare omelette su omelette invece di cucinare. Avete idea di quanto sia disgustoso preparare uova per cinque ore? E lo so perché sono entrata e uscita dalle cucine per 11 anni. Ai fornelli tutti si affrettano per VOI, perché voi ci mettete fretta con quegli sguardi impazienti e maleducati. Lo faccio OGNI DOMENICA e NON MI SONO DIMENTICATA DI VOI, cazzo. Il vostro caffellatte sarà una schifezza acquosa, quindi bevetelo in fretta e lasciatemi stare. Perché senza caffellatte non sarebbe un brunch, vero, stronzi?
Fuori dai ristoranti si formano lunghe code. Per gli avventori è una questione di vita o di morte, finché con un sorriso non conquistano l’agognato posto a sedere e si pavoneggiano avvolti nei loro vestiti attillati che emanano un puzzo di sesso monogamo e dei cocktail della sera prima. Queste persone vogliono che i figli di due anni vivano una “vera esperienza al ristorante”, lasciandoli correre in preda a una furia omicida sotto caffettiere bollenti. Le giovani coppie, coi vestiti che praticamente gli cadono di dosso, fanno a gara per spiegarsi a vicenda ogni minima sfumatura del menù. Ognuno di loro, con quelle facce rilassate, mezze addormentate e sognanti cerca di superare in bellezza il fine settimana di qualcun altro.
Il brunch è il pasto che più di tutti delude regolarmente. Uova e pane sono di bassa qualità. Vi state facendo truffare. Il brunch è un arraffasoldi e questa è l’unica ragione per cui ristoranti rispettabilissimi si sottopongono a questa folle pratica. Cosa c’è di peggio della sensazione di essere stati fregati dopo aver pagato un bel po’ di soldi per un pasto? Quanto possono essere strabilianti delle uova alla benedict? Ma a voi non frega un cazzo, vero? Potrei servirvi qualunque cosa, a patto che abbia un nome carino e un po’ di verdura di contorno. E questo mi uccide.
Il brunch è un’illusione, è l’immagine di un picnic sulle rive della Senna nei giorni in cui non si ha niente di meglio da fare che fissare l’acqua negli occhi dell’amato. E il servizio, dannazione, vi è dovuto. Questo mio sdegno non è colpa vostra, amanti del brunch. È diretto più che altro a chi vi ha fatto credere che questo comportamento potesse funzionare. Io dico di vietare i brunch. Prendetevi un cornetto, pane e burro, fatevi la vostra maledetta colazione e tornate sul pianeta Terra!
È vero, dopo una sbronza è giusto mangiare le uova. In termini macrobiotici, le uova sono alla fine della scala dello Yang e l’alcol è alla fine della scala dello Yin. Il macrobiotico vuole trovare un equilibrio interiore, quindi forse questa è una cosa buona da fare. All’università, nelle mattinate più difficili, la mia coinquilina mi portava sempre delle uova alla coque con un bel po’ di sale, e devo riconoscere che erano davvero utili. Ma allora fatevi delle uova! O andate in uno di quei ristoranti con cucina orientale e riempitevi di uova, riso e verdura. Sono gustose, e di solito quei posti sono scarsamente illuminati e a nessuno interessa come cavolo siete vestiti. Ma soprattutto, non dovrete perdere un’ora delle vostre preziose domeniche mattina in attesa della vostra ordinazione. Oppure fate una passeggiata, quello che volete. È domenica, gente.
Il brunch crede di essere migliore della colazione. Più accattivante. Ma voi dovete mangiare bene. Lasciate il brunch a quei palloni gonfiati che non riescono a ricordarsi cos’hanno fatto la notte precedente. Lasciate che mangino stupidi piattini con la frutta per contorno. Lasciate che si riempiano di bevande piene di carboidrati finché non è l’ora di un’altra settimana all’insegna dell’odio. Se conoscete veramente la vacuità mattutina, mangiate del cibo vero e lasciate il resto agli stronzi.
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